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I BAMBOCCIONI - capitolo quarto

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I “bamboccioni” – capitolo quarto
L’ADDIO AL CELIBATO ( O AL NUBILATO)

I giovani della mia età che hanno quasi settanta anni e frequentano assiduamente i vari Centri Sociali, Centri di Assistenza, Centri Diagnostici, Centri di Riabilitazione, Centri di Aggregazioni vari, davano l’addio al celibato soltanto nella prima notte di nozze. E non ci sta vergogna nell’affermarlo. Vergine era la sposa, illibato era anche lo sposo. L’età della prima esperienza sessuale, mezzo secolo fa, si verificava attorno ai ventenni. Ed è proprio fino a cinquanta anni fa, cioè nel 1958, quando la senatrice Merlin fece chiudere tutti i casini d’Italia, tutti coloro che avevano la prima esperienza di sesso, la facevano proprio in queste case chiuse, dette anche case di tolleranza, dove si mercificava, a livello industriale, con produzione da catena di montaggio( sul vero e proprio senso della parola…) il rapporto sessuale in apposite strutture legalizzate che se rappresentavanoi la vergogna per il sesso servivano pur tuttavia ad eliminare la piaga dei “Papponi”. Oggine esistono a migliaia in Italia. Non solo Italiani ma anche Extracomunitari. Gente che pur non facendo un cavolo dalla mattina alla sera, viaggia in Mercedes, ha la villa ai Caraibi, e non paga un centesimo di tasse. Il fisco non li conosce: li ignora addirittura. Il loro commercio, protezione incivile, è esente da tasse, per cui non fanno nemmeno la dichiarazione dei redditi, pensano che il 740 è un volo per Londra, oppure sono le otto meno venti, oppure è il numero dei milioni che tengono in banca o il reddito delle loro protette in un anno. Ma spostiamoci a circamezzo secolo dopo. Alcuni giovani aristocratici inglesi, per completare degnamente la loro vita di “single” o “bamboccioni”, cioè ad una settimana circa prima del matrimonio con una ricca ereditiera della nobiltà inglese con tanto di pedigreé, pensavano di festeggiare, in maniera memorabile, il trapassa dalla vita di singoli alla vita di coppia. Me ve la immaginate voi una biondona ignuda che esce da una finta torta nuziale, con l’orchestra che suona, i giovani arrapati, il “promesso sposo” che attende solo di convolare a giuste nozze per aggiustare il suo conto in banca. Di solito si incomincia con la cena a base di manicaretti originali ripescati da antiche ricette o da moderni siti internet, televideo o programmi di enogastronomia televisivi. Di poi si passa al “bibitorium”: birra, vini pregiati, spumanti famosi, grappe di annata e tanti altri liquori che ad un certo punto della serata non fanno più distinguere il sesso maschile da quello femminile. Ma, mentre avviene in un locale notturno l’addio al celibato, in un altro locale, sempre notturno, avviene la festa dell’o “addio al nubilato” della sposa. Io non possodescrivere cosa succede perché, data la mia età, mi invitano solamente alla “festa degli anziani” fatta nei vari centri sociali del Cilento, allorquando viene invitata pure la Croce Rossa per soccorrere eventuali nonnetti colpiti da qualche malanno congenito, acquisito con l’età, oppure occasionale dovuto al troppo caldo o al troppo freddo, al troppo stress da pensione oppure al troppo lavoro per arrotondare la pensione, oppure alla pensione medesima che non permette di comperare al supermercato prodotti di prima qualità a discapito spesso anche della salute dei connetti. Ma questo che cavolo c’entra coi bamboccioni, potrà obiettare qualcuno. C’entra, c’entra. Un giorno, molto lontano, anche qualcuno di loro era un bamboccione…

Catello Nastro

 Ly - 19/07/2008 17:05:00 [ leggi altri commenti di Ly » ]

la felicità non esiste???

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