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Da ’ I Diari’ di Julien Green

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8 gennaio
Conoscete langoscia di seguire una via pensando con disperazione a tutte le vie ove non si passa, le vie ove coloro che vorrebbero conoscervi vi attendono e poi se ne vanno, vedendo che nessuno viene?
22 giugno
...Quante volte ho fatto un sogno con un giardino che non finiva pi, una strada che continuava allinfinito e portava dritta fuori del mondo! Quandero bambino provavo talvolta un sentimento di collera al pensiero dei limiti imposti allo spazio; un muro, una porta mi indignavano.
21 ottobre
...Le parole, talvolta, si raccolgono come in se stesse e formano immagini che possono avere una certaria di verit da cui il cattivo scrittore e il lettore disattento si lasciano prendere. La realt di visione vi chiede uno sforzo molto pi rude, una specie di dono di se stessi. Non basta scrivere, ad esempio: Essa indietreggi dinanzi a quello sguardo. Bisogna vedere, dal di dentro, ci che le parole descrivono.
1933
21 febbraio
...Ma io mi abituo allidea di scomparire e di veder scomparire con me tutto quanto io amo al mondo, poich sembra ragionevole credere che noi siamo alla fine dun gran ciclo. Quanto tempo dormiremo? C voluto il 1900 per scoprire a Cnosso ci che resta della civilt cretese. Quel mondo scomparso dormiva da tremila anni... Un giorno, un uomo passeggiando per i campi, con la punta del suo bastone rivolter una zolla di terra, come talvolta si fa nella solitudine della campagna, mentre la mente presa da fantasticherie. Egli urter contro un pezzo di metallo, esclamer: Guarda, forse c qualcosa qui sotto. E se un curioso, sapiente e ricco, far scavare il suolo e sotto otto nove citt sovraposte pu darsi che egli scopra Parigi, come Schliemann ha scoperto Troia. E se quel pezzo di metallo non lo intrigher, noi continueremo a dormire.
23 febbraio
Spesso, pensando alla morte, mi dico che sar come un risveglio. Ci sar qualcuno che mi dir: Ebbene, hai visto cosera? Che ne pensi? Non valeva la pena daver paura. E mi interrogheranno come sinterroga un viaggiatore che torni da lontano. Ma io non mi ricorder che dellamore.
1935
20 dicembre
Da qualche anno in qua mi sono staccato da una quantit di cose. Mi sento talvolta come un uomo in barca. La barca sallontana dalla riva. Vedo ancora la terra e i suoi fiori, le case, tutto quanto essa ha di bello e di buono da offrirmi, ma di tanto in tanto una possente remata mi allontana un po da tutto ci. Provo allora una leggera angoscia seguita da un sentimento di sicurezza profonda. [...] Quando penso alla mia vita, in essa vedo poco progresso. Per c in me un gran desiderio di conoscere la verit, ma unavventura che richiede molto coraggio. Se mai io giunga a conoscere questa verit, la far condividere da tutti coloro che amo. Verr il giorno in cui saremo pronti. Allora dir quanto appresi e saremo molto pi felici. Sapremo finalmente tutti che la morte non esiste, che la morte un incubo inventato dallignoranza, e noi staremo insieme per sempre...
1936
5 febbraio
Come mutare la mia vita? Dal di dentro. Inutile bruciar libri e manoscritti. Il distacco non avviene cos; un cuore nuovo che bisogna chiedere e il resto si compie senza difficolt.
30 novembre
Di ritorno a Parigi e solo. Ieri, per un momento, ho provato una gran voglia di aprirmi con qualcuno, di parlargli delle mie difficolt intime. Poich non va bene starsene sempre zitti. Ma come parlare di ci che, talvolta, di l dal linguaggio umano!
...Ho finito col credere che la morte non esiste, che non c se non un lungo svolgimento della vita attraverso i secoli, che lannientamento del corpo una liberazione, che il nascituro immagina di morire perch si stacca dal ventre materno e che la stessa confusione si verifica nella nostra mente nel momento in cui rendiamo lultimo respiro.
1937
27 luglio
Ogni volta che apro la Bibbia, ci trovo unallusione diretta alla mia vita, ai miei problemi, alle forme particolari che prende in me la debolezza morale. Per ci io vedo in questo libro un libro magico.
9 ottobre
Lascio che il disordine si stabilisca come gli piace nella mia giornata, mangio senza gusto, e mi corico scontento; ma, che sto facendo del mio tempo? Niente. Vado in giro senza scopo, per ore e ore, e il ricordo di esse presto scompare dalla mia memoria.


1938
Febbraio
Penso che in ognuno di noi siano, non soltanto i due uomini di cui parla San Paolo, ma una buona dozzina di personaggi che di rado saccordano fra loro e quasi sempre si contrariano. Uno dei personaggi un eccentrico: no, diciamolo pi schiettamente, uno die personaggi un pazzo. Tutto hanno una parola da dire, e anche il pazzo ha pure lui da dire la sua.
11 agosto
Linsetto che osserviamo, ci vede? No, senza dubbio. A stento ha coscienza dun oscuramento della luce sopra di s. Cos, forse, siamo osservati noi a nostra insaputa da esseri fuori dogni nota misura... Esiste forse uno spirito, un angelo, una potenza, come dice il vangelo greco, e che pensa vedendo uno di noi: Eccolo per dieci, cento volte, quel povero insetto sarrampica sui vetri ove si sforza di trovare unuscita al sole e allaria pura.
Opera di riferimento: Julien Green, Diario 1928-1934, 1935-1939, Milano, Mondadori, 1946
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Introduzione e selezione dei testi a cura di Flavia Catena

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