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Finestre di notte

Vi offriamo l’indigenza dei dettagli:

un bianco impenitente di pareti

scorci di letti, moquette, caloriferi

un rogo indifeso di lampade

l’azzurro innaturale delle tende.

E noi sempre di spalle,

ritagli della vita che impudica

ci frana sull’asfittico dei volti,

sull’inerte delle mani.

Puoi chiamarla esistenza

il barbaglio che svasa

dal chiostro tutelare delle stanze,

da queste fenditure imbelli, nicchie

protese nella notte, quasi stelle

sacrileghe, ulcerazioni di luce.

Siamo le loro incrinature incongrue

lo scompiglio di scoprirci uomini,

soltanto noi e l’istante: stigma scritto

nella meridiana del nero,

cartiglio di buio che ha inciso

quest’opaco durare del mondo.

 Fabrizio Bregoli - 04/10/2019 10:43:00 [ leggi altri commenti di Fabrizio Bregoli » ]

Grazie!

 Alessandra Ponticelli Conti - 20/09/2019 13:19:00 [ leggi altri commenti di Alessandra Ponticelli Conti » ]

"e noi sempre di spalle,
ritagli della vita che impudica
ci frana sull’asfittico dei volti,
sull’inerte delle mani.
Puoi chiamarla esistenza?..."

Versi, a mio parere, immensi.
Con i migliori saluti
Alessandra

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