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��������La caduta di Troia�������� - Visto in RAI Teatro

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"La caduta di Troia"
tratto dal Libro II dellEneide virgiliana, visto in TV 13/03/21 - Rai5 per la serata dedicata al Teatro, con la voce recitante di Massimo Popolizio, accompagnato dalle musiche di Stefano Saletti e Barbara Eramo.

Se mai si volesse dare una dimensione temporale alla recitazione di Massimo Popolizio, si dovrebbe ripercorrere dallinizio la carriera di questo fine dicitore nonch interprete, doppiatore, commediografo, regista e quantaltro, e collocarlo nella contiguit della tradizione aedica che nella Grecia antica forgiava i cantori professionisti che nel choros prendevano parte alle rappresentazioni del teatro classico, sia drammatico che tragico, e che pi spesso erano anche compositori originali dei canti epici che accompagnavano le parole col suono di strumenti musicali: attraverso quelle stesse parole e quelle musiche dice Popolizio con le quali ho cercato di creare vere e proprie immagini, s da far vedere ci che detto.

Un melisma virtuosistico che in La caduta di Troia, una pice che la critica letteraria e teatrale considera un capolavoro assoluto per la sua struttura e per la sua forza tragica, Massimo Popolizio ha concepito nel dare contiguit alla propria voce narrante con lausilio di una seconda voce cantante, quella bellissima di Barbara Eramo, entrambe accompagnate per loccasione da un raffinato amalgama di musiche realizzate da Stefano Saletti e dalla stessa Barbara Eramo, con strumenti tipici della tradizione mediterranea, quali loud, il bouzouki, il bodhran; ed altri ancor pi antichi ed evocativi come il kemence, il daf e il ney, propri della tradizione persiana, dovuti alla presenza del musicista iraniano Pejman Tadayon.

Lamalgama tra le diverse culture musicali, quella Greca e quella Persiana, presenti nel testo virgiliano, qui sostenuto dalla recitazione pica di Massimo Popolizio che d prova della sua massima esperienza attoriale; e dal canto aulico di Barbara Eramo, da cui, ripercorrendo la tradizione orale dellepos greco e latino, il mlos alchemico raggiunge la sua forma mitica-estetizzante. Qui, lausilio rapsodico degli strumenti musicali, non limitati al semplice ruolo di accompagnamento, si fa corpo stesso della rappresentazione, permettendo alle parti di raggiungere lapice della prova dattore tout court.

Ma La caduta di Troia tratto dallEneide virgiliana, non solo un testo letterario di grande spessore tragico, affinch arrivi ad essere un autentico pezzo di teatro necessita di uno studio attento della voce, di una profusione verbale eclettica, a volte carica di modulazioni intimistiche, quasi labbiali; mentre, in altri momenti si addensa di pathos emotivo, pi vicino a quella liricit poetica che gi nellantica Grecia lavvicinava al canto. Liricit che diventa magistralis ogni qual volta Massimo Popolizio, attore di scuola ronconiana, oggi tra gli interpreti pi importanti del panorama teatrale e cinematografico, si confronta con testi di una certa levatura narrativa.

Inutile ripetere qui la trama che apre il secondo libro dellEneide virgiliana, per quanto bene conoscerne almeno la tematica incentrata sullinganno perpetrato dai Greci nella guerra che, dopo dieci anni dassedio, porter alla caduta della citt di Troia, e si trasformer per i troiani in un evento di morte e distruzione. Dacch, dopo la violenza della guerra, ha inizio il lungo peregrinare di Enea alla ricerca di una nuova terra, che pure per volere degli di di allora egli raggiunger, seppure con la stessa disperazione di quanti oggi affrontano il lungo viaggio per la sopravvivenza.

Viaggio che ha inizio nellincognita di raggiungere un approdo sicuro e che porter molti degli emigranti che lintraprendono a subire lo stesso inganno a monte delle loro speranze avite, e solo per aver dato laggio alle voci di una felicit irraggiungibile e senza possibilit di riscatto alcuno. Ma se leroe Enea poteva contare sullaiuto degli di, il destino dei migranti di oggi, che pure fuggono dalla violenza della guerra e di tutto quel che ne concerne, trovano ahim una terra disastrata, dilaniata dagli interessi politici ed economici, senza ricevere quellaccoglienza agevolata che in quanto esseri umani necessitano.

Acci il misurarsi con la tragedia antica di tutto un popolo e la determinante drammaticit dei singoli protagonisti di questo testo, accresce nello spettatore odierno la consapevolezza della immane catastrofe umana cui andiamo incontro, per quanto virtuale attraverso i media audiovisivi, di unesposizione che amplifichi pi che mai la necessaria divulgazione in ambito formativo: per una presa di coscienza che permetta di affrontare le sfide del domani. Ci che poi era quanto concerneva allistituzione del Theatron nellet classica della Grecia antica, quello di formare i futuri ipocrites, quegli attori, nel senso pi ampio di commediografi, le cui opere oggi sono parte del patrimonio culturale dellumanit.

Registrato al Teatro India di Roma nel dicembre 2020, che Rai Cultura ha proposto in prima visione sabato 13 marzo alle 21.15 su Rai5, con la regia televisiva di Marco Odetto, su un progetto editoriale di Felice Cappa, produttore esecutivo Serena Semprini, a cura di Giulia Morelli, La caduta di Troia, per la Produzione Compagnia Orsini, rappresenta inoltre una prova dautore afferente allaccompagnemento musicale di Stefano Saletti e Barbara Eramo, su musiche eseguite dal vivo con strumenti originali e non solo. Degna di nota anche la ricerca dei canti utilizzati nella forma originale dei paesi di prvenienza: infatti le lingue cantate sono il ladino, laramaico, lebraico e il sabir, antiche lingue del Mediterraneo, per meglio risaltare le atmosfere animate da Massimo Popolizio e dalla voce limpida di Barbara Eramo che si muove tra melismi e scale di derivazione mediorientale.

Il plauso pur accreditato dal pubblico seduto davanti allo schermo televisivo non rende giustizia allatmosfera mitica ricreata dallensemble vocale-strumentale formato da Massimo Popolizio, accompagnato dalle musiche di Stefano Saletti e Barbara Eramo che altres anelano di poter tornare a esibirsi in teatro, in quel Theatron che nellantichit accoglieva per loccasione le genti festanti che giungevano da ogni parte per poi restarne coivolte, al pari dellaver scritto una pagina di storia individuale e collettiva. Ci che nellanima di ogni attore e compagnia teatrale in attesa di poter riprendere il lavoro, una delle categorie pi bistrattate in assoluto, la cua decaduta affermazione dellistituzione del teatro, ancor prima della pandemia, ha ridotto bruscamente limpatto culturale del nostro paese.

Come ha recentemente affermato Popolizio: Il teatro dovr riaprire ma in modo maestoso!, alla cui voce mi permetto di aggiungere: S, al pi presto!


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