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Way out - Una rosa rossa per l���immacolata

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Egon Schiele - “Nudo femminile accovacciato con testa reclinata”( 1918)

 

piccola immacolata della periferia

o di new york

o di ovunque tu sia

auguri al ventre tuo

e a quella spaziatura

che dal principio porti

come golfo che s’inarca

o grotta 

quel  cupo tuo umido portale

da dove dritti e verticali

gli uomini battezzano

e proclamano il risorto

che sola tu nelle tue acque

immergi  poi risale

natura naturante

che da una strada sporca

o bianco letto di ospedale

irrighi sempiterna  il mondo

 

e quando si è all’uscita

 “non c’è nessuno lì ”

tu sai fin dal principio

già qui vedere altrove

è solo il corpo nel sepolcro

ma vuole un dio l’asciutto

il retto l’uomo l’infecondo

un dio sinistro irsuto

che mugghia il buio e lo spavento

ti vuole sotto ai veli

aperto nascondiglio

tuo il sangue l’impuro la paura

sua la mitra la legge penetrante

elegge una al di fuori

non sa dentro di lui

la dolce spaccatura

che siamo tutti una

 

altrove lo spirito

soffia dove vuole

diceva nel vento nella sabbia

l’impronta

leggera delle suole

 

all’angolo

il fioraio non ha più rose rosse

mi fermo guardo la vetrina  

sorrido alla mia faccia

il negoziante crede

che lo stia salutando

sorride gli rispondo

mi sento piccola perduta

storia nella storia di tutte noi 

immacolata concezione

 

 

 

 cristina bizzarri - 15/12/2020 08:55:00 [ leggi altri commenti di cristina bizzarri » ]

Gil, ti sono cos grata per quello che scrivi, perch tutto comprendi di quello che il mio percorso. Un percorso a balzelloni, tra il sacro e il profano - ma che in fondo non crede a nessuno di questi due termini, perch tutto quello che esiste mistero a cui si cerca di dare una connotazione, un volto, una risposta e un senso. E dire Dio solo uno degli infiniti modi. Da qui le mie letture, il mio girarci attorno a questo divino, a questo numinoso che mi invade anche nelle cose minime (cio la mia vita), nelle mie ansie e tante, troppe paure - nel mio tremare, avanzare e retrocedere. E cos tra il serio e il faceto porto avanti questo mio esistere, dove tutto o quasi per me segno o simbolo. E, a proposito del mito virginale di Maria, presente in tutta la storia del femminino, non riesco a sostare esclusivamente sulla "nostra" Maria Vergine, a guardare alle statuette celesti come a qualcosa davanti a cui inginocchiarsi, come non credo sia mai giusto inginocchiarsi. Mai. Ma guardare s, scrutare s, e magari solo davanti al mistero abbassare la mente. Non ho mai creduto ad litteram a parole come "vergine" o "resurrezione". Credo per nel loro significato spirituale. E credo sia su questo che Ges ci abbia aperto un varco. Lui che il femminile lo portava gi in s, un Adam davvero degno del nome di figlio di Dio in quanto messaggero di amore. Altro non so e non smetto - nel mio modo saltellante, imperfetto e spesso buffo - di cercare e, a modo mio, prego. E ti ringrazio ancora caro Gil!

 Gil - 13/12/2020 13:04:00 [ leggi altri commenti di Gil » ]

A mio miserrimo parere, l’ultima strofa perfettamente scritta, direi col genio poetico di chi qui ha partorito un seme di Poesia gestato a lungo, qui non si tratta d’intuizioni, semmai l’intuizione completa o illumina ci che l’intelligenza della riflessione sulle letture ha gi compreso, e ci che nato alla luce lo ha poi congiunto al dettato femminile della maternit come matrice o vaginale uterino dell’esser di Dio, se intendiamo il femmineo creaturale imago Dei, in cui si "annienta" o si trascende il "preduale" del maschile e del femminile, per ritrovarsi in un duale risurrezionale. Poesia certo ruvida, scabrosa, contaminante quel devozionale da sagrestia, ormai inattuale, quasi una neomariologia eretica, ma a questo punto madre di quella Verit che mangiava con ladri e prostitute. Una poesia quindi attuale, unanissima, esistenziale, con influenze "papafrancescane"; una poesia che scinde il mistico dall’umano, che si fa quasi "blasfema" per ridare all’umano la mistica che gli appartiene direi in senso ontologico eppure fenomenico.

 cristina bizzarri - 13/12/2020 10:12:00 [ leggi altri commenti di cristina bizzarri » ]

Dal mio camminamento, cammelliera tra i cammellieri - ancora nascosta con le altre sotto a troppi veli - vi ringrazio di avermi fiancheggiata, voi pochi che in voi custodite l’apertura. ;-)

 Salvatore Pizzo - 13/12/2020 01:17:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

Tutta d’un fiato l’ho bevuta: acqua di fonte che sgorga pura dal cuore non necessita sintassi.
Un caro saluto

 Robert Wasp Pirsig - 12/12/2020 14:27:00 [ leggi altri commenti di Robert Wasp Pirsig » ]

Ricca. Monodica come si deve. Qui ti amo "tu sai fin dal principio
gi qui vedere altrove", ed altro che a riportarlo mi prenderei la pagina.
Piena di tendimi, fibra vibra, con l’impeto della gola concessa agli zigomi come acqua per dune.
E come d’una prende posto per altro inconosciuta: il che la dice tutta dei cammelieri in questo camminamento.

 Arcangelo Galante - 12/12/2020 09:42:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

Non c che dire, giacch la pubblicazione rimane soffusa-mente dolorosa in tutta la sua bellezza, e concludo con buona vita alla poetessa!

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