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Sonetto a Chioggia

Trasuda la laguna nel Canale
un alterco di case lo costeggia,
la baruffa di gabbiani risale
dai bragozzi ad un'antica puleggia.

Portici di bonaccia e fortunale
qui il maroso s'attarda e temporeggia
e l'azzurro si fonde con l'opale,
la furia col carminio quando ombreggia.

Chioggia sta ferma in un sospeso fiato
e sembra che abbia violoncello il mare
che lambisce, saluta e poi scompare.

Così si ritorna all'acciottolato
a un campanile, a un piano nobiliare,
a ciò che non rimane, tanto appare.

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