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al testo di Annalisa Scialpi
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Domani raccoglieremo rose. Ci scioglieremo in un'acqua lieve, ritorno della spuma e dei vascelli. Nessun correttore di bozze, nessun prete. Toglieremo croste alle cicale, al sole che ci manca. Diremo i nomi dei rami tremuli, il nome del verde.
La spazzatura agli angoli delle strade la monderemo. Resta l'atroce sospetto. Le saracinesche chiuse conservano umanità, più del mare aperto di questo chiarore che trapana i crani d'accidia.
Passeri in gabbia su balconi lunghi come bare. Le polveri hanno atomi da sparo. Non dicono più, gli angioli fermi come cattedrali, rubano lingua alle ombre, all'assedio che il mondo tramuta in risi opachi.
Il vincitore è solo. Mette morti nei sacchetti della spesa. Gioca la schedina del totocalcio. Un giradischi è sull'uscio, con una vecchia cornice.
Un campo, un gregge. Troppo verde per essere vero. |
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