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Rimbaud sfavilla tra i denti
di un carne scura
alle casse del supermercato -
due soldi, attesa d'asfalto
in luce che incrina gli addobbi.
Trionfa nei volti dei vinti la storia,
sorride ai carrelli -
all'uscita.
Mosè dalla cesta arriva al confine,
si ferma.
Parola impossibile,
taci.






  Cristina Bizzarri - 02/01/2015 16:24:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Grazie della vostra condivisione e commenti.
Ancora una volta buonanno amicimiei!

 Nando - 02/01/2015 16:20:00 [ leggi altri commenti di Nando » ]

Chiedo scusa, mi perdo "pezzi" di commento per strada....

Ciao Prof., non auguro tanto a te un buon 2015, quanto al nostro 2015
di "averti" tra le sue connotazioni, poiché tra le migliori che un tempo umano può desiderare di conoscere e avere.

P.S. Il miserrrimo è riferimto al sottoscritto lì denominato "leggente"

 Nando - 02/01/2015 16:14:00 [ leggi altri commenti di Nando » ]

Una poesia cruda per chi scrive e chi per legge, cruda perché ci dice (miserrima ermeneutica ipersoggettiva del leggente) che di fronte alla "sofferenza innocente" - ed è innocente molta della sofferenza inflitta dall’iniquità sociale, che ignora e disconosce la giustizia distributiva indifferente al suo valore per la dignità della persona -diventa quasi assolutamente muta.
Con l’intelligenza del cuore e della mente, scrivi versi "significativi" nel loro incolpevole mutismo, che pure combattono dall’interno dei confini di una parola vocata anche alla denuncia e alla memoria.
Sì, alla fine, come dice Franca, è la parola Amore, nella sua declinazione privilegiata che è la fraternità umana ed umanizzante aggiungo io, la vera taciuta.

Ciao Prof., non auguro tanto a te un buon 2015, quanto al nostro 2015
di "averti" tra le sue

 Amina Narimi - 01/01/2015 21:13:00 [ leggi altri commenti di Amina Narimi » ]

" perché le persone si capiscano a vicenda, occorre che camminino o giacciano a fianco" recitava M.Cvetaeva...
una navigazione per molti di noi faticosa, a soli remi, senz’olio contro vento...una "seconda navigazione" che permetta di sederci col dolore di "noialtri" di ballare pazzamente senza cautele..talvolta quella pelle scura sa fare sorgere la vita con la sola presenza..quell’uomo con gli èdemi ai piedi proprio lui viaggiò alla conoscenza di altre genti

Bellissima Cristina e drammaticamente vera

Buon Anno amicamia

Auguri

 Silvia De Angelis - 01/01/2015 20:50:00 [ leggi altri commenti di Silvia De Angelis » ]

Scene del quotidiano che hai saputo abilmente trarre in versi notevoli e originali...
Tante cose belle nel tuo 2015, cara Cristina, silvia

 Rita Coda - 01/01/2015 19:07:00 [ leggi altri commenti di Rita Coda » ]

Coinvolgente e interessante questa tua composizione, così realistica e attenta all’interiorita umana. Siamo sempre troppo indaffarati e coinvolti da infiniti pensieri per apprezzare ciò che ci circonda....anche nella
quotidianità della vita.
Complimenti, sarà un piacere leggerti ancora.
Sereno 2015. Rita

 Loredana Savelli - 01/01/2015 19:01:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Scena a cui purtroppo ci stiamo abituando, hai reso molto bene e in chiave biblica. Bisogna decidere da che parte stiamo.
Un abbraccio

 Cristina Bizzarri - 01/01/2015 18:32:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Ciao Franca, ciao Elsa. Grazie delle letture. Ero al supermercato dove ormai conosco quel "signore con la pelle scura" che fa la spola dall’interno all’esterno, offrendosi spesso di riportare a posto i carrelli. Il suo sorriso di ieri mi ha commossa. Da lì le associazioni!
Auguri di sereno e felice 2015.

 Elsa Paradiso - 01/01/2015 18:24:00 [ leggi altri commenti di Elsa Paradiso » ]

Non sono sicura d’averla compresa del tutto.
Mi è venuto in mente il tipico elemosinante davanti ad un supermercato... la miseria che si confronta con l’abbondanza.
Hai un modo molto originale di scrivere.
Mi è piaciuta.
Ciao, Cristina

 Franca Alaimo - 01/01/2015 16:39:00 [ leggi altri commenti di Franca Alaimo » ]

Una poesia sugli ultimi, per i quali viene, anche se lo dimentichiamo,
il Salvatore. Davanti alle casse dei supermercati, fuori, sui marciapiedi con le mani tese, essi ci rammentano l’eterno rifiuto, gli alberghi già affollati, le porte chiuse anche di fronte ad una donna, Maria, incinta di Gesù Cristo. Diamo una monetina, sì facciamo tutti così, se lo vogliamo e lo possiamo, ma quella parola resta non pronunciata: Amore?

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