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Lu uatto maimone

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LU UATTO MAIMONE
Rint’à li tiempi antichi a lu Celiento,
quanno lu ninno zico nun vulìa rorme
la mamma pe’ lu fa sta quieto,
rint’à la vocula fatta ra lu nonno,
lu ‘ndrunguliava annanti e arreta.
Si lu’ criaturo s’addurmia ra sulo
lu sistimava sott’à lu’ lenzulo
e ghieva a dorme edda pure.
Ma si re rorme nun tenìa ‘ntinzione,
la mamma lu facìa appaurari ricenno
ca’ chiammava lu’ uatto maimone.
E sulo quanno lu’ zico addeventava vuaglione
scuprìa ca’ era sulamente n’invenzione…

Catello Nastro

TRADUZIONE
Nei tempi antichi nel Cilento, quando un bambino faceva i capricci e non voleva dormire, la mamma lo minacciava di far venire il gatto maimone. Una specie di mostro cattivo che picchiava i bambini che non volevano addormentarsi nella culla a dondolo chiamata “vocula”. Il bambino terrorizzato si addormentava, non perché aveva paura, ma perché di era stancato di sentire la mamma. Quando diventò ragazzo scoprì che “lu uatto maimone” era solo un’invenzione.

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