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al testo di Elisa Mazzieri
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Sembrava quasi stupito si mormora che fosse sveglia e affamata dritta sul crepuscolo senza vertigini Sola come nella stanza dove il medico sorrise abbassando con dita lievi le sue palpebre già perse in sogni di risveglio Dicono che la ringarziò senza scusarsi con parole di epitaffio e solo dopo un insistere da segreteria blaterando un buon per te tradì il suo stolto malcontento Sperava tanto che la Consolatrice gliela portasse via eppure non le avrebbe fatto male non davvero e per vigliaccheria aspettava nel bicchiere il sonno e la sua furia Povero, povero ometto non vedeva come lei lo amasse lo notò la Morte che calca certi melodrammi per recare sofferenza o si astiene dal diletto Stizzita per il caldo e paludata nel manto di scena solleticò le ciglia a lei la Nera Signora per dispetto Lui restò come si sa incredulo e nudo dall'altro lato della strada aspettando l'oste in lode al suo tormento A un Amico che non trovando pace in sé cerca negli altri la discordia |
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