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al testo di Arcangelo Galante
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Tutto accadde, perfin l’improvviso, strappo invisibil nel gran tessuto, caddero i segni, i suoni e i codici, fu, da quel dì, il gran mondo, muto.
Schermi spenti, telefoni ciechi, persi i messaggi, nel digitale, mani sospese nel vuoto d’aria, dei polpastrelli, l’eco irreale.
Si cercavan, con occhi smarriti, nel riflesso di vetri più scuri, dimentichi di parole vive, intrappolati in fili insicuri.
Quando la quïete si fé tonante e nessun “bip” spezzò l’attesa, uscir dovetter, mirarsi invero, scoprirsi esili, senza difesa.
E nel confine dell’impotenza qualcuno parlò, a voce piena, una parola, una sola, bastò sciogliendo il gelo di quella scena.
Allor si svelò il paradosso: eran connessi, non lo sapevan, però senza rete e senza schermi, un ver contatto, non lo volevan.
N.d.A.: Cosa accadrebbe se Internet smettesse di funzionare?
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