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VENEZIA 2016
In collaborazione con CINEUROPA NEWS

'Spira Mirabilis', il cinema che si rigenera
di Camillo De Marco

04/09/2016 - VENEZIA 2016: Il primo film italiano in competizione per il Leone, firmato da Massimo D’Anolfi e Martina Parenti è un viaggio attraverso gli elementi in cerca della “spirale meravigliosa”
"In principio non c'era niente, solo Inyan, la Roccia, lo spirito che creò Maka, la Terra...". Comincia con le parole di Leola One Feather, donna sacra della popolazione nordamericana dei Lakota, il lungo viaggio di Spira Mirabilis [+], primo film italiano in Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, firmato da Massimo D’Anolfi e Martina Parenti. Un viaggio attraverso gli elementi in cerca di quella “spirale meravigliosa”, come venne definita dal matematico Jackob Bernoulli, il cui raggio cresce ruotando e la cui curva si "avvolge" intorno al polo senza però raggiungerlo mai.

Ancora un documentario in concorso in un festival internazionale, quando ormai ogni distinzione di genere si fa sempre più sottile, se non fosse per le scelte troppo caute dei circuiti commerciali. I progetti più recenti di D'Anolfi e Parenti hanno raggiunto un certo pubblico: nel 2013 Materia oscura [+] viene presentato alla Berlinale Forum e inizia un lungo percorso festivaliero, ricevendo diversi riconoscimenti e nel 2015 L’infinita fabbrica del Duomo [+] viene presentato in anteprima al Festival di Locarno e successivamente distribuito da Lab80. I registi si definiscono due artigiani del cinema: scrivono, girano, montano da soli i loro film. Da 10 anni, cioè da quando lavorano insieme, l’unico collaboratore esterno è Massimo Mariani, musicista e montatore del suono.
Spira Mirabilis è nato dalla conoscenza di un signore giapponese,Shin Kubota, professore del Dipartimento di Biologia marina dell’Università di Kyoto, che studia la Turritopsis, una piccola medusa, unico essere vivente in grado di invertire il suo ciclo vitale e di rinascere. Di essere dunque immortale. Kubota è certo che studiandola si potrà risolvere il mistero dell’immortalità e applicare la soluzione agli esseri umani, alla medicina, alla scienza in genere. Da quindici anni ogni giorno si reca nel suo piccolo laboratorio di biologia marina sulla spiaggia di Shirahama per prendersi cura di centinaia di questi "magici" esserini fluttuanti.

Da Shirahama a Wounded Knee, Milano, Berna, in un omaggio alla ricerca e alla tensione verso l’immortalità. Dall'acqua, al fuoco, alll'aria, alla terra. Leola One Feather e Moses Brings Plenty, una donna sacra e un capo spirituale, e la loro piccola comunità Lakota da secoli resistenti a una società che li vuole annientare. Le statue del Duomo di Milano sottoposte a una continua rigenerazione. Shin Kubota, che da erudito biologo marino si trasforma in Mr. Medusa Immortale, una piccola celebrità locale. Felix Rohner e Sabina Schärer, una coppia di musicisti inventori di strumenti/scultura in metallo, gli steel pan. A Berna da oltre trenta anni si applicano allo studio della risonanza di Helmholtz - il suono prodotto quando soffiamo attraverso il collo di una bottiglia - per costruire le loro sculture sonore uniche.

Quando Spira Mirabilis sembra aver esaurito i quattro elementi e trovato i sui protagonisti principali, il film propone una guida, un accompagnamento al viaggio. Un testo di Borges, "L'immortale", è il racconto di un viaggio labirintico senza fine, in cui ci si ritrova mutati al punto di partenza. Marina Vlady, diva di Welles, Godard, Ferreri, lo legge in una vecchia sala cinematografica. Il cinema che continuamente rinasce dalle proprie ceneri. Niente guerre, primavere arabe, crisi economiche, conflitti sociali. D'Anolfi e Parenti guardano alla parte migliore dell'umanità, con immagini ipnotiche, come sogni, che si confondono con il materiale di repertorio.
Un progetto premiato dall'Atelier del Milano Film Network, Spira Mirabilis è una coproduzione italo-svizzera di Montmorency Film e Lomotion con Rai Cinema e con SRF Schweizer Radio und Fernsehen/SRG SSR, venduto da The Match Factory. Esce in Italia con I Wonder Pictures il 22 settembre.

SPIRA MIRABILIS
di Massimo D’Anolfi, Martina Parenti
sinossi
La terra: le statue del Duomo di Milano sottoposte a una continua rigenerazione. L’acqua: Shin Kubota, uno scienziato cantante giapponese che studia la Turritopsis, una piccola medusa immortale. L’aria: Felix Rohner e Sabina Schärer, una coppia di musicisti inventori di strumenti/scultura in metallo. Il fuoco: Leola One Feather e Moses Brings Plenty, una donna sacra e un capo spirituale, e la loro piccola comunità lakota da secoli resistenti a una società che li vuole annientare. L’etere: Marina Vlady, che dentro un cinema fantasma, ci accompagna nel viaggio narrando L’Immortale di Borges. Questi sono i protagonisti di “Spira Mirabilis”, un film girato in diversi luoghi del mondo, una sinfonia visiva, un inno alla parte migliore degli uomini, un omaggio alla ricerca e alla tensione verso l’immortalità. Simbolo di perfezione e di infinito, “la spirale meravigliosa”, Spira mirabilis come venne definita dal matematico Jackob Bernoulli, è una spirale logaritmica il cui raggio cresce ruotando e la cui curva si "avvolge" intorno al polo senza però raggiungerlo mai.

Titolo originale: Spira Mirabilis
paese: Italia, Svizzera
rivenditore estero: The Match Factory
anno: 2016
genere: documentario
regia: Massimo D’Anolfi, Martina Parenti
durata: 121'
sceneggiatura: Massimo D’Anolfi, Martina Parenti
fotografia: Massimo D’Anolfi
montaggio: Massimo D’Anolfi, Martina Parenti
musica: Massimo Mariani
produttore: Massimo D’Anolfi, Martina Parenti
produzione: Montmorency Film, Lomotion, Rai Cinema, SRF - Schweizer Radio und Fernsehen
distributori: I Wonder Pictures


VENEZIA 2016 Italia 'Gli italiani al Lido'
di Vittoria Scarpa

29/07/2016 - Tre titoli in concorso, cinque fuori concorso, due in Orizzonti e tre nella sezione Cinema nel Giardino parlano italiano alla Mostra di Venezia quest’anno
Tra i paesi più rappresentati quest’anno alla Mostra di Venezia, poco meno degli Stati Uniti e più della Francia, l’Italia schiera film in tutte le sezioni della Selezione Ufficiale, tra lungometraggi di finzione, corti e documentari.
Tre sono in concorso Venezia 73: Questi giorni di Giuseppe Piccioni, Piuma di Roan Johnson e Spira Mirabilis di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti. Prodotto da 11 Marzo Film, Publispei e Rai Cinema, il nuovo film di Piccioni è la storia di un gruppo di ragazze di provincia alle prese con le scelte per il loro futuro, e del viaggio che compiono per accompagnare una di loro a Belgrado, dove l’attendono una misteriosa amica e un’improbabile occasione di lavoro. Nel cast Margherita Buy e Filippo Timi; l’uscita nelle sale italiane è prevista per il 15 settembre con Bim. Roan Johnson firma invece con Piuma il suo terzo lungometraggio, prodotto da Sky Cinema e Palomar, una commedia su una coppia di diciottenni in attesa del loro primo figlio. Il film sarà nei cinema il 20 ottobre con Lucky Red (distribuzione internazionale: True Colours). Spira Mirabilis si presenta invece come un film documentario sull’immortalità, una sinfonia visiva girata in diversi luoghi del mondo, che ruota attorno ai quattro elementi della natura: acqua, aria, terra, fuoco. Una coproduzione italo-svizzera di Montmorency Film e Lomotion con Rai Cinema e con SRF Schweizer Radio und Fernsehen/SRG SSR; la distribuzione internazionale è di The Match Factory.

Fuori concorso, oltre all’evento speciale The Young Pope di Paolo Sorrentino (leggi la news), c’è Tommaso di Kim Rossi Stuart, prodotto da Palomar con Rai Cinema, un film dalla forte componente autobiografica che esplora il rapporto tra un attore giovane e bello e le donne. Tra gli interpreti, il regista stesso, Cristiana Capotondi e Jasmine Trinca. Il film esce in sala l’8 settembre con 01. Sempre fuori concorso, il primo film italiano del regista iraniano Amir Naderi, coprodotto con Usa e Francia (Citrullo International, Zivago Media, Cineric, Ciné-sud Promotion, Rai Cinema): Monte, storia di un uomo, sua moglie e suo figlio che vivono ai piedi di una montagna che si erge come un muro contro i raggi del sole, e della loro sfida quotidiana per riportare la luce sulle loro terre. Con Andrea Sartoretti e Claudia Potenza. E poi, due documentari: Our War di Bruno Chiaravalloti, Claudio Giampaglia e Benedetta Argentieri,una coproduzione Italia-Usa che segue tre combattenti volontari, provenienti da Stati Uniti, Italia e Svezia, arruolati nelle milizie curde in Siria contro l’Isis; e Assalto al cielo di Francesco Munzi, che dopo il successo di Anime nere torna a Venezia con un film d’archivio, prodotto da Istituto Luce Cinecittà in collaborazione con Rai Cinema, sulla stagione di lotte politiche extraparlamentari in Italia negli anni tra il 1967 e il ‘77, tra slanci, sogni, violenze e delitti.

Due i titoli italiani in Orizzonti: Liberami di Federica di Giacomo, una produzione Mir Cinematografica con Rai Cinema in coproduzione con Opera Films, e Il più grande sogno di Michele Vannucci, prodotto da Kino Produzioni con il contributo del Mibact (leggi la news). Nella nuova sezione Cinema nel Giardino: L’estate addosso di Gabriele Muccino, Robinù di Michele Santoro e Franca: Chaos and Creation di Francesco Carrozzini. Quattro poi i corti italiani in Orizzonti, cinque i documentari nazionali in Venezia Classici.

Ricordiamo infine Le ultime cose di Irene Dionisio in concorso alla Settimana della Critica (leggi la news), una coproduzione italo-svizzero-francese che incrocia tre storie al Banco dei pegni, e i titoli italiani (e coproduzioni) alle Giornate degli Autori (news): in gara, Indivisibili di Edoardo De Angelis e La ragazza del mondo di Marco Danieli; tra gli eventi speciali, Coffee di Cristiano Bortone, Vangelo di Pippo Delbono, Il profumo del tempo delle favole di Mauro Caputo e You Never Had It - An Evening With Bukowski di Matteo Borgardt.

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