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al testo di Francesco Repetto
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Io sono qui -da solo a sette anni- legato e imbavagliato, su una lastra di acciaio gelida, terrorizzato.. E tu dove sei? Che cosa ne sai tu del mio terrore? Arrivavo dal deserto per sfuggire ai fucili; sterminata la mia famiglia, mi è rimasta la fuga, salvo poi arrivare in un Paese che mi stupra: indietro non si torna avanti si muore, che cosa ne sai tu del mio dolore? Mi acceca questa luce, mi avvelena l'illusione, perché vorrei essere aria per non provare umiliazione, mi tagliano una gamba, mi sputano in gola, mi dicono bastardo mangiatore di banane.. Sono quelli che sostieni che ti danno sicurezza, mentre tu giochi nella tua casa benedetta a quella cosa antica e sporca chiamata indifferenza. Che cosa ti importa se c'è chi viene seviziato, a te basta non vedere o fare finta di esser buono, ti basta maledirci se il mare non ci uccide, ti basta una preghiera quando il mare non ci grazia. Grazie, grazie davvero, al tuo mondo che ci ignora e si dispera.
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