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A mio padre

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*Poesia rivisitata e rivista con l’apporto di modifiche da parte dell’autrice, Franca Colozzo. 

 

 A mio padre #GiornoMemoria 

 

 

Padre, sarà la sera o la malinconia

per la pioggia che scende leggera,

dei tuoi racconti sulla prigionia

 tedesca or mi sovviene…

 

Aspri e concisi come la memoria

 rovente d’angoscia e d’amarezza.

Ora capisco… E il tempo

ch’è passato dalla tua morte,

son già quasi trent’anni,

mi copre d’un velo di tristezza.

  

Dolore è inciso nella mia memoria,

di sevizie flebile un lamento

  giunge a me da lontano assai: 

  muto un canto stringe

parvenze d’uomini invano.

 

Ora che un pugno d’ossa

sei nell’urna,

 piango sulle tue ceneri,

penso alla croce

 che ti posi addosso,

 quando la tua salma 

fu calata nel fosso.

 

Infelice m’appare ora la vita

or che le tue parole più non odo

e delle preci solo voce mesta

 nella mia mente desolata resta.

 

 

 

 Franca Colozzo - 30/01/2019 13:19:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Hai ragione, Giulia. Si annida la memoria dove più radicato è il dolore. E la mia s’annida in un tempo lontano che vorrei fare mio, ma che mi sfugge tant’è avvolto dalle nebbie, seppur così vivido nel ricordo e nel dolore struggente.
Grazie per le tue belle parole. Ti auguro una luminosa giornata.

 Giulia Bellucci - 29/01/2019 21:59:00 [ leggi altri commenti di Giulia Bellucci » ]

Il dolore per le sofferenze di tuo padre e per la sua morte non svaniscono ancora nonostante siano passati tanti anni. Il tempo affievolisce ma non cancella. E tu sentì il bisogno di mantenere vivo il suo ricordo ma c’è questa consapevolezza di non potere purtroppo più udire la sua voce che ti ha sicuramente narrato ciò che veramente è stata la triste esperienza che aveva segnato la sua vita in modo irrimediabile fino a condurlo purtroppo a una morte prematura.
Un abbraccio di cuore , cara Franca.

 Franca Colozzo - 29/01/2019 20:54:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Cara Graced, hai detto bene! Il doppio dolore ha annodato in un’unica trama questa mia volontà, forse eccessiva, di scrivere più poesie.
Non è in genere nel mio habitus mentale la sovrapposizione degli effetti, ma in questo caso ho voluto strafare.
Sono orgogliosa come figlia della medaglia, ma mi dispiace che sia arrivata così tardivamente, a quasi trent’anni dalla sua morte.
La mia tenacia nel rintracciare le tappe della sua prigionia nei vari campi di concentramento in cui fu deportato (mio padre non amava parlare molto di quel periodo, come se avesse voluto rimuoverlo dalla mente) è stata premiata alla fine.
Rimane però l’amaro in bocca per lui che, in vita, non ebbe né pensione per danni di guerra né onorificenze, morendo prima del tempo come conseguenza degli stenti patiti. Ma così va la vita!
Un affettuoso abbraccio. Buona notte.

 Graced - 29/01/2019 18:58:00 [ leggi altri commenti di Graced » ]

Certo che il giorno della memoria oltre al dispiacere per l’olocausto che stralciò le vite di innumerevoli persone, per te, Franca è rinnovato dolore per tuo padre che è tornato dalla prigionia tedesca molto malato, purtroppo la guerra oltre ai lutti ci restituisce affetti lesi nella loro integrità fisica. Certamente a causa delle sofferenze patite, il tuo papà ha vissuto una vita precaria a causa della salute. Devi essere orgogliosa della medaglia al valore civile che gli è stata assegnata, anche se ha pagato un prezzo salato per questo. Purtroppo la vita è un’enigma per tutti quando ci sono le guerre di mezzo, non ci sono rose ma solo dolori. Ti auguro una serena serata con un affettuoso saluto!

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