LaRecherche.it

« indietro :: torna al testo senza commentare

Scrivi un commento al testo di Giorgio Mancinelli
Lupen the Cat ..Il gatto pi�� ladro che si conosca.

- Se sei un utente registrato il tuo commento sar subito visibile, basta che tu lo scriva dopo esserti autenticato.
- Se sei un utente non registrato riceverai una e-mail all'indirizzo che devi obbligatoriamente indicare nell'apposito campo sottostante, cliccando su un link apposito, presente all'interno della e-mail, dovrai richiedere/autorizzare la pubblicazione del commento; il quale sar letto dalla Redazione e messo in pubblicazione solo se ritenuto pertinente, potranno passare alcuni giorni. Sar inviato un avviso di pubblicazione all'e-mail del commentatore.
Il modo pi veloce per commentare quello di registrarsi e autenticarsi.
Gentili commentatori, possibile impostare, dal pannello utente, al quale si accede tramite autenticazione, l'opzione di ricezione di una e-mail di avviso, all'indirizzo registrato, quando qualcuno commenta un testo anche da te commentato, tale servizio funziona solo se firmi i tuoi commenti con lo stesso nominativo con cui sei registrato: [ imposta ora ]. Questo messaggio appare se non sei autenticato, possibile che tu abbia gi impostato tale servizio: [ autenticati ]
LUPEN THE CAT
... Il gatto pi ladro che si conosca.


Elegante nel suo aristocratico abito nero lucido con un cuoricino bianco sotto il collo, Lupin non perde occasione per darsi delle arie da viveur e soprattutto di volerlo fare in casa mia, spadroneggiando come gli garba per attestare la sua potest. E guai a sottrargli ci di cui prende possesso abusivamente. Non c oggetto, utensile o ninnolo di cui non si appropri, si impadronisce di ogni cosa trova alla sua portata, cio di tutto. Poich sono sempre fuori e non potrei fare altrimenti, ha gioco facile. Allora si sdraia sul divano, si crogiola sul tappeto davanti al camino, sceglie il mobile pi adatto al suo stile di vita, al suo temperamento. E che personalit, che tempra, con che carattere, di certo non si lascia abbindolare facilmente da futili promesse.

La fa da padrone, lui, non c soprammobile che ignori, uno dopo laltro vengono annusati, osservati nei pi piccoli meandri, e solo se passano alla sua accettazione possono restare l dove sono, altrimenti li scalcia via con la sua morbida zampetta vellutata, con gesto sofisticato che lo si direbbe un dandy daltri tempi. Quando non si mette di traverso con i vasi solitamente pi pesanti, e facendo forza con il corpo appositamente gonfiato, dapprima fa in modo che raggiungano il bordo della mensola o del mobile e che lascia inavvertitamente cadere, per poi saltare via come un fulmine, facendo anche finta desserne meravigliato

Toh, caduto sembra dire ogni volta, e di fatto lo dice, altrimenti perch mi guarderebbe in quel modo, con gli occhi fissi nei miei senza dare il minimo accenno di essere dispiaciuto. I cani invece si dispiacciono, perch Lupen no? Trover mai una risposta alla domanda che ogni volta mi pongo sempre con lo stesso risultato cio il suo silenzio compiaciuto che la dice lunga sullaccaduto: Ma se lho fatto apposta, dovrei pure dispiacermi? Daccordo, ne prendo atto, Lupen un infingardo senza possibilit di redenzione, la sua indolenza va di pari passo con la sua sfacciataggine di strofinarmisi attorno alle gambe quando scatta lora della fame. S che qualche volta sono inciampato in lui fino quasi a cadere, e solo perch ha creduto che non lo stessi a sentire

Miao! Beh che fai, fingi volutamente di non capire? Sei l che ti prepari la cena e a me non pensi? George sei un pusillanime, miao! lo pensa davvero, tant che mi fa sentire meschino. Dove avr mai appreso una tale parole non saprei dire, io stesso non ricordo di averla mai usata, anzi neppure ne conoscevo il significato. S che sono andato a cercarla sullo Zingarelli, per poi scoprire che si coniuga con meschino, miserabile, pavido, che gli sono sinonimi. Non c che dire, faccio loffeso e lo ignoro di proposito e gli rifaccio il verso Miao!. Lui fa lindifferente e, come se la cosa non lo riguardasse, alza la coda e sallontana mostrandomi il di dietro.

Sei uno svergognato, un ipocrita, un ruffiano! gli dico. E lui che fa, volta appena la testa prima di girare langolo che porta in salotto e si accomoda sul divano di velluto rosso, stendendo le sue zampe con le unghie divaricate allinfuori, quasi si stia preparando a scagliare unoffensiva strategica. So gi che non la spunter. Di li a poco dovr chiamarlo pi volte Lupen! (secondo la pronuncia francese), Lupen vieni, vieni amico mio, vieni, adesso preparo qualcosina di buono anche per te. Spiacente amico mio (mi rif il verso sbattendo i suoi occhioni gialli), non pensare di comprarmi con uno screzio di fegatini di pollo, dice, (riconoscendo il barattolino che ho tra le mani), se vuoi farti perdonare devi mettere nel piatto un po di quel salmone che stai preparando per Ann. Per mia fortuna in netto ritardo.

Le tartine al salmone sono davvero una prelibatezza che mi riservo di tanto in tanto di preparare, e non necessariamente per qualche ospite di riguardo, quanto sapendo che Ann le adora, penso sia appropriato farle la sorpresa di fargliele trovare sulla tavola apparecchiata, come aperitivo, accompagnate da un buon calice di prosecco. Vuoi vedere che ho dimenticato di metterlo in fresco? Accipicchia, corro a prenderlo. Dalla cantina alla cucina e precisamente al frigo, intercorre solo qualche metro di corridoio e tre gradini a scendere e tre a risalire. Facendo un calcolo approssimativo, il lasso di tempo della mia assenza percorrendo dalla tavola di cucina minimo, non supera i due/tre minuti. Quanto basta a Lupen comodamente sdraiato sul divano a raggiungere il tavolo di cucina.

Detto fatto. Risalendo i tre gradini, smircio di lato il divano. Lupin immobile, accovacciato a mo di Sfinge, altera e indifferente alle stranezze del mondo. Faccio ritorno nellatmosfera accomodante della cucina dove apparentemente tutto rimasto comera. Incredibile, non pu essere vero, quando incredulo noto che qualcosa non torna. Sul tagliere ci sono sei tartine di pane spalmate con la majonese, tre con il salmone e una sottile fettina di limone, e tre senza il salmone ma con la sottile fettina di limone. Rammento di aver ultimato di preparare le sei tartine con il salmone e le fettine di limone che solitamente vengono messe in ultimo. Dunque dove finito il salmone delle altre tre?

Lupen! Lupen! Vieni caro (arriva facendo il sostenuto). Ricapitoliamo: sei tartine di pane spalmate con majonese, uno strato di salmone ciascuna, sei fettine di limone. Ora, purch non mi sia rimbambito del tutto, qui ci sono tre tartine di pane spalmate di majonese con sopra soltanto tre sottili fettine di limone. Non sai cosa pagherei per sapere come hai fatto a far sparire il salmone da tre tartine in un lasso di tempo cos breve. Ma non tutto, come hai potuto sfilare il salmone da sotto il limone (che ovviamente non ti piace) senza neppure lasciare uno strascico di majonese sul piatto? Lupen, solo per il fatto che siamo in due, non puoi che essere stato tu! Confermi? Chiedo, sempre pi convinto che me lha fatta sotto il naso. Daccordo, ma come (?) O kay, dir ad Ann che sono stato preso da una botta improvvisa di fame. Quindi mi costringer a mentire, mi dico, nel mentre Lupen con un balzo lascia il divano e sgattaiola di corsa verso la porta dingresso, perch di certo ha udito che sta arrivando qualcuno.

Driiiin! Squilla il campanello della porta di casa. Hallo George! Ann entra, giusto in tempo per assaggiare le mie tartine mi di co. 'Miao!' Ciao Lupin lo prende in braccio e lo accarezza. Ma come sei bello con questo bel fiocco rosso! Della vergogna penso, mentre lui non si fa scrupolo di assecondare le sue carezze, mentrio rimango prostrato per riceverne una che non arriva. Vieni Ann accomodati sul divano, certo che insieme formate una bella coppia di altruisti(!) mi trattengo dal dire. Ann scusami per la scarsit delle tartine ma nellattesa ho approfittato per fermarmi lo stomaco. Oh George non c di che, tant che pensavo di offrirne una anche a Lupen mi cos caro, posso? No! vorrei gridare (ma che non faccio), considerando che alla fine il malefico ne avr mangiate quattro e io neppure una. Aspetta vado a prendere la bottiglia di prosecco che ho messo nel frigo, sperando che sia fredda abbastanza.

Premetto di non averlo mai visto cos, prima. Questoggi, di rientro dopo la notte passata in casa di Ann, scorgo la luce accesa nella stanza di casa al primo piano delledificio. Il primo pensiero quello di aver ricevuto la visita dei ladri, poi mi rassereno pensando che potrebbe essere arrivata la donna delle pulizie. Allorch lo vedo. Lupen allinpiedi con le zampe ungulate schiacciate contro il vetro della finestra del salone a mo di pantera nera che sta per saltare sulla preda. Quando lo guardo negli occhi, ruggisce e mostra i denti felinidi. Dio mio spaventoso! penso. E quasi tempo di rientrare in casa. Metto la chiave nella toppa e aperto luscio poggio il piede in casa

Splash. La scarpa sinzuppa di urina fetida e quasi vi scivolo sopra, se non fosse per la mensola dove di solito lascio le chiavi che mi fa da sostegno. Lupen! So gi che un giorno ti dar lo sfratto e allora diventerai un randagio spelacchiato in giro per le strade della citt, promesso penso. Buongiorno! Esclamo volendo far sentire alla Marianna che sono appena rientrato. Nessuna risposta. Ripeto, buongiorno! Lupen taglia lentamente lo scorcio di corridoio dellentrata ignorandomi a bella posta, come se stesse facendo una passeggiata sul boulevard: Figurati io non ti vedo nemmeno, chi sei, cosa vuoi, che sei venuto a fare? suggerisce il suo sguardo lanciato di sfuggita. Lupen! dico io, coshai combinato, ti pare questo il modo di

Certo pretenderesti anche linchino di benvenuto, non ti sembra un poco eccessivo, dopo aver passato tutta la notte fuori? lascia intendere dallalto dei suoi occhioni gialli discriminatori. Scusami Lupen ma si era fatto tardi e fuori pioveva, cos mi sono trattenuto in casa di

Sei un imbecille, quando sei uscito avresti potuto portarti lombrello, siamo in inverno, potevi anche supporre larrivo di unacquazzone, ma cos non stato aggiunge con lo sguardo perplesso. S, forse hai ragione tu, ma se io sono un imbecille tu sei un desposta senza ritegno alcuno. Mi chiedo chi fossero i tuoi antenati, vediamo un po: Sekmeth, la da gatto egizia? Neppure a pensarlo. Vuoi mettere, anche se in qualche modo il tuo portamento rispecchia la sua altezzosa superiorit. La Sfinge?, in parte felino, in parte no, siamo lontani mio caro miao, anche se spesso atteggi lo sguardo che guarda al futuro. Futuro di che? mi chiedo, ma la domanda riecheggia nellaria.

Piuttosto bene che faccia cambiare aria alla stanza, c puzzo di No Lupen volevo dire di respirare un poco daria fresca, dopo che sei stato al chiuso tutto a lungo, aspettando il mio ritorno. cos Lupen mi stavi aspettando? Altrimenti cosa ci facevi davanti alla finestra? 'Guardavo passare le nuvole!' risponde distratto. Oh, indubbiamente poetico, ma qualcosa mi dice che osservavi il passaggio degli uccelli migratori. Piuttosto d la verit, non hai mai perso il tuo istinto venatorio, cos? Ammetto di non riscontrare in te mai un pizzico di sincerit, sei falso mio caro 'Come vero che non ti meriti niente, dopotutto sono io che governo la casa, che non lascio entrare alcun estraneo, che si tratti di graziosi topolini o di farfalle e quantaltro, per non dire delle mosche

Stai quindi parlando della mia casa o del Giardino Zoologico mio caro. Forse qualcosa non ti chiara, semmai stiamo parlando della mia casa, perch hai pure qualcosa da recriminare? Non sono forse io a mantenere una certa estetica che la rendono appena passabile? Fosse per te vivresti in un bazar di cianfrusaglie inutili, in mezzo ai regali riciclati e di pessimo gusto che giungono portati da certi tuoi amici pelandroni, e di quelle zitelle farcite delle tue amiche. Ecco lho detto. Non sono proprio certo che volesse dire quello che ha detto, con le parole che ha usato, quali: recriminare, bazar, cianfrusaglie, riciclati, pelandroni; indubbiamente il senso di ogni parola doveva essere quello se cos che lho interpretato.

Mi sorge il dubbio che quando Lupen si ritrova da solo sfogli lo Zingarelli che di solito lascio sulla scrivania. Corro nellaltra stanza e trovo il grosso volume al suo posto, stranamente aperto, come non lo lascio mai. Sar anche un caso ma la prima parola allapice della pagina recita: Imbecille. Si dice che loccasione faccia luomo ladro, chiss per quanto riguarda un gatto? Di certo Lupen deve averne colto il senso al volo come fa con le mosche, perch dopo aver fatto la doccia e ancora in accappatoio sono andato a rispondere al telefono, lo sorprendo che col suo fare sornione mi bighellona intorno rivolgendomi un sorriso per niente raccomandabile. Quindi si ferma, sembra attento ad afferrare ogni mia singola parola, s che nel dubbio gli ho voltato le spalle, per non fargli udire ci che stavo dicendo con Andrea uno dei miei amici pelandroni.

OK, okey! Mi sono da voi per le otto, daccordo, ciao.

Che fai stasera esci di nuovo? recita con gli occhi da indagatore. So gi che me la far pagare se solo gli dico di s. Quindi mi atteggio come fa lui con me, fingendo di non avere un impegno preciso. Ma gi, che stupido sono, ho appena confermato ad Andrea lora dellappuntamento. Che legga il labbiale? mi chiedo. Ma no, sono solo fantasticherie dico. Fatto che una volta accudito e vestito, ha preso a seguirmi passo dopo passo mentre bighellonavo in giro per casa. E quando mi sono avviato verso lingresso e ho fatto per prendere le chiavi sulla mensola sorpresa delle sorprese, non cerano pi. Dunque, fruga di qua e di l per trovarle si fatta lora dellappuntamento.

Di Lupen neppure lombra in giro. Squilla di nuovo il telefono: pronto? George ma che fine hai fatto. Non trovo le chiavi, spero che escano fuori altrimenti non so come fare. Quindi che hai intenzione di fare, siamo certi che non una scusa? Ma no Andrea che dici? Siamo tutti qui ti aspettiamo unaltra mezzora! Daccordo dico io.

La nuova ricerca non da buoni frutti. Mi siedo sul divano con la testa tra le mani e mi concentro sugli spostamenti fatti in casa. Ingresso, corridoio, cucina, stanza da letto, corridoio, bagno, ingresso, niente. Ricapitoliamo mi dico: che le abbia lasciate nella toppa dingresso? Guardo, no. Stranamente appare Lupen che ha creduto stessi per uscire, non pi di tanto poi, perch si fermato a distanza, guardandomi perplesso

Ma sei scemo, dove pensi di poter andare senza le chiavi di casa? chiede con uno sguardo di vuotezza rara.

Lupen, miao, dimmi che le hai prese tu? Gli chiedo scandendo le parole in modo da ricambiare il suo sguardo felino. Ma la mia non che una pessima emitazione gattesca, tant che mi sembra di vederlo ridere sotto i baffi che cura con una certa indifferenza. allora che alzo leggermente il tono di voce, sperando in un qualche effetto dirompente. Inutile, convinto sempre pi che i compromessi che nelle relazioni fra gli umani assumono spesso un certo valore, non hanno alun effetto sui gatti, men che meno con Lupen. Quindi che fare? Squilla il telefono, Andrea. George abbiamo deciso, ci trasferiamo tutti da te. Chi intendi per tutti? Tutti come dire tutti quanti siamo. Cio. Ma ad occhio e croce saremo otto, dieci, s diciamo dieci perch strada facendo di sicuro si aggiunger qualcuno. Andrea scusa, che vuol dire qualcuno, che fai li raccogli lungo il tragitto tanto per pareggiare il numero. Va b George non stiamo a cincischiare sul numero, nel frattempo tu prepara alcunch da mettere sotto i denti, noi portiamo qualcosa da bere, ciao! Click, ha messo gi la cornetta.

Cincischiare, voce del verbo cincischio? Ultimamente anche Andrea mi sembra inseguire una grammatica stracciata. Vado a controllare. Anzi no, rimando a pi tardi, ora bene chio ritrovi le chiavi, altrimenti Gli ospiti arrivano in un bat-ti-ba-l-no, ovvero locuzione composta da battere e baleno, inizio anchio a parlare come Andrea, mio Dio n. Ma George dimmi hai poi trovato le chiavi? Non mi hai lasciato il tempo. Entrano: Ann, Adelmo, Annalisa, Michaela, Michele, Genny, Arturo e altri di cui non ricordo neppure il nome. Andrea, ma quanti siete? Credo in dodici. Ah tu credi, ma se non ho neppure da sedersi per sei. Va be ci arrangiamo come possiamo, non hai dei cuscini? S, certo, puoi usare quelli del divano e altri. Trovato, quelli del letto! aggiunge Andrea. La sua scaltrezza mi sorprende quanto quella di Lupen, il quale nella confusione degli arrivi ha raggiunto il divano intenzionato a difendere il suo cuscino preferito con le unghie e con i denti. Rifilando un graffio sulla mano di Andrea che lancia un grido, per poi rincorrerlo per tutta la casa. Lupen ti prendo! esclama come in un gioco da bambini.

Si dice che la casa nasconde non ruba! ma solo un modo di dire, soprattutto se c qualcuno che sappia dove e come nascondere la refurtiva, che poi pari a un furto bello e buono dice Michaela. Mettiamo il caso sia entrato un ladro in casa mentre tu eri sotto la doccia, come fai a saperlo? suggerisce Michele. Forse andrebbe precisato che il ladro vive in questa casa aggiungo io. George dobbiamo pensare che ti derubi da solo? chiede Genny. Avessi mai pronunciato quella frase che partita la caccia al ladro e in un momento li ho avuti tutti addosso. Cuscini che volano, giornali e libri che sfuggono di mano e finiscono sulla testa di qualcun altro, alcuni bicchieri che si rompono, al suono stroboscopico e allucinato del Rock dei Led Zeppelin che Andrea alzando il volume ha pensato bene per coprire il tutto.

La serata si protrae fin troppo a lungo. Di colpo Annalisa caccia un urlo bestiale. Sulla parete della stanza si staglia nitida lombra nera di una pantera enorme e soffoca la gola di tutti gli altri, mentre, con piglio feroce della sua zampa Lupen interrompe la musica, staccando la spina del diffusore dalla presa elettrica. Lupen! grido, osservando la sua figura davanti allo stroboscopio, tuttavia senza avere il tempo di afferrarlo. Va detto che in certi momenti la cattiveria umana che si accompagna allindifferenza animale di un gatto tutto sommato innocua. Nel caso di Lupen di legittima difesa, per non farsi soverchiare dagli altri. Ma George stai difendendo il tuo gatto, quel pusillanime No Andrea, come puoi ben vedere Lupen non ha bisogno di avvocati difensori, fa tutto da s, del resto lui il padrone di casa. E se non sta bene a lui non c verso che io o chiunquwe altro gliela faccia andare. George, ma si pu sapere che dici, ti si forse annacquato il cervello? Ciao Andrea, buonanotte ragazzi!...

Ann, ma come, vai via anche tu?

Tornati a una lontana parvenza di normalit, dopo ore di caos totale, finalmente distrutto mi sbraco sul divano, per dire che mi stravacco sul realizzo di usare un linguaggio che non mi appartiene, ma che forse apprendo dalla frequentazione di certi amici pelandroni che Lupen mal sopporta. Cosa che sa di imposizione verbale accreditata a un gatto che per sua natura utilizza un diverso linguaggio lessicale onomatopeico con diverse sfumature che vanno dal miao al mihao al miaaaaao, interlocutorio. Ma non facciamoci illusioni, temo che non vi siano abbastanza parametri per attribuire questi pochi versi idiofoni a un solo gatto come Lupen, il quale ha elaborato tali e numerose espressioni acculturanti nel suo linguaggio da far arrossire un fine dicitore. Di fatto soltre ad esprimersi con la voce, ancor pi si esprime con gli sguardi, assumendo atteggiamenti attoriali da consumato interprete del palcoscenico. Ad esempio, la sua promenade con la coda alzata che attraversa gli angoli delle stanze ha molto a che vedere con certi precursori dalle pose studiate e irripetibili che, fin dallinizio del cinema muto, hanno ammaliato, per dire impressionato (poich trattasi di pellicola), folle sterminate di persone.

Altres sono talmente stanco che non ho pi la voglia di mettermi di nuovo a cercare le mie chiavi di casa. A mala pena riesco a togliermi le scarpe e i calzini s che mi sembra di avere il fuoco sotto i piedi. Finanche la mente sembra andarsene in fumo, in mezzo a tanto casino, ops, cosa dico mai! Tuttavia mi necessita fare il punto della situazione. Ricapitoliamo no George! No George, hai dimenticato di preparare la cena! soggiunge Lupen. Non ho fame, penso senza pronunciarmi Non la tua George ma la mia! Vediamo un po, stasera gradirei assaggiare di quello sgombro che tieni riposto nella dispensa, che ne dici? Ora ditemi voi, nella dispensa c' un approvvigionamento di pasta, riso, zucchero, farina e un certo numero di scatolette diverse: carne, tonno, crocchette (per Lupen che tra l'altro non ama), tutte ancora, si-gil-la-te, che tengo l per una qualche improvvisa esigenza, del tipo di quella capitata questa sera. Altrimenti come avrei potuto affrontare una masnada di amici affamati, cos ho cuinato della pasta al tonno e olive in bianco per tutti.

Trenta secondi, il tempo di aprire la dispensa per prendere il necessario, che Lupen ha odorato la presenza di una scatoletta in particolare che, guarda caso, non era di tonno? Che abbia copreso dall'immagine che si trattava proprio dello sgombro? Che sia un gatto da pesca lo escludo a priori, teme l'acqua. Che abbia frequentato la bottega di un pescivendolo, altrettanto. Che l'imprinting dei suoi avi trasmetta al suo DNA la conoscenza acquisita dalla natura millenaria della loro esistenza? Fatto che sa riconoscere dall'involucro metallico di una scatoletta il suo contenuto. Ma come possibile? - mi chiedo perplesso. La risposta ovviamente me la data lo stesso Lupen, come?... nel modo che segue. Ho aperto di nuovo gli sportelli della dispensa e gli ho indicato con un gesto della mano, che poteva accomodarsi e scegliere secondo la sua preferenza. Incredibile a dirsi, con sua grande gioia che gli si leggeva negli occhi gialli spalancati all'occorrenza, stato capace di trovare la scatoletta dello sgombro in mezzo alle altre e dopo avergliela aperta mi anche ringraziato con un esuberante 'miiaao!' di gradimento.

Fatto questo che fa il paio con un altro avvenimento accaduto qualche tempo prima, allorch rimasto da solo per una mezza giornata e non vedendomi rientrare per l'ora di pranzo, ha pensato bene di farsi una passeggiata sul davanzale confinante e andare a smirciare se, per caso, vi fosse qualcosa di commestibile ... Si dice che: 'l'erba del vicino sempre pi verde' e immagino avesse 'un languorino' che lo stuzzicava, ha subodorato un incarto appena lasciato sulla tavola dai vicini, rientrati da qualche minuto. Giusto il tempo di rientrare le due confezioni d'acqua dall'ascensore. Ciao George, scusa se disturbo ma devo aver dimenticato il pacchetto acquistato dal salumiere, per caso non hai della carne da cucinare in frizzer, luned, quando riaprono i negozi te la restituisco? Vieni Martha, credo di avere qualcosa, cco ho due bistecche, pensi che bastino? Certo che s, grazie tante, poi te le restituisco. Non ti preoccupare ... scusa ma sto cercando le mie chiavi dicasa che non trovo e non ricordo dove posso averle messe.

La ricerca continua mentre Lupen mi osserva impietoso nei miei spostamenti limitandosi a fare le facce curiose, lanciando di tanto in tanto dei 'miao' pi o meno incoraggianti: 'miao-acqua', 'miao-acqua', 'miao-fuochino', 'miao-fuocherello', poi di nuovo 'miao-acqua'. Nell'incertezza mi convinco di dover guardare nei posti dove ancora non ho guardato come la camera da letto ... ma da scemi aver messo le chiavi di casa sotto il letto, o sull'armadio, non vi pare? Quindi sollevo le coperte, in breve disfo completamente il letto, allorch impazzisco e sbatto via i cuscini che lancio senza raggiungerla la poltrona accanto, quando un odore acre raggiunge le mie narici ... nel mentre Lupen pensa bene di darsi alla fuga. Lo sento brontolare uno sgradito 'miiaaoo-che puzza' che immagino per i miei calzini dimenticati la sotto da chiss quanto tempo. Per riaffacciarsi poco dopo facendo capolino dallo stipite della porta sgaranando gli occhioni gialli vaghi, attento a non tradirsi. Tuttavia dietro il suo sguardo rilevo che 'gatto ci cova', qualcosa mi avverte d'essere vicino a 'miao-fuoco!' - ma non lo dice. Improvvisamente sembra aver perso la favella, se mai l'ha avuta.

Lupen!!! grido con quanto fiato ho in gola, cos' quella roba l? Un involucro avvolto nella carta che emana un odore diverso da quello dei miei calzini, direi stuzzichevole, quasi buono. Il tempo di andare a prendere lo spazzolone che immediatamente sono di ritorno, e al mio grido 'fuoco!' ci sono, Lupen incomincia a saltare per tutta la stanza fin sopra l'armadio, sapendo che lo avrei rincorso fino ad acchiapparlo per la coda e che lo avrei ... meglio che non dica. Sorprendentemente nell'involucro c' una fila di circa mezzochilo di salsiccie profumate di cui la prima della fila appena smozzicata. Ora, chi glielo dice a Martha che non ha dimenticato il pacchetto dal salumiere, che quel ladro matricolato del mio gatto si intrufolato nella sua cucina e ha rubato le sue salsiccie? Adesso mi guarda ... Non puoi George, meglio sarebbe che ce le dividessimo, anzi mi basta anche solo una, facciamo due per me e il resto a te, pensaci non hai gi l'acquolina in bocca anche tu. Non credi che sarebbe un'ottima cenetta per noi due da soli?

Davvero Lupen, perch no, magari accendo anche una candela sulla tavola e apro una bottiglia di buon vino. Se quel che vuoi, promettimi che sotterriamo entrambi l'ascia di guerra, ci sediamo a tavola in santa pace e, magari, mi aiuti a ritrovare le chiavi di casa, in fondo siamo coinquilini, no? Ebbene che pace sia. Chiss perch voi umani pur di non dichiarare di aver perduto la guerra, finite ogni volta per issare la bandiera della pace, per poi ritrattare gli accordi presi. Possibile dobbiate sempre chiedere in cambio un qualcosa che sa di puro ricatto, tu George dovresti avere la risposta, non cos? No, davvero non saprei, l'unica cosa che mi viene in mente una massima di Sun Tzu in L'arte della guerra, entrata nell'uso comune, che recita: Se non puoi abbattere il nemico fallo r, che a modo mio interpreto convenientemente: 'affinch ottenere ci che chiedi', sepuure con il beneplacito della riconosciuta maest.

Mi sembra un buon principio George, vuole anche dire che da ora in poi mi toglierai quel fastidiosissimo collarino rosso dal collo; che non ti dimenticherai di salutarmi (leggi riverirmi) come si deve a una maest; soprattutto che non ti asterrai dallo sciegliere le qualit migliori degli alimenti come fai per quelle che riservi per te; che non mi abbandonerai da solo per pi di una notte alla settimana; che non mi porterai i tuoi amici 'pelandroni' in casa e che ... - Basta cos Lupen, si diceva che la mia misera richiesta dava la sensazione di un ricatto, vogliamo dare una definizione alle tue, oppure? E che dire di Ann, forse potresti concedermi un'eccezione, che ne dici? S certo, visto che lei cos gentile con me, in fondo un po' come le principesse delle fiabe, s'innamorano sempre dell'uomo sbagliato, per poi scoprire che il loro 'principe azzurro' si nasconde nei panni del gatto che coccolano tanto affettuosamente.

Non ricordo che la chiusa della bella fiaba, reciti proprio cos, ma diciamo che va bene lo stesso. Vogliamo fare un brindisi alla ritrovata pace Lupen? Dunque Cin-cin! 'Miaaoo George-a la sant!'. Che Lupen sia anche poliglotta mi giunge nuova, per quanto spero che 'in vino-veritas' infine mi sveli dove ha nascosto le chiavi o che magari me le restituisca ... o meglio che Sua Maest me le consegni con l'investitura di un suo pari. Accade cos che sazi e leggermente brilli per il vino bevuto ci siamo accoccolati sul divano, quando di colpo Lupen si leva e scappa via, senza un perch. Che abbia sentito avvicinarsi qualcuno lungo il corridoio, o forse alla porta?, mi chiedo ... Driin! suona il campanello di casa. Ann di ritorno. Vieni entra, accomodati, che sorpresa ...

Lupen! Esclama Ann entrando. Vieni qui mio piccolo caro, dice con enfasi prendendolo tra le braccia. Sai George mi siete mancati, cos ho pensato che ... Non sai che piacere mi fa ... stavo per dire, quando Lupen prende a strofinare il suo muso (la sua faccia da c...) sulla guancia di lei ricevendone quei baci che 'ruba' a me. Vieni accomodati sul divano, eravamo qu che ci concedevamo un po' di relax quando, guarda caso, si parlato di te. Di me, a che proposito? Del piacere di averti qui con noi, ti sembra strano? Affatto, mi siete cos cari entrambi. A proposito George, hai poi trovato le ... 'Miaao-Eccole!' - avverte Lupen sorridente, che con il ritorno di Ann ha capito che non si esce, almeno per stasera. Eccolo che fa capolino dallo stipite della porta per poi avanzare a-tratti verso il centro della stanza e sospingere con la sua zampina felpata, il congruo mazzo di chiavi che ho cercato per tutta la sera fino allo spasimo della follia ...

Miaao-maest, dico io - e grazie molte per la sua benevola concessione!
Secondo voi, in presenza di Ann potevo aggiungere altro?

Nessun commento

Leggi l'informativa riguardo al trattamento dei dati personali
(D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196 e succ. mod.) »
Acconsento Non acconsento
Se ti autentichi il nominativo e la posta elettronica vengono inseriti in automatico.
Nominativo (obbligatorio):
Posta elettronica (obbligatoria):
Inserendo la tua posta elettronica verr data la possibilit all'autore del testo commentato di risponderti.

Ogni commento ritenuto offensivo e, in ogni caso, lesivo della dignit dell'autore del testo commentato, a insindacabile giudizio de LaRecherche.it, sar tolto dalla pubblicazione, senza l'obbligo di questa di darne comunicazione al commentatore. Gli autori possono richiedere che un commento venga rimosso, ma tale richiesta non implica la rimozione del commento, il quale potr essere anche negativo ma non dovr entrare nella sfera privata della vita dell'autore, commenti che usano parolacce in modo offensivo saranno tolti dalla pubblicazione. Il Moderatore de LaRecehrche.it controlla i commenti, ma essendo molti qualcuno pu sfuggire, si richiede pertanto la collaborazione di tutti per una eventuale segnalazione (moderatore@larecherche.it).
Il tuo indirizzo Ip sar memorizzato, in caso di utilizzo indebito di questo servizio potr essere messo a disposizione dell'autorit giudiziaria.