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Ogni tanto vengo a trovarmi al cimitero, mi siedo accanto al mio domani e ascolto le voci di ieri, che adesso non c'è nessuno che parla, nessuno a piangere chi non è tornato a dire che per venire capiti bisogna rendersi incomprensibili. Mi guardo per ore, niente si muove al granello di terriccio incolto, vorrei restare così, arrampicato all'erba rigida di dicembre, erba che non si china al silenzio di vivi che paiono televisori al plasma trasfusi. Ogni tanto vengo a trovarmi al cimitero, mi siedo accanto al mio dolore che sono io, resto immobile per ore, come fossi uno stendino per biancheria sporca che asciuga il proprio sudore solo al buio, perché il mio sole è solo lacrime e di me non vive, ma mi pensa sempre, voce di ieri che adesso non c'è nessuno e me ne sono andato pure io che sono rimasto qui, solo.

 

Da: Enciclopedia del far niente (96 rue de-La-Fontaine Edizioni)

 Luca Gamberini - 03/01/2017 12:13:00 [ leggi altri commenti di Luca Gamberini » ]

Grazie Gaudenzio, è scritta proprio in maniera, oserei dire, infantile, per risaltarne il senso. Una tristezza infinita.

 Gaudenzio Massi - 03/01/2017 08:56:00 [ leggi altri commenti di Gaudenzio Massi » ]

Colto il senso profondo.....di solitudine e dolore

 Luca Gamberini - 02/01/2017 18:29:00 [ leggi altri commenti di Luca Gamberini » ]

Grazie Angelo, tanti cari auguri per un anno sereno.

 Angelo Ricotta - 02/01/2017 18:27:00 [ leggi altri commenti di Angelo Ricotta » ]

Ognuno sta solo
sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole
ed è subito sera

Buon Anno!

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