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al testo di Carla Vercelli
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Trasuda la laguna nel Canale
un alterco di case lo costeggia, la baruffa di gabbiani risale dai bragozzi ad un'antica puleggia. Portici di bonaccia e fortunale qui il maroso s'attarda e temporeggia e l'azzurro si fonde con l'opale, la furia col carminio quando ombreggia. Chioggia sta ferma in un sospeso fiato e sembra che abbia violoncello il mare che lambisce, saluta e poi scompare. Così si ritorna all'acciottolato a un campanile, a un piano nobiliare, a ciò che non rimane, tanto appare. |
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