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E non dicemmo dell’immenso -

non i ragazzi della spiaggia,

lucidi nell’instancabile rollio

che di necessità accompagna

l’arcuarsi dei bei dorsi nel lavoro

tra il silenziarsi cauto delle grida

dei gabbiani dove nel mezzo

delle linee posano -

né sanno l’insostenibile

fecondità di luce

che gli ricolma gli occhi.

 

Umidi di anima e di sabbia

siamo sognati in altri sogni

composti sulla riva

da mani di bambini,

nel rito di una sigaretta

offerti in fumo all’alto -

inno o bestemmia

incenso per l’immenso.

 Fabrizio Giulietti - 20/06/2019 18:50:00 [ leggi altri commenti di Fabrizio Giulietti » ]

non conosco la versione originaria, ma condivido le osservazioni espresse in proposito da salvatore… seconda strofa, da antologia...

 Fausto Torre - 20/06/2019 14:56:00 [ leggi altri commenti di Fausto Torre » ]

eh sì, cara Cristina, non siamo che il sogno di altri. Hai reso tutta la vita nella prima strofe; anche qui una quantità di -rsi- e suoni difficili per raccontare una storia; la vita che noi stessi daremo con i nostri sogni. Sogno del sogno del sogno.
Bellissima.

 Salvatore Pizzo - 20/06/2019 14:22:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

Certo che, riscrivere in casi come questo, non è tradire: semplicemente è una ennesima tappa in un percorso di crescita.Vuol dire concepire uno scritto non come finito e immutabile, bensì come vivo e, come noi, in evoluzione. In fondo, la poesia siamo noi; noi che cerchiamo di darle una forma attraverso i nostri occhi ed un cuore,quello che ci batte in petto, affinchè sia pulsante ogni volta che la rileggiamo. Dunque cos’è la riscrittura, se non, come le cellule dei corpi che ogni giorno rinascono, il tentativo di rinnovarsi alla luce di quel che si è diventati, quindi mantendosi in vita nell’intierezza dell’organismo?
Grazie e di cuore, anche per gli stimoli offerti alla riflessione e condivisione.
Ciao

 cristina bizzarri - 20/06/2019 08:43:00 [ leggi altri commenti di cristina bizzarri » ]

Dici quello che ho pensato e provato riscrivendola e riflettendoci, Salvatore! Cioè, semplificando quello che tu esprimi meglio di me, che così com’è ora è più armoniosa e semplice. Allora, forse, riscrivere non è esattamente tradire ma, come indica il latino ... tradere.

 Salvatore Pizzo - 20/06/2019 04:31:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

Che dirti?...Sono andato a rileggermi la precedente versione. E, in tutta sincerità: sei riuscita a migliorarla ulteriormente, cosa non facile, dal momento che già partivi da un livello alto.
Mi trovo a preferirla, questa versione, perchè la leggo come prodotto di una riflessione che ti ha portata a concentrarla, a superare certi passaggi sfrondandola e facendola ancor più immaginifica, musicale all’orecchio ed all’occhio, oltre che dotata di più immediatezza: la leggi quasi d’un soffio, avendone emozioni...
Complimenti e tanti.
Ciao

 cristina bizzarri - 18/06/2019 12:32:00 [ leggi altri commenti di cristina bizzarri » ]

Loredana, Giorgio, grazie della vostra lettura che mi fa davvero molto felice. Giorgio (mi permetto di chiamare per nome): è vero, l’ho troncata ed è anche vero che la riscrittura è in un certo senso un tradimento. L’intento era quello di essere più incisiva, più essenziale, ma sono d’accordo: la prima stesura è la più autentica.

 Giorgio Mancinelli - 16/06/2019 21:30:00 [ leggi altri commenti di Giorgio Mancinelli » ]

Penso, ma forse nel dubbio sbaglio, comunque il commento riguarda il solo fatto di esternare nella poesia di riferimento un sentimento recondito assorbito dal tempo passato tra l’una e l’altra versione, un ché di erronea rivisitazione che, seppure non esclude la complessità del testo armonioso nella prima, sembra qui tronco. Quasi si volesse occultare la grandiosità d’intento del testo originario. Perché? Superfluo da parte mia edulcorare una singola ’poesia’ di per sé perfetta nel corpo letterale, eppure talvolta accade (anche a me) di avere un ripensamento, ma ciò non può che togliere espressività all’originale, ampiezza di espressione spontanea. Non so se sono riuscito nell’intenzione di dire, tuttavia ritengo il suo poetare una delle massime espressioni lette negli ultimi tempi sulla recherche.it
Complimenti vivissimi.

 Loredana Savelli - 16/06/2019 19:30:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Se potessi commentare con faccine, sarebbero stupore meraviglia contemplazione.

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