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Saggio sull���intelletto

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Dio non ci ha dato idee innate di s, non ha stampato caratteri originali nel nostro spirito, nei quali possiamo leggere la sua esistenza; tuttavia, avendoci forniti delle facolt di cui il nostro spirito dotato, non ci ha lasciato senza una testimonianza di se stesso: dal momento che abbiamo senso, percezione e ragione, non possiamo mancare di una chiara prova della sua esistenza, fino a quando portiamo noi stessi con noi. Non c verit pi evidente che questa, che qualcosa deve esistere dalleternit. Non ho mai sentito parlare di nessuno cos irragionevole o che potesse supporre una contraddizione cos manifesta come un tempo nel quale non ci fosse assolutamente nulla. Perch questa la pi grande di tutte le assurdit, immaginare che il puro nulla, la perfetta negazione e assenza di tutte le cose producano mai qualche esistenza reale. Se, allora, ci deve essere qualcosa di eterno, vediamo quale specie di essere deve essere. E a questo riguardo assolutamente ovvio ragionare che debba necessariamente essere un essere pensante. Infatti pensare che una semplice materia non pensante produca un essere pensante intelligente altrettanto impossibile quanto pensare che il nulla produca da se stesso materia.





(J. Locke, Saggio sullintelletto umano, III, cap. X[24])

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