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Scrivi un commento al testo di Annalisa Scialpi
La corrispondenza

 

Nella casa troppo chiusa

dal recinto che sfalda

le briciole rimaste

- mani in tasca a cercare

le escrescenze embrionali

della luna -

 

ecco, telegrafica,

una corrispondenza che già

avida l'anima si fionda

come al luna park d'estate,

 

ma non è giostra,

è vernice nuova che cade

dagli alberi

e nel silenzio precipita la

musica,

così forte che ti sembra un

muro a secco

 

lì,

sulla tua testa,

con tutti i morti sdentati

che fanno ressa da qualche

parte, dentro te

 

e tu

che dici da quanto tempo

non vedevo la luna

e dici che ci credi, ora,

ci credi,

come gli astrologi all'asteroide

xyz,

solo

 

che tu non sei un asteroide

nessuno lo è

e mentre il suono dei pianeti

passa e la giostra è nelle stelle

persino nelle foglie

 

tu

pensi

che non devi dirlo a nessuno

- miracolo ed eresia -

che hai scelto

di morire

ancora

una

volta.

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