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L’ipnosi come terapia

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Guido Brunetti

L' ipnosi come terapia

   Il termine ipnosi indica uno stato passeggero di attenzione nel soggetto, che può essere indotto da un'altra persona e nel corso del quale "possono presentarsi fenomeni molteplici" (Furneaux). Questi fenomeni comprendono: alterazioni della coscienza e della memoria, aumento della sensibilità alla suggestione e il comparire di reazioni insolite.

 

   Il primo ad introdurre il termine di ipnotismo è stato Braid (1843), definendolo come "uno stato particolare del sistema nervoso determinato da manovre artificiali". A sua volta, Bernheim definisce l'ipnotismo come "un grado di suggestibilità esaltata", intendendo per suggestibilità "l'attitudine a essere influenzati da un'idea e a realizzarla". Charcot lo giudica come "una nevrosi sperimentale". Si tratta, come precisa Granone, di un particolare stato psicofisico indotto da questa pratica terapeutica che permette di "influire" sulle condizioni psichiche, somatiche e viscerali del soggetto.

 

   Il termine ipnosi è posteriore a quello di ipnotismo e si riferisce alla sintomatologia ipnotica come sindrome a sé stante, un modo di essere dell'organismo.. L'ipnotismo invece è la tecnica che permette di attuare tale condizione.

   Uno degli stati che più di frequente si realizzano nell'ipnotismo, definito anche "rilasciamento per suggestione" o "terapia psicosomatica" (Fry), è quello del sonno ipnotico, durante il quale sono molto evidenti le possibilità di agire sulle funzioni psichiche e organiche del soggetto.

 

   Si tende a classificare le teorie sull'ipnosi in due categorie: 1) Teorie che considerano i fenomeni come esito di una particolare sirtuazione del SNC e 2) Teorie che considerano i fenomeni come reazioni di un organismo funzionante alle condizioni offerte da motivazioni, attenzioni, atteggiamenti.

   Le teorie del primo gruppo comprendono le interpretazioni dell'ipnosi come una specie di sonno. Sulla base delle sue ricerche, Pavlov spiega l'ipnosi come uno stato di inibizione corticale in cui focolai di stimolazione rendono possibile la provocazione di reazioni, il cui carattere bizzarro fa pensare a mancanza di controllo e a modificazioni nella massa corticale.

   Le teorie del secondo gruppo comprendono le ipotesi di Bernheim e di Liébeault, le quali considerano i fenomeni come speciali esempi di suggestionabilità in stato di veglia. Freud, al riguardo, sostiene l'importanza della "sottomissione" e parla dell' affinità dell'ipnosi con "la donazione illimitata dell'amore", in cui rimane tuttavia esclusa la soddisfazione sessuale.

 

   Si ritiene che i fenomeni ipnotici e l'esperienza della trance fossero noti già nell'epoca preistorica. Fin dai tempi antichi, Atzechi, Maja, Egiziani, Cinesi, Ebrei, Greci e Romani riconoscevano che stati della coscienza potevano essere utilizzati nel trattamento di varie malattie.

   La più antica descrizione dell'ipnosi si troverebbe, per Wolberg, nel brano della "Genesi" in cui si narra che il Signore fece cadere Adamo in un sonno profondo prima di procedere all'estrazione della costola dalla quale sarebbe stata creata Eva.

 

   I poemi omerici contengono molti riferimenti ai fenomeni ipnotici. Asclepio, dio greco della medicina, alleviava il dolore dei pazienti inducendo stati di coscienza simili al sonno. La medicina antica, medioevale e rinascimentale conserva tracce significative dell'uso dell'ipnosi come rimedio contro numerose malattie. Nei secoli successivi, Marsilio Ficino,  Pomponazzi, Bacone e altri si occupano nei loro studi anche dell'ipnotismo.

 

   Bisogna arrivare al 1700 per trovare applicato l'ipnotismo in Europa. Mesmer pensò all'esistenza di un fluido magnetico che dal terapeura si trasmette al paziente, detterminando la guarigione delle malattie. Ma il fondatore della moderna tecnica ipnotica, J. Faria, respinse tutte le teorie esistenti e le pratiche magiche, non credendo al fluido, proclamando la natura soggettiva dei fenomeni magnetici. Freud spiegò i fenomeni ipnotici con la teoria della "rimozione degli istinti" e con il meccanismo della "traslazione".

 

   L'ipnosi clinica, secondo l' "American Medical Association", è una tecnica terapeutica, un serio strumento della scienza medica, estremamente complesso e delicato, il cui impiego richiede grande competenza, spiccate capacità e serietà scientifica. Non esiste branca medica e psicoterapeutica che non possa beneficiare in qualche misura dell'ipnosi. Che trova applicazione in medicina, chirurgia, ostetricia, dermatologia, gastroenterologia, odontoiatria, anestesi e in tutti i campi dei disturbi psichiatrici e della medicina psicosomatica. Con chiaro successo, sono stati curati: asma, eczemi, allergie, colite, ulcera, cefalee, insonnia, obesità, frigidità, disturbi mestruali, vaginismo, fobie, balbuzie, malattie cardiovascolari, enuresi, disfunzioni sessuali, tossicomania, alcolomania, preparazione al parto, bulimia e anoressia.

 

 

 

 

 

                                                                              

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