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Guido Brunetti autore di neuroscienze. Profilo critico

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Anita D'Aloisio

Guido Brunetti autore di neuroscienze. Profilo critico

 

  Abstract 

 

Il presente lavoro ha lo scopo di esaminare la figura e l’opera di Guido Brunetti, autore di neuroscienze, attraverso le riflessioni e le valutazioni di autorevoli neuro scienziati e studiosi di varia formazione culturale.

 

Parole chiave. Cenni biografici, gli studi, la critica, l’impianto concettuale.

 

Introduzione

 

Guido Brunetti vive e lavora a Roma. La sua biobibliografia risulta vasta e multiforme. Ha tenuto lezioni nelle Università di Roma, Lecce e Salerno. E’ autore di numerosi libri e saggi che spaziano nei più diversi campi delle neuroscienze, della psichiatria e della psicoanalisi. Brunetti è stato definito da autorevoli neuroscienziati un “umanista-scienziato” (Vizioli) e “uno dei pochi autori capace di scrivere un libro sul cervello, la mente e la coscienza” (Boncinelli). Neuroscienziati e studiosi di varia formazione culturale hanno esaminato l’opera di Guido Brunetti, mettendo in evidenza molteplici elementi che la caratterizzano. L’insieme di queste componenti danno origine a un ricco caleidoscopio di conoscenze e riflessioni capace di accrescere i nostri saperi su questioni che risultano di fondamentale importanza per la scienza, anche se ancora avvolte nel mistero, come il cervello, la mente e la coscienza.

 

Cenni biografici

 

A 11 anni, Brunetti lascia definitivamente il suo paese d’origine, Fraine (Chieti), e si trasferisce a Nemi, alle porte di Roma, dove studia nel collegio dei Mercedari sino alla soglia del liceo. Qui, nel solco dell’educazione familiare, riceve una solida cultura classica in latino e greco e una salda formazione intellettuale, morale e spirituale. Studia nelle Università di Napoli e Urbino, ma si laurea a Lecce con una tesi in psicologia differenziale sul trattamento e il recupero dei minori disadattati e insufficienti mentali. Nel 1970 consegue la specializzazione in psicologia nell’Università di Torino. Nel 1960 vince un concorso presso il Ministero di Grazia e Giustizia e lavora negli istituti minorili nel settore dell’osservazione scientifica e rieducazione di adolescenti con disturbi di personalità. Nel 1970 viene trasferito a Roma nel Ministero di Grazia e Giustizia, dove si occupa dell’organizzazione dell’attività di criminologi e psicologi nelle carceri italiane. E’ l’avvio di una lunga e straordinaria esperienza intellettuale e professionale, che gli permette di approfondire sia la struttura e il funzionamento del cervello e della mente che i meccanismi inconsci che motivano il comportamento normale e patologico dell’individuo. E’ una progressiva immersione nel mondo ancora misterioso delle nuove neuroscienze, le quali cercano di studiare e capire il cervello, la mente e la coscienza, tre parole che nascondono ancora abissi di ignoranza. Un grande mistero affrontato dai pensatori sin dai tempi antichi. Esercita la sua attività, oltreché al Ministero della Giustizia, anche presso il Tribunale di Roma, come esperto, e presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dopo queste esperienze, intraprende l’attività sanitaria di diagnosi e cura dei disturbi mentali e psichici sia come libero professionista che presso Centri medico-psico-pedagogici e istituti di riabilitazione neurologica.

 

L'opera al vaglio della critica

 

Questo vasto e variegato itinerario riflette l’evoluzione dei suoi molteplici interessi culturali e scientifici. Si interessa infatti prima alle pedagogie speciali e alla psicologia, poi alla psicoanalisi e alla psichiatria e infine all’affascinante campo delle nuove neuroscienze. Le quali, a partire dagli anni Novanta del secolo scorso, formano oggetto dei suoi studi e dei suoi numerosi libri e saggi. La molteplicità di queste sue competenze viene evidenziata da Francesco Bruno, dell’Università di Roma, il quale sottolinea come il percorso professionale e scientifico di Brunetti si rivela “ricco di diramazioni e di ampie aperture con forti richiami anche di natura etica”, contribuendo in tal modo “al progresso delle scienze neuropsichiatriche e indicando nuovi approcci terapeutici e riabilitativi”. Brunetti riesce infatti ad impegnarsi “in uno dei traguardi più audaci a cui uno studioso può ambire: esprimere una scrittura, agglutinando una molteplicità di saperi e capacità”. Emerge un’opera caratterizzata da “rigore scientifico, ampiezza culturale e tensione morale”. Cosa che pone Brunetti “tra i più competenti autori nel campo delle neuroscienze”.

 

Una visione poliedrica ed articolata

 

Si tratta di un’opera “estremamente poliedrica ed articolata, in ragione- osserva Nicola Coco, anch’egli docente nell’Università La Sapienza di Roma- sia della sua vastità di aree di incidenza sia della consistente omogeneità di indagine”. Da parte sua, Raffaello Vizioli, neuroscienziato di fama internazionale, sostiene che tra i meriti di Brunetti c’è quello di “saper fare cultura e scienza, infrangendo il muro di incomunicabilità che caratterizza il rapporto fra le due culture, quella delle neuroscienze e quella delle scienze umane”. Per questa via- prosegue Vizioli- sarà possibile realizzare la nascita di un nuovo umanesimo in medicina, psichiatria e psicoanalisi, reso sistematico da una conoscenza più profonda del cervello umano. Questa concezione si colloca nell’alveo di quella visione che i pensatori greci chiamarono paideia e Cicerone humanitas. Un sistema di conoscenze scientifiche, filosofiche ed etiche finalizzato all’affermazione della sacralità della vita, contro sofferenza e malattie, fatto che costituisce “il massimo di nobiltà delle neuroscienze e della medicina”. “L’opera del collega Brunetti- spiega Vizioli- si pone autorevolmente nella linea di un meraviglioso filone di studi, che apre nuove finestre conoscitive e diretto a perseguire il più alto imperativo morale delle scienze, quello di applicare le nostre conoscenze per trarne il massimo beneficio per l’umanità”. Brunetti- conclude il neuroscienziato- si conferma “un autore di neuroscienze competente e limpido, per mezzo di uno stile piacevole, brillante e fluente: un merito non da poco”.

 

Una visione globale dell'essere umano

 

I testi del nostro autore- sottolinea a sua volta Edoardo Boncinelli- rappresentano “ un excursus molto ampio sulla nuova scienza del cervello, dalle teorie alle applicazioni nei vari campi delle neuroscienze, della medicina e dello sviluppo umano. Il tutto espresso, o meglio narrato, con competenza e con un linguaggio piano ed accessibile anche ai non specialisti, che è la cosa più difficile quando si ha a che fare con questioni scientifiche”. Affiora un copioso corpus di conoscenze che permette di evidenziare tutto un universo di idee e contenuti da cui inferire- osserva Francesco Bruno- una visione globale dell’essere umano. Risulta un must filosofico, scientifico e letterario non disgiunto da una forza etico-spirituale, a conferma- aggiunge Vincenzo Rapisarda, docente di psichiatria- che Brunetti “possiede una cultura universale”.

 

La teoria trinitaria della persona

 

Possiamo dire che l’impianto concettuale espresso nei suoi libri delinea- spiega Tonino Cantelmi, docente di psichiatria nell’Università La Sapienza di Roma- “un decisivo superamento sia del riduzionismo neuroscientifico sia del riduzionismo delle scienze umane”. “Il professor Brunetti- aggiunge- è noto per aver elaborato la teoria trinitaria della persona”, una concezione dell’essere umano che Brunetti realizza con magistrale perizia scientifica e filosofica. Emerge una persona che assume “un valore intrinsecamente ontologico e quindi etico”. Questa visione rappresenta “un contributo fondamentale soprattutto in un’epoca in cui molte idee mettono in discussione il concetto di umano”. Le sue opere poi sono “un esempio di transdisciplinarità in cui convergono saperi diversi che assurgono a una sintesi unitaria su temi complessi e affascinanti”. A sua volta, Giulio Maira, neuroscienziato di fama mondiale, sostiene che Brunetti “aggiunge tanti importanti tasselli alle nostre conoscenze” nell’intento di “chiarire i punti oscuri che riguardano il cervello, la mente e la coscienza”, cercando di “dare riposte ai profondi quesiti scientifici e filosofici a essi connessi”, attraverso una scrittura “colta, bella e raffinata”.

Completiamo questa panoramica critica sulla figura e l’opera di Guido Brunetti, riportando il giudizio di un noto genetista, Luigi Rossi, il quale ha scritto: “Ho letto su una enciclopedia il profilo di Guido Brunetti e sono rimasto ‘sbalordito’ per quello che ha fatto e sta facendo”.

 

Conclusione

 

La straordinaria e imponente produzione scientifica e culturale di Brunetti e le eccellenti valutazioni di studiosi e scienziati dimostrano sia il valore delle sue opere che la conferma del suo prestigio goduto nel mondo delle neuroscienze e della cultura e lo fanno “appartenere al pantheon dei classici della letteratura neuroscientifica e filosofica dell’età contemporanea.

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