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La fretta di innamorarsi

Valeria e Antonio si erano incontrati a Venezia, in un piccolo albergo vicino a Campo Santa Margherita.

Valeria era partita da sola per qualche giorno di riflessione. La sua timidezza si intuiva dal modo in cui evitava gli sguardi e teneva quasi sempre un libro aperto davanti a sé. Antonio l’aveva notata subito, affascinato da quel silenzio discreto e magnetico.

La svolta arrivò durante una cena nella sala ristorante dell’hotel. Un piccolo incidente, provocato da un calice sfiorato per distrazione, offrì ad Antonio il pretesto per rompere il ghiaccio.

Si avvicinò con garbo, usando parole misurate per non mettere in difficoltà quella donna così riservata. Valeria arrossì, poi rispose con un sorriso che aprì la strada a una conversazione sorprendentemente profonda. Parlarono d’arte, dei riflessi della luce sui canali e di quella quiete particolare che solo una Venezia d’autunno sapeva regalare.

Giorno dopo giorno, la timidezza di Valeria divenne il terreno ideale per la galanteria paziente di Antonio, che riusciva ad avvicinarla senza mai imporsi. Tra passeggiate, conversazioni e piccoli gesti di attenzione, entrambi finirono per sentirsi sempre più coinvolti.

L’ultima sera, illuminati dalla luce calda delle candele su una terrazza affacciata sull’acqua, Antonio decise di fare il grande passo. Con voce ferma, sebbene tradita dall’emozione, le porse un anello e le chiese di sposarlo, convinto che quell’amore nato quasi per caso fosse destinato a durare per sempre.

Valeria impallidì. Le lacrime le velarono gli occhi mentre abbassava lo sguardo e faceva un passo indietro. Con un filo di voce rifiutò la proposta, confessando di essere già prossima al matrimonio con un pilota conosciuto a Milano. Era un legame deciso da tempo e proprio quella situazione l’aveva spinta a concedersi un ultimo viaggio in solitudine.

Antonio rimase immobile, sopraffatto dallo sbigottimento. Non riusciva a capire come una donna tanto riservata avesse potuto soggiornare da sola, in una stanza singola, mostrando con lui una disponibilità così sincera, senza mai accennare al fidanzamento ufficiale.

L’indomani mattina le loro strade si divisero per sempre alla stazione di Santa Lucia. Si scambiarono un ultimo sguardo carico di rimpianto, poi il rumore del treno e il movimento dei binari cancellarono lentamente ogni possibilità di un futuro insieme.

Ad Antonio rimase soltanto il ricordo di un amore che aveva avuto la forza di sembrare perfetto, ma che era arrivato troppo presto per lei e, forse, troppo tardi per entrambi.

 

 

 

 

N.d.A.: Nomi e fatti sono frutto di fantasia, ogni riferimento è puramente casuale.

 

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