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Di me ti dirò

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Ti racconterò di me

delle inconfessate solitudini

di ciò che è mancato

per essere felice.

 

Ti dirò del tempo

delle stagioni del cuore

pieno di ombre cupe

e di sfavillanti luci.

 

Di quel che avrei voluto fare

e non son riuscito a realizzare.

 

Ti dirò cose

a nessuno rivelate

scavando in fondo all’anima

per poterti lasciare ricordi

da conservare tra le pagine della vita.

 

Ti regalerò un libro di poesie

mai pubblicate scritto solo per te

mettendoci dentro un sorriso

strappato con fatica al cuore stanco

provato da ingiustizie subite.

 

Ti racconterò di amici che ho amato

egoisticamente mi hanno usato

conoscendo la debolezza della bontà.

 

Di un padre assente, ti racconterò…

del perdono a lui dovuto

troppo tardi per poter ricominciare.

 

Dell’amore di una madre

che come cometa impazzita

ha sorvolato il mio cielo

abbandonandomi per sempre

ad un destino doloroso.

 

Ti narrerò di battaglie perse

di quelle mai iniziate

credendo di averne il tempo

sbiadito come le pagine

di quel calendario ormai ingiallito.

 

Se vorrai

ti racconterò di ciò che sono oggi

dell’insieme e del tutto

che compongono dannatamente il mio io.

 

Con gli occhi ti parlerò

guardandoti ascoltare solo te

che mi trascini morbidamente nell’anima

senza fare alcun rumore.

 

Pubbl. Scrivere - 11/05/2012

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 Arcangelo Galante - 13/01/2021 12:35:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

@ Antonio Aiello
Nel ringraziarti per l’interesse mostrato, col tuo passaggio, traggo spunto dal commento per aggiungere le mie riflessioni.
La poesia è una sorta di dialogo e sfogo personale verso chiunque la legga e possa comprenderne a fondo il significato, oltre a coloro che conoscono, già a fondo, il mio vissuto.
Quel “Di me ti dirò” è un mettersi a nudo, raccontando di un passato che molto ha inciso sulla situazione attuale, ma con uno sguardo positivo volto al futuro, per chi vorrà trascinarmi “morbidamente nell’anima, senza fare alcun rumore”, guardandosi solamente con gli occhi.
Lieto sia stata gradita e apprezzata.

 Antonio Aiello - 13/01/2021 11:39:00 [ leggi altri commenti di Antonio Aiello » ]

Gentile e amichevole Arcangelo,
nella tua intensa, struggente e suggestiva poesia d’amore dici “Di me ti dirò” ad una persona che intendi privilegiare delle tue migliori attenzioni … ma in realtà le dici subito tanto di te e della tua storia e di come in essa abbiano inciso negativamente anche i tuoi genitori…

Le parli di solitudini inconfessate (eccessive, laceranti?), le dici di voler rivelare ciò che ti è mancato per essere felice…delle tue “stagioni del cuore” che furono piene di ombre cupe e (meno male) di sfavillanti luci! dei tuoi grandi progetti irrealizzati… e dei tuoi segreti… da serbare nelle pagine della sua vita!... regalerai un libro di poesie scritto a questa persona inserendo, a fatica, un sorriso strappato alle sofferenze per le ingiustizie patite… le racconterai di persone egoiste amate generosamente… di un padre assente e di una madre, di grande fascino, capace di abbandonarti per sempre ad un destino di dolore… le parlerai solo con gli occhi e ascoltando solo lei, che ti regala, senza clamori, un senso profondo di deliziosa morbidezza!


Un caro saluto ed augurio!

 Arcangelo Galante - 21/12/2020 11:18:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

@ Franca Colozzo
Grazie per esserti soffermata su questa lirica, che correttamente definisci “molto introspettiva, soffusa di sentimenti, con il racconto spassionato di un’esistenza memore di gioie e dolori”.
Ed è altrettanto vero che il percorso di vita, pur essendo estremamente differente per ognuno di noi, ha una storia, racchiusa in quel cassetto della memoria, che, ogni tanto, ci accingiamo a riaprire.
Farlo con consapevolezza, significa anche ricordare quanto trascorso nel tempo, per rinascere a nuova vita, rigenerandosi e volgendo lo sguardo verso un futuro che si immagina più radioso.
Raccolgo con gioia i buoni auspici che hai voluto rivolgermi, al fine di poter vivere un Natale che, speriamo, porti ad una “rigenerazione” di tutte le anime, oggi più che mai necessaria per superare l’angoscia e la tristezza del momento.
Rimango allietato del tuo passaggio, squisita amica di penna e nuovamente grazie, per avermi letto.

 Franca Colozzo - 21/12/2020 10:57:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Una poesia molto introspettiva, soffusa di sentimenti, con il racconto spassionato di un’esistenza memore di gioie e dolori. Ogni percorso di vita ha una storia e tu, Arcangelo, hai sorvolato tutte le sofferenze passate per dare a questa tua poesia la leggerezza dell’arcobaleno, chiuso nei sogni del cassetto della memoria.
La poesia è germogliata da quest’humus e da esso affiora come quando, a primavera, dalle nude zolle nasce vita ancora e si rigenera la natura.
Con l’auspicio di serenità, salute e prosperità, ti lascio ai tuoi preparativi di un Natale meno sommerso da clamori e più incline ad una forma di introspezione spirituale, come quella emersa dalla tua poesia.

 Arcangelo Galante - 20/12/2020 17:59:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

@ Vincenzo Pietro Corsaro
Stimato amico, come non ringraziarti per l’ulteriore passaggio e la conseguente rilettura del testo pubblicato?
A volte, come giustamente sottolineato, certe poesie colpiscono più di altre, in quanto lasciano dentro di noi un segno, magari non sempre facile a spiegarsi.
Ed è anche vero che un commento potrebbe richiedere molto tempo, ma, in certe occasioni, si rischia di rimanere senza parole, soprattutto quando una lirica è talmente esplicita da non richiedere ulteriori spiegazioni.
Grazie a te per esserti nuovamente soffermato sui “brandelli della mia anima”, ricambiando l’augurio di una buona serata.

 Arcangelo Galante - 20/12/2020 12:28:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

@ Vincenzo Pietro Corsaro
Rimango allietato del tuo passaggio e oltremodo contento che tu abbia gradito questa lirica, peraltro molto datata.
Il tuo commento, del tutto personalizzato, utilizzando una personale lirica, è altrettanto toccante, perché sgorgato dal cuore di un’anima sensibile, quale mostri di essere.
Non è sempre facile raccontare di sé, del proprio passato, di speranze irrealizzate, o più semplicemente scrivere ad altri di cose non facili da proferire, verbalmente.
Ma, alle volte, parlarne può essere d’aiuto, una sorta di sfogo personale, fatto a qualcuno di cui potersi fidare ciecamente.
Quel “ti parlerei...” la dice tutta, così come il mio “ti dirò...” e vuole essere un segno e un monito a non tenere tutto dentro di noi, aprendosi agli altri, divenendo una sorta di autostima, da vedere in senso positivo, per meglio poter affrontare le vicissitudini stesse della vita.
Nuovamente ringrazio e, con cordialità, saluto.

 Arcangelo Galante - 20/12/2020 12:00:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

@ Guido Balbo
Occorre sempre imparare dagli errori del passato, comprenderli, analizzandoli a fondo, per poter costruire qualcosa di meglio, evitandone la ripetizione.
L’autocommiserazione non è altro che l’incapacità di reagire in maniera opportuna agli sbagli commessi, in un determinato frangente.
Il proprio amico migliore, siamo noi stessi, soprattutto quando si è in grado di prendere coscienza dei propri limiti e delle proprie abilità, affrontandone le conseguenze, serenamente.
In tale ottica, risulta arduo, circondarsi di persone affini: è molto più semplice adattarsi all’intorno, facendo scelte che non sempre possono risultare utili a nutrire la propria anima di quei positivi sentimenti, benevolmente.
Grazie per il passaggio e l’apprezzamento del testo.

 Guido Balbo - 20/12/2020 10:47:00 [ leggi altri commenti di Guido Balbo » ]

Da l’errore al costruire. Da regalare al proprio amico migliore … se stesso, per prendere atto del proprio valore ed iniziare a voler volare. Per amare gli altri come se stesso e non oltre … a meno che non sia lo stesso anche per loro. Grazie

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