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Scrivi un commento al testo di Francesco Repetto
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Io sono qui 

-da solo

a sette anni-

legato e imbavagliato,

su una lastra di acciaio

gelida,

terrorizzato..

E tu dove sei?

Che cosa ne sai tu

del mio terrore?

Arrivavo dal deserto

per sfuggire ai fucili;

sterminata la mia famiglia,

mi è rimasta la fuga,

salvo poi 

arrivare in un Paese

che mi stupra:

indietro non si torna

avanti si muore,

che cosa ne sai tu

del mio dolore?

Mi acceca

questa luce,

mi avvelena l'illusione, 

perché vorrei essere aria

per non provare umiliazione,

mi tagliano una gamba,

mi sputano in gola,

mi dicono bastardo

mangiatore di banane..

Sono quelli che sostieni

che ti danno sicurezza,

mentre tu giochi 

nella tua casa benedetta

a quella cosa

antica e sporca

chiamata indifferenza.

Che cosa ti importa

se c'è chi viene seviziato,

a te basta non vedere

o fare finta di esser buono,

ti basta maledirci 

se il mare non ci uccide,

ti basta una preghiera

quando il mare non ci grazia.

Grazie, grazie davvero,

al tuo mondo che ci ignora 

e si dispera.

 

 

 Livia - 17/02/2025 14:49:00 [ leggi altri commenti di Livia » ]

Proprio vero, la tua denuncia sociale dovrebbe essere letta nelle scuole, ci sono paesi dove il benessere ha completamente azzerato la solidarietà e la reciprocità.

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