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Pasqua senza Resurrezione

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Versai lacrime amare sulla Croce,
sotto la Croce tutte le raccolsi
nessuno mano mosse,
nessuna spina dalla testa tolsi.

Lasciai che la candela accesa
lentamente la cera poi sciogliesse,
cera su cera sul moccolo poi crebbe
s’accese anche il supporto che la resse.

E illuminò quel volto flagellato
da anni di ignoranza e intolleranza
la fede non bastò a rimodellare
quel Cristo tante volte bestemmiato.

Su quel barcone provò più d’una volta
a chiedere accoglienza
ma chiusero i cancelli e dopo i porti
invano si cercò bambini e morti.

Ed aspettò un suono di campane,
ma a sciogliere quei nodi
non bastò taglio con la lama ardente,
non bastò dire: “Per oggi son credente”!

Sbarcò a terra, ma che terra amara
sentì cantare da un nero pescatore
quel barcone appena galleggiava
nel sangue del Cristo sprofondava.

E già s’alzava l’urlo nelle tende
pesava lavorare con le spine
ma la corona in testa era pesante
e l’opulenta sponda più distante.
 
Ed aspettò che il suono di campana
il silenzio sciogliesse. S’illuse.
Per il suo soffrire non c’è liberazione
e non c’è Pasqua che dia Resurrezione.

Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 04.04.2021 : 9:40)

Potrebbe essere un'immagine raffigurante attività all'aperto

 Franca Colozzo - 06/04/2021 23:20:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Caro Salvatore, colgo l’occasione offertami da questa bella poesia per porgerti i miei più calorosi auguri, anche in mezzo a tanto turbamento e a questa stagione che ha il sapore amaro d’una Pasqua a mezz’asta.
Se pure il silenzio dovesse logorare i nostri pensieri affranti e renderci complici di tanta depressione, ebbene quest’ultima è niente a confronto delle inutili guerre sparse nel mondo all’insegna dei vessilli di ignobili ragioni.
La nostra sofferenza, limitata nello spazio-tempo, è solo effimera così come l’idea di pranzi e di allegre comitive. Diverso è lo scenario che a noi si presenterebbe solo se riuscissimo a guardare oltre la riva del nostro egocentrismo. Ciò non toglie che questo periodo è stato ed è tuttora di sofferenza pure per tanti piccoli, ignari come sono delle catastrofi nel mondo.
Ci servirà di monito? Credo proprio di no, in quanto la memoria umana è corta come un rintocco di campane a Pasqua. Cordiali saluti.

 Salvatore Armando Santoro - 06/04/2021 08:41:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Armando Santoro » ]

E’ un periodo "nero" quello che sto attraversando e chi mi legge con attenzione se ne sarà già accorto.
Ma è anche vero che a volte, periodi neri della nostra vita, ci suggeriscono anche attimi di riflessione sui fatti del mondo e sull’indifferenza che spesso ad essi la gente riserva e ci fa scrivere cose che, in condizioni di "normalità", non avremmo mai scritto.
Ed allora ben vengano i momenti "neri" se alla fine producono dei buoni manufatti.
Un caro saluto a tutti i miei amici, sopratutto a quelli che ancora sanno usare bene la penna (ancor meglio della lancia) seminando "nero su bianco" e non "rosso su carne"!

 Salvatore Armando Santoro - 06/04/2021 00:51:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Armando Santoro » ]

A Rosetta Sacchi

Che dire? Hai scavato in fondo al mio animo e ci hai trovato dei nidi d’amore ed hai detto al mondo: "Perché nessuno se ne accorge e li coltiva affinché si riproducano nell’animo umano"?
E ad un poeta basta questo per comprendere quale anima gentile ha di fronte. E deve essere contento perché non è solo a vedere le ingiustizie del mondo ed a denunciarle.

 Rosetta Sacchi - 05/04/2021 11:40:00 [ leggi altri commenti di Rosetta Sacchi » ]

Ecco. Restiamo con i piedi per terra. Perché il poeta deve saper fare anche questo, non è solo “un venditore” di sogni. Chiamiamo le cose con il loro nome. Abbiamo il coraggio di riconoscere le illusioni ma anche il fallimento dell’uomo. Il pensiero della Croce sia un pensiero di tutti i giorni. Ci accorgiamo così delle tante croci alle quali nessuno toglie un chiodo, delle quali nessuno alleggerisce il peso, per le quali nessuno reca conforto. Questa è la mia chiave di lettura. Parola su parola questi versi evocano tante immagini, tanti sentimenti, pongono anche tanti dubbi. Questa è una poesia che fa riflettere, consapevole, sofferente , una poesia che richiama la nostra attenzione sulle mille tragedie odierne in mare e per terra.
Complimenti al poeta Santoro ed un cordiale saluto.

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