LaRecherche.it
Scrivi un commento
al testo di Annalisa Scialpi
|
||||
|
Io ti cercai nel giorno della luna storta, nel giorno troppo pieno di sale, che versava, ubriaco, il mare.
Ti cercai come uno strappo, nel vento sulle colline, ti cercai perchè non sapevo cosa cercare: un'amnesia, una camicia azzurra, un soffione, un pensiero caduto su una casa bianca.
Nelle notti livide che guastavano il seme, nei giorni sbeccati come i passeri nel nido tra le lingue gialle delle verbene.
Nell'anfiteatro delle parole mai espresse, nei tacchi affondati nel rosso liquido dell'amore.
E ti cercai perchè non eri niente, mura bianche, la finestrella di legno nella grande casa vuota d'umidi e d'addii.
Ti cercai senza prenderti, perchè la tenerezza spaccava il nervo; credevo che bastasse essere un acino d'aria tra le rose che cadevano, secche, su un cuore di legno.
Ma ti cercai, nel mio grembo vuoto, negli occhi verde acqua, nella fonte che scoloriva il passo coi residui di neve. Lungo il mare della vita, sconfitto dall'abitudine, dalle marce senza araldi stordita, ti cercai.
E ti dissi: ti prego di do i miei avanzi, fanne fuoco per la tua cenere.
Non capisti.
Era l'albume implacabile spalmato sulle tue notti la nebbia anche in estate, quel suono mai nemmeno suonato.
Silenzio. Un movimento di tende improvvise e mia madre ancora lì a parlare la sua lingua incomprensibile di uccello.
Ed io in qualche mensola, in uno spartito stracciato ai margini del bosco. E tu l'ennesima congettura, il fardello, il lago mai pieno, mai sazio, mai vuoto.
Il silenzio irreale dell'oro di un tramonto mai visto mai pianto mai vissuto mai dimenticato... E tu con le redini ingarbugliate di me, di te, in questo fracasso di corpi così rotti da sembrare tempeste.
Immaginai il grano, il sole sopra le ninfee, sulla tua gamba rotta, sul tuo cuore di alluminio. Io più viva del vento, io che non mi servivi a niente, se non a spezzare il sillogismo, la nota troppo dritta, per attorciarti in un intervallo, una dimenticanza.
In una pietra azzurra, più azzurra della stanchezza, come la bellezza che non la puoi dire: la perdi, la ritrovi è là, come una moneta, come una rinascita, come dimenticare
ricordare
chi siamo stati noi. |
|
Per commentare devi autenticarti |
||