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Dimmi, questo sentirmi nulla

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Dimmi, questo sentirmi nulla
qui dove i monti e il cielo
sono un silenzio vivo, e i fiori
e l'albero coi rami nudi
maestri solitari
a tutto uniti, a tutto suoi fratelli.
Dimmi, chi sei?
In questo perdermi in sentieri
che sfociano improvvisi sulla luce
tutto mi parla
eppure in lingua sconosciuta.
Ritorno dove ero una sorgente
senza più perdere il sentiero -
ti sento -
dimmi, chi sei?



 Sara C. - 03/08/2014 20:03:00 [ leggi altri commenti di Sara C. » ]

la magia di un attimo d’infinito che ti si è rivelato tradotto in versi di pura emozione, grazie :)

 Lorenzo Mullon - 03/08/2014 17:00:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

ma sì, conviene
se conviene conviene
peccato che la nostra tradizione non sia nostra, perchè epurata di tutto il meglio, ridotta a semplice formalismo
comunque, se conviene, conviene
buona convenienza

 Cristina Bizzarri - 03/08/2014 15:23:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Di nuovo grazie Lorenzo, Nando, Maria, Mareaperto, che bello leggervi. È vero Maria, non è necessario dare nomi. E sono anche in me momenti davvero felici quelli in cui ci si sente partecipi di un Tutto immenso. Devo confessarvi che ieri sera (io non sono praticante né mi sono sposata in chiesa) ho partecipato a una messa di ringraziamento - non so se si dice proprio così - di un gruppo parrocchiale di neocatecumeni: cinque "padrini" più il prete e un folto gruppo di ragazzi, con tamburi, chitarre e canti. Mi aveva invitata Tullia, una delle guide adulte del gruppo. È stato commovente, dolcissimo e bello. Al di là delle nomenclature e delle definizioni, ho sperimentato la tenerezza di trovarsi insieme, di ringraziare di esseci, di essere vivi. L’avrei provato questo sentimento anche in un grupoo di induisti? Credo proprio di sì. Sono d’accordo con Simone Weil (la sto rileggiucchiando) quando dice che tutte le religioni conducono a uno stesso punto, e che non c’è una religione più "vera" di un’altra - ma aggiunge che, dal momento che ci si trova, culturalmente e tradizionalmente, all’interno di una religione, conviene approfondire la nostra, qualora si intenda fare un certo percorso. Lei si sentiva cristiana, non cattolica, e per coerenza, per tutta la sua breve vita ha cercato, agito, sperimentato e politicamente lottato, "da cristiana", percependo nel cristianesimo la religione degli umili e dei diseredati. E, per coerenza, non ha voluto prendere i sacramenti, perché, lei crede, nessuno può essere davanti al Signore ( e su questa parola ci sarebbe molto da dire ) "privilegiato" rispetto ad altri. Io ho partecipato all’incontro con questo spirito, e anche con una grande nostalgia ... discorso lungo, ma io sono già stata troppo lunga, e parlo da non addetta ai lavori! Sarebbe bello parlare di tutto questo in un altro "locale" di questa casa che sento anch’io di abitare! :-)

 mareaperto - 03/08/2014 11:10:00 [ leggi altri commenti di mareaperto » ]

Anche qui provo una tale straordinaria partecipazione al testo che, leggendo, giunto a "senza più perdere il sentiero -" l’ho chiusa naturalmente con "eri tu?" Con questo non metto in discussione la tua composizione, almeno nella parte finale, ma spero traspaia la "presa" (come si vede che ho letto prima Dom! - solo per posizione in elenco, beninteso) che su di me hanno alcune composizioni tanto fervide quanto coralline: monili, fasciame, rotte coraggiose.

 Maria Musik - 03/08/2014 10:49:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

Questo domandarsi, domandare a un altro, al tutto in cui siamo immersi ed del quale, spesso, ci sentiamo orfani... lo riconosco come fosse mio. Spesso, anche ora, mi sovviene un salmo. "Il mio cuore ripete il tuo invito:“Cercate il mio volto!”. Il tuo volto, Signore, io cerco": quante volte mi sono chiesta, come i salmisti, è il volto di Dio che io cerco? Lui me lo nasconde? Io non vedo?". Non ho risposte, certezze... "dubito, quindi sono" potrebbe essere il mio motto. Però, e qui Lorenzo ha ragione, tante volte mi sono sentita parte di un Tutto, di un eterno, di un illimitato a cui non bisogna dare, per forza, un nome o un volto col rischio di farne un idolo. Mi accontento di sentire, oltre la pelle e dentro, nel mio profondo, che appartengo a tutto questo anche se mi sento figlia di padre ignoto.
Grazie di questa condivisione: un piccolo momento d’estasi.

 Nando - 03/08/2014 10:13:00 [ leggi altri commenti di Nando » ]

Può aiutare la riflessione pensare alle migrazioni dalle campagne.

Poesia molto bella e sentimenti che avverto anche miei ( la poesia partecipa del dono di "fa parlare i muti"; non sempre accade, non le è connaturale).

Ciao Prof..

 Lorenzo Mullon - 02/08/2014 21:35:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

< non so, prova questa "tecnica" : identificati con tutto, commuoviti per ogni cosa, tu sei ogni cosa, piangi, piangi! * magari ti scatta il decondizionamento e . . . opplà ti senti dentro tutto e il tutto, ma non dentro Tutto e il Tutto Astratti, no, proprio in tutte la cusucce cosacce cosone cosonissime con i tuoi nervi, le tue vene, le tue etc.
prova! "a dare un calcio alla moviola", remember the popular italian song? >

 Lorenzo Mullon - 02/08/2014 21:17:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

non sono io la stella, è che il mio e nostro corpo è l’intero universo, come lo devo dire?
è un’illusione data da un condizionamento mentale che noi siamo fino a dov’è la pelle
proprio impossibile capirlo, eh?
amen
vi voglio bene, peccato per voi

 Cristina Bizzarri - 02/08/2014 20:07:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

No, non parli incomprensibile Lorenzo, e credo anch’io che qui ci sono poeti, eccome. Visto che siamo qui "da me" - mi piace! - ci tengo a dire che io non so se la mia è poesia. A dire la verità non mi importa come si chiama, so che è una parte essenziale di me. Né ti credo novello Zarathustra - scherzo naturalmente! - mi danno fastidio gli oh e uh di stupore per cose tutto sommato risapute. Ciò non toglie che mi piace quello che dici e la tua autenticità. Ma "mi piace" anche il mio percorso, seppur accidentato: sono io, è la mia storia e ognuno ha la sua. Alcune tue sensazioni, idee, le condivido, altre mi piacciono, altre non le sento, semplicemente. Non è così per tutti? Il fatto di dire "sentire le stelle" ha per ognuno una valenza. Come il fatto di dire "io credo", o "dio", o "merda", tanto per fare un’associazione forte ma che renda l’idea di quanto le parole possano essere ambigue ... cosa ne sappiamo di quello che una parola, un segno, rappresenta per un altro? È più complicato e nello stesso tempo più intenso, immensamente importante, di qualsiasi superficiale catalogazione! Perciò caro Lorenzo non pensare di essere incompreso. Forse, semplicemente, il tuo modo di dire, per esempio, "io sono una stella", può corrispondere a un altro modo di esprimere una sensazione di benessere e completezza. Ma mi fermo, andiamo a cena qui in montagna io e mio marito. Io pizza, lui arrosto!
Ps. Bello il commento di Maria Teresa, semplice profondo umano.

 Lorenzo Mullon - 02/08/2014 19:09:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

Mi è piaciuto il commento di Maria Teresa.
È lo spunto per dire, basandoci proprio sui sensi, sull’istinto: ma non sentite le stelle come un nostro prolungamento? Mica siamo confinati nella pelle, noi siamo l’universo intero.
È un pregiudizio da carcerati immaginare che siamo solo il corpo, che il corpo è tutto . . . se ci tolgono il sole è come toglierci il fegato e il cuore, non lo sentite "dentro" il sole?
Qui scatta il condizionamento mentale che ci hanno imposto. Invece di favorire la naturale comprensione, semplicissima, istintiva comprensione, ci hanno ficcato in mente i concetti di mio tuo, dei confini, dei limiti.
Ma basta, superiamoli.
Parlo incomprensibile? Qui mi danno quasi tutti addosso, per questo dico che non ci sono poeti - e invece qualcuno per fortuna c’è.
E usiamo la cassa di risonanza, interpretiamo bene quello che ci vuole dire, scopriamo gli inceppi mentali, sciogliamoli, coraggio.
Ci vuole un po’ di attitudine guerriera, oppure un immenso abbandono.
Baci

  Cristina Bizzarri - 02/08/2014 18:21:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Sempre per parlare ancora con Lorenzo rispondendo al commento di Amina: per me sentire quello che scrive e dice e vive Amina corrisponde - mi permetto di dire - a un sacro fare, a un sacramento - o meglio, poiché il sacro lo sento più distante, a qualcosa di santo e di buono. Qualcosa che aspettava, in me, di essere portato alla luce. E mi tocca nel profondo, mi fa sentire "giustificata", mi fa sentire che tutto al mondo è misteriosamente "giustificato", reso giusto. Come se lei fosse,;in quel momento, una cassa di risonanza al mio sentire. E lì, io sono aperta, in ascolto.
:-)

 Maria Teresa Savino - 02/08/2014 18:15:00 [ leggi altri commenti di Maria Teresa Savino » ]

Il nostro mondo non è che un puntino nell’Universo:ciascuno di noi,infinitamente meno, ma infinitamente grande in quella che è la nostra interiorità,la nostra capacità di rapportarci all’immenso.
Certo,affidandoci ai nostri sensi,ci rendiamo sempre più conto che
siamo quasi un nulla fisico rispetto alla natura, che ci circonda e che ci è madre;ma ciò che riusciamo a percepire con la nostra anima,con il nostro cuore,l’energia che pervade la nostra mente,i sentimenti che siamo capaci di provare e di comunicare,fanno di noi
le piccole scintille,capaci di dar senso e luce al caos buio che conduce al nulla e di sconfiggerlo.

  Cristina Bizzarri - 02/08/2014 18:02:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Io non sono mai sicura di niente caro Lorenzo, mi faccio domande, guardo, provo sensazioni e sentimenti anche contrastanti nell’arco di pochi minuti! In questo il mio percorso, nell’essere onesta nel dirmi che non sono sicura di niente. Tendo a dubitare di tutto, soprattutto delle definizioni. A volte mi sembra tutto così buffo, strano - la vita - a volte così drammaticamente insolubile. Non mi convincono fino in fondo le religioni, né dirmi che bisogna "vivere l’attimo". Figuriamoci poi cose del tipo "io sono l’universo" o "un moscerino": insomma il mio è un percorso se vuoi "tormentato" con (ampi?) squarci di gioia, tenerezza, sentimento di benessere. In breve e banalmente: alti e bassi.
Quello che mi sembra importante è essere attenta, consapevole di quello che avviene in me e intorno a me. Credo sia affetto per la vita, chissà. Poeta? Forse sto solo sperimentando un sentire, mi piace farlo e condividerlo con voi. È una compagnia, un apprendimento, un confronto e un mettermi in gioco. È anche - così a volte lo vivo - un modo per sentirmi più intera, più centrata. Più in equilibrio con certi miei "squilibri" ... Non credo troppo al
valore religioso della confessione - ma in fondo e nello stesso tempo credo che dire quello che sento ad altri di cui mi fido e che considero miei amici, sia una forma di confessione molto bella, onesta e vera.
Mi dai l’assoluzione? ;-)

 Amina Narimi - 02/08/2014 17:41:00 [ leggi altri commenti di Amina Narimi » ]

Immaginarti tra il silenzio vivo dei fratelli su in montagna , in verticale è bellissimo
In ogni sentiero c’è un presente differente ad ogni curva gli improvvisi della luce,
come se nessun ricordo del passato potesse aver memoria in noi – non c’è il tempo-
viviamo nell’istante, uno dopo l’altro, fino in cima, alla nostra cima, dove il tempo non scorre più, zampilla
eppure è tutto circolare e davvero alla sorgente scopri l’immagine del volto con le linee che hai percorso
lo sguardo che penetra in montagna si fa andatura, con attenzione a vivere, senza concessioni all’immobilità- che non sia il riposo- senza poter passare da un ruolo all’altro, senza finzioni, viverla è “essere” verticale e non “apparire”, se vuoi vivere-
dove il vuoto non può che trattenere nulla
chissà, come scrive Ernesto Sabato che differenzia la scrittura diurna da quella notturna,
se mutano gli scritti dal mare alla montagna, orizzontali e verticali
se in montagna parlano con un’altra voce, che comincia dal basso per spoliazioni successive ad ogni passo
mentre il verde si carica di fiori e di fratelli che tengono in grembo le sorgenti, anche loro nascono dal “fondo” della montagna poi manifestano una “parte” alla sorgente, si rivelano e scendono arricchendosi per ricongiungersi nel mare
mentre noi saliamo da quel fondo, faremo come loro dove zampilliamo e nella discesa che ci aspetta?
Si sale con gli occhi secchi la montagna e con la bellezza degli occhi umidi si scende per aver sentito quella voce, e,forse, riconosciuto il nostro volto...
che bello che è leggerti in verticale!

 Lorenzo Mullon - 02/08/2014 17:31:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

ma sei sicura?
è un nulla Oggettivo?

Oggettivo e soggettivo sono due illusioni

esiste un luogo dove si fondono e spariscono, e nasce la visione del Carro e della Sfera
ma questo i poeti se lo sono dimenticati

besos

( ma dove sono i poeti? )

  Cristina Bizzarri - 02/08/2014 15:30:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Grazie Alessandra, buona giornata anche a te.
Ciao Giovanni, grazie del tuo commento sorridente e amichevole!

 Alessandra Ponticelli Conti - 02/08/2014 15:08:00 [ leggi altri commenti di Alessandra Ponticelli Conti » ]

La grande musicalità, l’equilibrio formale valorizzano il senso di smarrimento e d’ identità che pervade l’intera poesia. Molto suggestiva, inoltre, l’immagine nella quale i monti e il cielo sono un silenzio vivo.
Proprio bella.
Ciao Cristina e buona giornata!

 Giovanni Malo - 02/08/2014 14:45:00 [ leggi altri commenti di Giovanni Malo » ]

sei tu Cristina...:) ciao

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