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���VANGELIS PAPATHANASSIOU��� L���uomo, la musica, la storia

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VANGELIS PAPATHANASSIOU : LUOMO, LA MUSICA, LO SPAZIO

Per meglio distinguere la figura di Vangelis nel panorama musicale sempre pi affollato e spesso distratto dellelettronica-pop bisognerebbe aver letto il reportage sulla musica contemporanea apparso recentemente in questa stessa rivista (vedi Quaderni di Musicologia XIII: la musica contemporanea), colui che ha spalancato ulteriormente le infinite possibilit applicative di questa tecnica strumentale che ha dato vita a un vero e proprio genere musicale: la musica spaziale. Ma prima di tentare una qualsivoglia definizione della sua musica, si rende necessario non tanto conoscere lindividuo in quanto ricercatore attento e dalle infinite capacit intuitive, quanto rendersi consapevoli della sua concezione musicale. Tutto nasce al Nemo Studio che Vangelis realizz a Londra sul finire degli anni 70 e che confidenzialmente ha chiamato il mio laboratorio, perch al dunque di questo si trattava, di un vero e proprio laboratorio alchemico di programmazione musicale. Come egli stesso ha detto: l che tento di costruire la musica del nostro tempo, riprodurre suoni, toni, modalit, successioni, certi effetti spaziali e temporali. Quello che pi mi interessa il rapporto che corre fra luomo e la musica, o meglio gli speciali effetti psichici e psicologici che la musica riflette sul comportamento umano.
comprensibile quindi come un cos capace musicista, arrangiatore, compositore e co-autore di canzoni che ha nel suo DNA certe ambizioni di ricerca finisca poi con lo sfociare nella dimensione filosofica e psicologica del creativo, quanto meno dellartista impegnato a dare un seguito alla sua concezione musicale altra da quella in cui si era formato. Cio da quando con il gruppo greco degli Aphrodites Child formato nel 1968 con Demis Roussos, Loukas Sideras e Anargyros Koulouris, scalava le vette delle classifiche canzonettistiche con una miscela di rock e atmosfere folkloristiche greco -mediterranee, condita da arie progressive in un sostrato di musica classica. Agli inizi del 1970 Vangelis saffaccia sulla scena da solista. Risale infatti al 1971 luscita di Hypothesis suo primo album, frutto di ricerca, dal titolo fortemente ipotizzante di quello che sar il suo futuro ambito di ricerca. Seguono nel 1973/75 due colonne sonore per i documentari del francese Frederic Rossif: Lapocalipse dex animaux e La fte sauvage strepitose per innovazione compositiva che lo impongono fin da subito allattenzione internazionale.
Tuttavia saranno le musiche composte per il sequel televisivo Cosmos a spalancare per lui le porte della sua definitiva entrata nella programmazione elettronica della musica, e di dare sfogo, se cos si pu dire, alla sua capacit espressiva senza impedimenti di sorta, rendendo la sua musica riconoscibile alla prima sequenza di note. Con Heaven and hell del 19 di eccellente fattura compositiva, in cui sono raccolte le musiche utilizzate nel sequel televisivo, Vangelis spazza via ogni riserva sulla natura della sua musica e ci mette di fronte allopera compiuta. Da questo momento in poi le sue performance avanzate ed estreme riempiono il panorama musicale mondiale, presentandosi al grande pubblico nella duplice veste di mago alchemico -elettronico capace di mettere in movimento lorecchio (e la fantasia) dellascoltatore con assonanze nuove, uniche e originali, il cui effetto primario quello di far scaturire gli effetti pi inusitati: atmosfere e situazioni, location ambientali e straordinari spazi cosmici. La fusione dei generi e luso di filtri sonori permette a Vangelis di approntare una sorta di rinnovamento anche nella musica tradizionale chegli a un certo punto sembra riscoprire ravvisando in essa il messaggio ancestrale degli avi: Per me la musica non solo intrattenimento, piecere estetico ed edonistico, ma qualcosa di pi. una forma di vita a se stante, vecchia milioni di anni, quanto luomo quando luomo
Nascono da questa affermazione i bellissimi brani: Heart dallalbum omonimo del 1973, Dervish D ispirata alle danze dei Dervisci di Turchia il cui mistico ruotare trova la sua realizzazione nella spirale cosmica delluniverso; la lirica To the Unknown Man un inno levato al mondo sconosciuto delluomo; entrambe incluse nel successivo album Spiral del 1977 e colonna sonora del film di Francois Reichenbach in cui Vangelis propone inoltre unantica melodia greca per bouzuki; nonch lesperienza di China del 1979 in cui il compositore si avvale delle sonorit orientali e che gli permette di spingere la ricerca nei meandri inconsueti del TAO. SI rende qui necessario fare un passo indietro a prima di questultime esperienze, e ritrovare il Vangelis degli anni 70/80 , quello dal punto di vista commerciale pi proficuo: Albedo o.39 del 1976, e Beaubourg del 1978 che subito simposero allattenzione degli organizzatori mediatici che li utilizzarono nelle sigle di alcuni importanti programmi radiofonici e televisivi. Successivamente 1980/82 Vangelis sembra passare un momento riflessivo di transizione che per non preclude la sua produzione come solista. Mi riferisco agli album realizzati con John Anderson ex leader degli Yes col quale avvier una lunga collaborazione, ne cito qui almeno due Short Stories e See your later in cui Vangelis si ripropone in veste di arrangiatore co-autore delle canzoni in essi contenute.
Nel 1982 esce al cinema, in forma sommessa, Chariot of fire una pellicola dellinglese Hugh Hudson in cui si narra di un evento sportivo riferito alle Olimpiadi pre/post War (non ricordo bene), del quale Vangelis firma la colonna sonora nei titoli di coda e che fin da subito si rivela pi che un semplice commento sonoro alle immagini. Infatti sar successivamente insignito del premio Oscar per la migliore colonna sonora di quello stesso anno. Nelleconomia del film infatti la musica di Vangelis si riappropria del ruolo preponderante che la colonna sonora, in altre pellicole del periodo, sembrava aver perduto, con lo scandire il ritmo percettivo del discorso fotografico che David Watlin e Dewi Humpries, rispettivamente direttore e operatore della fotografia, avevano magistralmente condotto; quasi a sottolineare i momenti di progressiva emozione, di vivificante bellezza visiva con quella sonoro-uditiva delle immagini. Siamo allapoteosi della colonna sonora in cui il connubio con la musica raggiunge lapice delleleganza estetica in musica. Raggiungimento estetico-sonoro che si ripeter con Missing del 1982 un film di Costa Gravas e con Blade Runner del 1994 di Steven Spilberg in cui la musica di Vangelis sottolinea maggiormente lambientazione minimalista piuttosto che il soggetto. Qui il ruolo della musica diviene quello pi specifico di sostegno allimpatto traumatizzante delle immagini che scorrono ora veloci ora stupendamente lente, pur sempre con geniale efficace. A seguire la splendida Antartica 1983; The Bounty del 1984 e la successiva Conquest of Paradise del 1992, Alexander del 20004, intervallate da musiche per spettacoli teatrali: Elektra (Grecia) 1983, Medea (Spagna) 1992, Las Troyanas (Spagna) 2001, A Vihar (lit. The Tempest) (Ungheria) 2002, Antigone (Italia) 2005. Musiche per balletto: R.B. Sque (Regno Unito) 1983, Frankenstein - Modern Prometheus (Regno Unito, Paesi Bassi) e The Beauty and the Beast (Regno Unito) 1985-1986. Risale al 2001 lo splendido Mythodea: Music for the NASA Mission: 2001 Mars Odyssey (Sony Music) lo spettacolo per immagini oggi anche in DVD.
Considerato il pi originale costruttore di cattedrali musicali per colonne sonore, mostre, avvenimenti sportivi, eventi di rappresentanza ecc. Evangelos Odysseas Papathanassiou, compositore impegnato nella ricerca strumentale capace di creare, attraverso l'uso funzionale delle tastiere, atmosfere grandiose di matrice sinfonico-orchestrale; compositore inoltre di musica elettronica e new age, noto con il nome d'arte di Vangelis, ha offerto la propria collaborazione a numerosi gruppi rock strumentale e cantanti contemporanei come Irene Papas di cui vanno qui ricordati almeno due interessantissimi album: Odes del 1979 e Raphsodies del 1986 contenente antichi canti greci di una bellezza stravolgente. I Krisma (Chrisma) Amore del 1976, Chinese Restaurant del 1977, Hibernation del 1979. Inoltre con la magistrale interprete di canzoni italiane e non Milva, per la quale Vangelis ha riadattato il famoso brano "To the unknown man", divenuto in italiano, "Dicono di me", in francese "Moi je n'ai pas peur" e in tedesco "Ich hab'keine Angst" e che oggi uno dei pezzi pi significativi del repertorio della cantante, ma anche un grande successo discografico. Vangelis ha scritto per Milva molti brani originali e spesso inclini ad una immersione visionaria, ipnotica e sofisticata nello sperimentalismo elettronico e polifonico. L'ultima Carmen, su testo di Massimo Gallerani e la citazione inter-testuale di Bizet, un ottimo esempio di questa sensibilit espressiva aperta al confronto culturale e alla compenetrazione dei modelli. Costante nell'opera di Vangelis, rimane infatti, la capacit di fondere elementi molto distanti tra loro, in una realt sonora e ritmica che viene costruita e re-inventata, in un insieme di blocchi elettronici e sintetici.
Luomo, Vangelis non ama fare sfoggio di s e raramente si concede di apparire in pubblico, non si lascia fotografare e non appare neppure sulle copertine dei suopi numerosi dischi. Le rare volte che salito sul palcoscenico risalgono ormai agli anni 80. Era infatti il 17 Luglio del 1989 quando prese parte al concerto live alle Terme di Caracalla a Roma dove fin per suonare O sole mio e in parte fu addirittura deludente. Suo malgrado egli ancora oggi, uno dei pi accreditati compositori di colonne sonore, soprattutto nella solennit imponente degli arrangiamenti, molto ricercato dai registi che gli fanno la corte pur di accaparrarselo. In Vangelis, il richiamo accattivante e spesso minimalista alla classicit o alla spiritualit di sapore vagamente "New Age", definisce un aspetto decisivo di quella ricerca strumentale e sonora a cui il compositore ha sempre guardato con estremo interesse. Forse lunico fra quelli per cos dire cui si pu accreditare una certa autenticit e rigore professionale, un probabile (allora lo era) profeta della musica del domani.

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