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Per Gianmario Lucini

 

Tempo lasciato fra libri accatastati, foto ed agende,

appuntamenti  mancati, luoghi svuotati.

Ora sei stato spossessato delle tue donne,

degli aromi delle loro bocche e dei fianchi caldi

come  il giallo oro degli alberi. Sei caduto sulle mattonelle

con un tonfo , come una cosa che si rompe improvvisamente

o che brucia come se fosse passata una materia incandescente

Avevi  già una distanza marmorea, il colore dell’erba

sotto il plenilunio, la bocca abitata dalla notte e

sotto la lingua filamenti di commozione,

come se ti piacessero  i dolori,

e quelle cose che sanno di morte e di metallo duro.

Se , adesso, potessi guardare fuori, ti chiederesti  perché

ci sono tanti stormi nel cielo, e perché tutte le cose

che si alzano in volo  sono così struggenti.

Ma ormai non hai che gli eventi muti dei morti:

il tuo petto è diventato una nave che con la prua apre

i flutti del cielo, mentre  gli occhi buoni degli angeli

si colmano, e i battiti delle ali compiono la migrazione

verso l’irreale, navigando tra le stelle come il carro

dell’Orsa maggiore. Ricordi solo qualcosa, per esempio

la beatitudine dei rami fioriti sotto i piedi

per quella tardiva primavera che era ancora ottobre e

penzola nell’aria il tuo sorriso: oh, nessun male ormai,

nessuna pena. Sono tutte cose leggere  le tue cose di qui,

Fanno musica, hanno i colori dei bambini.

Parli con la luce con la stessa adorazione dei fiori

che escono dai semi , bucano la terra e si alzano

perché il loro compito è benedire l’aria.

E poi ti volti appena con un gesto  tutto bellezza,

Saluti noi che qui siamo rimasti, e sei già così distratto,

come chi più nient’altro vuole  o chi sorride nel sogno.

 

 Gian Maria Turi - 31/10/2014 14:28:00 [ leggi altri commenti di Gian Maria Turi » ]

Aaaah! Ogni tanto si respira...
Grazie Franca!

 Maria Musik - 31/10/2014 07:08:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

Che bello il tuo saluto, Franca. Delicato e caldo come un ottobre insolito e rapace.

 Maurizio Soldini - 30/10/2014 23:35:00 [ leggi altri commenti di Maurizio Soldini » ]

Grazie, Franca, per questa bella e commossa poesia che vuole ricordare Gianmario.
Il mondo della poesia è rimasto sconcertato dalla sua improvvisa dipartita e tutti noi portiamo una spina nel cuore. Quella spina che ha fatto stillare d’impeto in molti di noi parole in poesia per rendere onore a un poeta e un intellettuale di calibro, ma fondamentalmente a un uomo buono come lasciavano vedere in trasparenza i suoi occhi silenti che sapevano guardare sempre oltre con una nostalgia per la bellezza, la bontà e la verità.

 Loredana Savelli - 30/10/2014 22:26:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Ultimi versi sublimi.
Un saluto ad una persona sicuramente non tiepida, e a chi lo ha conosciuto personalmente.

 Lorenzo Mullon - 30/10/2014 18:21:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

la morte è una magnificenza, cosa dobbiamo temere?
la negatività dei vivi

 Giuliana Campisi - 30/10/2014 17:54:00 [ leggi altri commenti di Giuliana Campisi » ]

Splendida, nient’altro.

 Giuliana Campisi - 30/10/2014 17:52:00 [ leggi altri commenti di Giuliana Campisi » ]

Splendida, nient’altro.

 Ferdinando Battaglia - 30/10/2014 16:09:00 [ leggi altri commenti di Ferdinando Battaglia » ]

Sotto il gelo della morte, si sente palpitare il cuore vivo della Poesia; e questo si compie solo quando è un altro poeta a dire l’assenza del verso in chi ora si è arreso muto alla comune sorte.

Grazie, Franca.

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