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Il tempo fattura

vite di giovani lavoratori al ribasso.

I senza tetto del futuro

acconsentono

al delirio di onnipotenza

di politici spettrali.

Cechi e imbellettati

presidenti, senatori e deputati, ammainati.

Crisi secolare, il Covid è mortale.

E` il lockdown!

Commentano i signori

del parlante governo:

bene abbiam fatto a vietare ogni libertá di movimento.

Bene sí che senza ospedali e personale sanitario

che altro si puó far.

Non stropicciate le parole,

La corda si é spezzata 

dell'Italia appesa a testa in giú.

I morti divorati dal serpente non parlano piú

ma l'Italia precaria resta

a fare i conti col diavolo.

 

 

 

 Arcangelo Galante - 30/05/2020 11:38:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

Con un’inaspettata sorpresa all’Italia, impreparata a fronteggiare la spinosa emergenza sanitaria, il duemila e venti, ha dato inizio ad un serio problema, dalla soluzione difficile, perché inafferrabile: l’ingresso di una pandemia nel mondo!
L’autrice, mediante una poesia sociale, offre una panoramica dello scenario politico economico e disagevolmente inumano, nel quale ciascun individuo è coinvolto.
Oltre al pubblico pericolo di un contagio, alla paura di non vivere serenamente, alla limitazione di libertà, condizionata dall’evento tragico, alla perdita di vite, scomparse come meteore sopra un minaccioso cielo di silenzio “tombale”, ai danni economici dilagati a macchia d’olio e altro ancora, si aggiunge il disagio profondo dell’essere restati, ancora oggi, sospesi, in un tempo, per nulla assaporato con gioia e “normalità”.
Si continua a navigare nelle acque dell’incertezza e del dubbio che la vita possa riscattare quella perduta bellezza di una quotidianità, vestita di intensa mestizia, mentre la spada di Damocle non cede tregua alla battaglia col male che affligge l’umanità.
Il testo è pertinente all’attuale situazione dolorosa, descritta mirabilmente, e ogni singolo lettore potrà farlo proprio, attingendo ampie riflessioni su di un prossimo futuro che, si spera, possa ripristinare ogni cosa nella giusta maniera.
Grazie, Cristina Silvia Pellicone, per aver condiviso quest’opera meditativa.
Buona vita, gentil poetessa!

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