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Grazie, nonno!

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(A mio nonno Salvatore)

 

Grazie nonno,
chissà dove mai sei,
se ancor m'ascolti e mi passi mille lire,
o mi porgi il tabacco
dalla pianta raccolto e poi seccato,
in tasca scartocciato:
"Lento vai, infilaci il tabacco e dopo gira
lenta la cartina,
con la lingua bagna il suo bordo
scorri le dita e incolla"!
Semplici gesta un'esperienza antica,
un misto di lavoro e di sudore,
pella grinzosa nera
e il sole la cucina a suo piacere.


Ti guardo in quella foto
con me col grigio verde militare,
si nonno, anch'io un cavaliere come te,
anche se con grado diverso,
tu da caporale,
io da ufficiale,
un caso della della vita non voluto,
dal destino però a noi pur riservato.


Ed io riguardo quella foto,
tu con la testa appena piegata a destra,
un vezzo che ho notato in tante mie fotografie.


Dove sarai nonno mio adorato?
Penso alle tue giornate,
a quello che alla terra hai tu donato,
quello che la terra t'ha rubato.
Tanto a noi dato hai,
in cambio quasi nulla ricevuto.


Ed ora stranamente tu mi manchi,
poco io t'ho goduto, poco con te gioito,
ma dentro me ci sei,
t'amo più di mio padre,
il figlio tuo,
che non ha saputo darmi quello che tu m'hai dato.


Dovunque sei, ascoltami se puoi,
leggi queste righe se ancora ce la fai
e cerca di tiraci fuori
il tanto amore
che non t'ho potuto donare al tempo giusto
ma che è messo da parte solo per te
in questo povero mio cuore
che sta vivendo giornate di dolore.

 

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