LaRecherche.it

« indietro :: torna al testo senza commentare

Scrivi un commento al testo di Giorgio Mancinelli
Flavio Ermini o la ricerca infinita della Poesia d���Autore

- Se sei un utente registrato il tuo commento sar subito visibile, basta che tu lo scriva dopo esserti autenticato.
- Se sei un utente non registrato riceverai una e-mail all'indirizzo che devi obbligatoriamente indicare nell'apposito campo sottostante, cliccando su un link apposito, presente all'interno della e-mail, dovrai richiedere/autorizzare la pubblicazione del commento; il quale sar letto dalla Redazione e messo in pubblicazione solo se ritenuto pertinente, potranno passare alcuni giorni. Sar inviato un avviso di pubblicazione all'e-mail del commentatore.
Il modo pi veloce per commentare quello di registrarsi e autenticarsi.
Gentili commentatori, possibile impostare, dal pannello utente, al quale si accede tramite autenticazione, l'opzione di ricezione di una e-mail di avviso, all'indirizzo registrato, quando qualcuno commenta un testo anche da te commentato, tale servizio funziona solo se firmi i tuoi commenti con lo stesso nominativo con cui sei registrato: [ imposta ora ]. Questo messaggio appare se non sei autenticato, possibile che tu abbia gi impostato tale servizio: [ autenticati ]
FLAVIO ERMINI o la ricerca infinita della Poesia dAutore.

lalto dei cieli
non ha fondamento n gravit lalto dei cieli
discosto com dal fuoco al pari del mondo abitato
che dalle acque creaturali viene circoscritto
per quanto non si tratti che di assecondarne la caduta
consentendo cos alle forze relittuali
di protendersi una volta ancora verso il principio
per misurare delle forme il grado di accoglienza
nellinclinazione dei sensi entro i poli del finito
in cui si situa il divino per annunciare il dolore
(Flavio Ermini)

Immagini per a-solo di poesia.

Con laffermazione La poesia non un genere letterario, tema del Simposio aperto nellOttobre 2017 alla Biblioteca Nazionale Braidense, Flavio Ermini, poeta, narratore e saggista, nonch direttore della rivista di ricerca letteraria Anterem fondata nel 1976 con Silvano Martini, di fatto conferisce alla poesia una prospettiva dinamica esclusiva che la distingue dalle altre forme narrativo-letterarie, in ragione di una di empatia sostanziale che laccomuna al canto e alla musica, per lo pi afferenti alla sfera del patrimonio immateriale. La poesia, non necessariamente scritta, offre quindi la possibilit di catturare molti aspetti della vita delle immagini che ancora oggi sfuggono alla descrizione letteraria, per quanto la si concentri in due ambiti distinti che si profilano nella nostra incompiutezza e nella nostra mancanza dessere, ancorch non rispondenti alla domanda sulla nostra esistenza:

Lessere umano il suo avvenire ma anche la domanda sul suo avvenire, cio non solo esiste, ma vuole sapere il perch della sua esistenza. (Fabio Squeo)

Da un lato, quindi, la rappresentazione onomatopeica della ricerca linguistica oltre che acustico-sonora che allorigine della parola, e che consente di riguadagnare la continuit originaria tra parola e mondo; dallaltro, lavanzare costante di una ricerca che adotta dalle varie scuole stilistiche, i differenti approcci teorici e metodologici, riguardanti il pensiero visivo e la percezione dellimmagine, qui intesa nellaccezione di percezione delle forme dellarte. La poesia dunque come forma darte a se stante di un pensare che pu strettamente coniugarsi con il poetare, alla luce di un rapporto sempre nuovo tra parola e senso, e per quanto la ricerca di senso oggi possa sembrare in contrasto con lattualit intimistico-minimalista inerente pi allindicibile che al non-detto. O, diversamente, con il linguaggio massimalista-globalizzato in cui la poesia ripone la riflessione sul senso che, seppure in differenti modalit di ricezione e comunicazione, ci non diminuisce la portata antropologico-culturale del messaggio poetico che racchiude in s.

La natura della poesia, infatti, si avvale di suoni suggestivi dimmagini che si traducono in lineamenti audio-visivi conformi alle diverse espressioni dellarte tout-court; e successivamente in forme connaturate al canto e alla danza (vedi il canto degli uccelli, la danza di corteggiamento di molte specie animali, ecc.). Ci che nel tempo ha permesso di penetrare luniverso sonoro dellhabitat in cui viviamo, riscattandolo da culture e tradizioni diverse, entrate a far parte del patrimonio immateriale dellumanit. Ma vedere la poesia nelle immagini della rappresentazione visiva, ed ascoltarne la musicalit intrinseca (nelle forme come nei colori), fa capo al concetto fondamentale della performance, (Victor Turner) inerente allestetica e al liminale:

La performativit pu essere utilizzata come chiave interpretativa di alcuni caratteri delle nuove tecnologie e in particolar modo pu essere una nozione utile per connotare di una veste teorica la costruzione di senso attraverso lagire favorita dagli strumenti mediatici digitali, oggi a nostra disposizione. Per comprendere appieno il concetto di performativit per necessario leggerlo come pratica necessaria a una ridefinizione critica del reale e potenziale non-luogo di margine e di passaggio da situazioni sociali e culturali definite a nuove aggregazioni sperimentali. La riflessione teorica sul concetto di performance permette infatti di penetrare le fenomenologie liminoidi (zone potenzialmente feconde di riscrittura dei codici culturali) e da qui anche la trasformazione sociale stessa (Wikipedia).

Poesia per immagini.

Con laver dato forma scritta al dire, attraverso il percorso accidentato dei segni grafici e, successivamente, alla sua trasposizione simbolica in quanto metafora figurativa, la poesia assurge alla sua forma preminente di creatrice dimmagini, raggiungendo il suo apice nellaver dato voce allimmagine che la rappresenta. Per cui attribuire alla poesia una certa corrispondenza e/o la relazione con limmagine (grafica, pittura, scultura, fotografia ecc.), inevitabile. Lalleanza introspettiva, di segreta comunicazione fra le parti, , per cos dire, incommensurabile. Al punto tale che unimmagine poetica anche senza la suggestione del verso scritto che laccompagna. Allo stesso modo che si pu vedere un componimento poetico, se non addirittura ascoltarlo, senza la necessit di utilizzo di una immagine o di una forma specifica darte. In questo la poesia paritetica alla musica, al canto e alla danza, perch: fonte di formazione e deformazione di un nuovo atto significante (Giorgio Bonacini).

Atto comprensibile di un prevedibile prosieguo di andare oltre la forma, aprire un varco subliminale al testo scritto o figurativo, alla esegesi della parola contenuta e/o scivolata negli interstizi bianchi che intercorrono tra le righe, in cui il dire risulta destrutturato dalla forma del voler dire o non voler dire (nel senso di edificazione); e dal logos in quanto pensiero e verbo (edificante) del poetare. Il dire del poeta ci parla di un altrove dov in opera una prospettiva rovesciata rispetto al mondo sensibile scrive Flavio Ermini (in Laltrove poetico Editoriale n. 95 - Anterem), in cui limmaginario il vero interfaccia del poeta che se non nomina le cose esperibili, pur si avvale di binomi di senso come: fisico-psichico, interiore-esteriore, indefinito e comunque intenso e/o estremo. Allora l altrove il Nulla e il Tutto loceano e il deserto, la germinazione e la seccura, la speranza e labbandono, il moto e la quiete, lessenza e lassenza, limmobilit e il trapasso, la stasi e la morte, plausibilmente contenuti nel dialogo poetico.

Immagini e forme queste, preminenti di concetto e contenuto, tuttavia impossibili da identificare e/o configurare se non nellambito di un altrove in costante trasformazione, nelle differenti modalit di una cultura recepita nelle sue diverse identificazioni verbali-acustiche e sonoro-musicali, nonch coloristiche e luminose che danno luogo alla trasparenza dellaere, in cui il senso smarrito della poesia si ritrova e ci orienta verso il mistero del nostro essere. Immagini coloristiche e forme poetiche dunque, come memoria storica dellesistenza antropico-naturale compresa tra realt massima e finzione estrema, allinterno di una location-abitativa e una docu-fiction in cui la presenza e/o lassenza umana si realizza nello sconfinamento di senso, allo stesso modo che nellespresso sentimentalismo e nellamore fugace, nella commedia liminale (farsa), come nella drammaticit luttuosa (tragedia), al livello della soglia della coscienza e della percezione.

Le dimore della poesia.

Qui si viene non per celebrare una dimora, un giardino, ma perch ci si persi cita Flavio Ermini (in Non c fine al principio Editoriale n. 94 - Anterem). La frase del filosofo Lacoue-Labarthe alla quale inavvertitamente sembra rispondere proponendo alla lettura unaltra frase: Se volete incontrarmi, cercatemi dove non mi trovo. Non so indicarvi altro luogo., del poeta Giorgio Caproni (in Laltrove poetico n. 95 - Anterem). Un non-luogo dunque che pure il luogo che ospita la domanda sullessere, testimoniando la profondit della physis quale si era rivelata agli albori del pensiero. Se si considerano qui le due frasi contigue, non senza una forzatura intellettuale, si potrebbe qui raffigurare un ossimoro dove dimora-persi / altro luogo (dove non mi trovo), spingono verso quell altrove dove non c fine n principio, che poi il luogo della poesia, in cui:

la natura pu ancora parlarci come allorigine parlava ... dove le antiche parole tornano alle nostre labbra come strappate al silenzio; vere quanto vero lo sgomento dinanzi allinconoscibile. (Flavio Ermini)

Ancora pi significativo il principio immateriale poetico espresso nella physis nel quale fin dallantichit si cerc di cogliere il senso della realt in cui luomo immerso nel suo divenire: La poesia impone di accettare lessere nel mondo in cui si d, e implica un interrogarsi sul venirci incontro della molteplicit, un interrogarci sul come la parola pu salvaguardare lessere dallapparenza. La parola poetica e quindi vera allorch fa s che lessere sia. in questo lasciar essere che la parola svela il senso (della poesia) ed dunque presso di essa quando ne preserva la differenza. Differenza in quanto termine di opposizione e contrapposizione che interviene a spiegare le realt particolari intrinseche della funzione poetica sottoposta al divenire, che devessere immutabile, previo linconfutabilit del pensiero che lha espressa, nel modo e nei termini del poeta, perch verit dellessere.

Il gioco filosofico (perch di questo si tratta) si avvale qui dellinterposizione di punti di riferimento alquanto labili, in cui la poesia sinonimo di mobile (solubile), contro la parola per sua natura immobile (insolubile), malgrado lalterit dei contrari che ne negano la relativa effettuazione. Si ha dunque che se possiamo considerare la parola come liquida per effetto della Retrotopia (Zigmunt Bauman) in atto; ancor pi la poesia si fa evanescente, si volatizza nellaere, spingendosi nella germinazione del nuovo che, al pari della fotosintesi clorofilliana savvale della metamorfosi della forma data, onde per cui dissoi-logoi le parti mutano ma tutto resta immutevole (Anassimandro), in quanto le differenze affermazione e negazione mantengono uno stesso valore.

Flavio Ermini, in qualit di scrittore e poeta si inserisce nel gioco sfruttando proprio questa formula inconfutabile con le sue pertinenti scelte Editoriali, interponendosi, per cos dire, nelle linee direttrici della raccolta dei testi che compongono ogni singolo numero della Rivista Letteraria Anterem.

Alcuni esempi di altrove poetico:

Non minteressa pensare al mondo al di qua del mondo (Nietzsche)
Si potrebbe dire che abbiamo due destini: uno mobile e senza importanza, che si compie; e un altro, immobile e importante, che non si conosce mai. (Musil)
Lontano dal cammino degli uomini. (Parmenide)
Ma i viventi commettono tutti lerrore di troppo forte distinguere. Fiorire e inaridire sono a noi ugualmente noti. (Rilke)

Alcuni dialoghi inerenti all altrove poetico:

Poesia e pensiero in dialogo - di Adriano Marchetti, in Anterem n. 95 - Dicembre 2017 (estratto).

Poesia e pensiero sono distinti come i due poli in cui si coniuga il linguaggio, in ci che vi di pi profondo, di pi elementare e pi iniziale, per vibrare infinitamente in tutta la sua estensione. [] Appartiene alla tradizione occidentale una poesia che parla nella convinta presunzione di essere poetica. Diventa arte, il suo rapporto con la filosofia apparso difficile, forse ossessivo. Nellarroccamento sul proprio territorio autonomo e nella irresponsabilit verso qualunque altra disciplina che ha attraversato, si riflettono i grandi stereotipi: si dice per esempio che la poesia irrazionale, emozione, sentimento, immaginazione, rivelazione. Mentre il pensiero sarebbe rappresentazione, razionalit, logica. Il filosofo, difende in forme diverse la sua idea. Il poeta maschera in forme diverse quellidea. Lambiguit che nel filosofo una colpa, nel poeta un pregio. [] I decostruzionisti giungono persino a ipotizzare che poesia e filosofia siano la stessa cosa e che si diversificano solo nella scrittura che utilizzano. [] La filosofia inizia come una domanda di senso e non ripudia la rivelazione verbale del canto. E la poesia sa di trasmettere un certo sapere.
C, per cos dire, una sovranit terroristica della poesia rispetto a una sorveglianza sapiente dei filosofi. Il tessuto del linguaggio filosofico si sottopone a una sorta di metafora continua, costringendo gli stessi concetti che utilizza a trasformarsi. In pi ambiti i filosofi riconoscono nei versi forme dellesperienza che gi hanno avuto una sorta di canonizzazione filosofica; si fanno aiutare dai poeti in ci che dicono a cornice della loro opera. Tuttavia non si tratta n di poesia filosofca n di filosofia poetica. Per comprendere tale indissolubilit e insieme singolarit occorre risemantizzare i due termini del rapporto. La poesia che pensa spporta la contraddizione, porta dentro di s il pensiero e resta come in attesa sulla soglia, lasciando che le domande siano sospese al centro della coscienza profonda e dolorosa dellambiguit. Da una parte il rigoglio dellessere e dallaltro la sofferenza facce di una stessa medaglia fanno s che il poeta assuma su di s, [] tutte le forme damore, di sofferenza, di follia (Arthur Rimbaud). [] La filosofia non smette dinterrogare la poesia e si trattiene su quella soglia dove la poesia continuando a pro-vocarla e a sfidarla, le restituisce le parole con un tono nuovo.
La poesia smaschera la filosofia se questa presume di essere lultima parola del mondo. Lultimissima parola non mai stata detta; risuoner al di l del mondo, altrove. [] Dal canto suo il pensiero impedisce al canto di essere poesia di se stessa. N identit n confusione, n esclusivamente ombra n piena luce, n reciproca impenetrabilit. Il loro dialogo possibile a condizione che il pensiero non sia ridotto a esoressione logica autosufficiente e che la poesia non sia compresa come un riflettersi estetico di se stessa. La nostra epoca, enigmatica nella sua oscillazione tra illimitata potenza e radicale alienazione, ci offre la prova dellassenza di fondamento. [] Il tempo favoloso della scoperta del mondo linfanzia del mondo solo un relitto alla deriva, e risibile il progresso nella sua presunzione di perfezione naturale. [] Il linguaggio raggiunge il poeta che lo eredita per la sua estrema sfida nellepoca di compimento ed esaurimento della metafisica. [] Anche la filosofia, o (ri)pensa se stessa su modalit conoscitive che a lungo andare la inducono a riconoscere il proprio vuoto, o deve uscire da s, dal circolo virtuoso dellautotrasparenza, rinunciando al dominio logico che si d ragione da s.
La separazione tra poesia e pensiero in realt una relazione unitiva dei due modi ritmici che portano il linguaggio al linguaggio. La poesia d da pensare al pensiero e si accolla il dovere di pensare, ma non si pensa. Da parte sua, il pensiero, bench con modalit differenti, scruta la poesia, impedendole di essere poesia della poesia, cio autolegitimazione di fronte al pensiero. Questultimo, per quanto assolutamente radicale, non in funzione di una conoscenza fondatrice, ragionevole e rassicurante, cos come la poesia non letteratura assoluta n tanto meno mistica ante litteram. [] La loro conversazione accade nellintersezione della loro comune origine. Lorigine non pu essere pensata n come nulla n come qualcosa; la poesia scaturisce tra quel nulla e quel qulcosa, tra lindefinito della negazione e la potenza dellaffermazione. Tra il nulla del nichilismo che nega il reale e lillusione della rappresentazione che imita la natura c questo luogo vuoto , in cui ci che pu apparire e raccogliersi nel suo dire silenzioso: un prima dellinizio, un movimento inaugurale vibrazione scaturente di ci che perviene continuamente a s.
Non c origine, ma accordo immediato con una perpetua nascita a cui sintonano i modi e le interrogazioni della scrittura, attraverso larte della variazione, della brevit esplosiva dellistante al vocativo ostinato, verso qualcosa che si rivela riservandosi. [] La parte radiosa, laltheia della physis, si lascia intravedere solo sfuggendo alla vista. Il suo dischiudersi universale appare nel suo ritiro in seno alloscurit, dove la parola si rifiuta di dimostrare e decifrare, facendo solamente segno alla sua scaturigine. (Del resto), se fosse la piena chiarezza, sarebbe compiuto e immutabile; se fosse totale oscurit, il suo accesso sarebbe impossibile. Lesperienza della rivelazione nella rivelazione stessa, nel circolo del rivelarsi sottraendosi. Il poeta corre il massimo rischio, arrischia la propria identit di poeta:

Io un altro, annuncia Rimbaud.
di insensato gioco di scrivere, dice Mallarm.
di cadere in servit di parole, parla Ungaretti.
(rischia) attraverso lintuizione della decreazione, lunico atto autentico di donazione la sua identit, affiora negli appunti di Simone Weill.

Il lavoro della poesia di Giampiero Moretti, in Anterem n. 95 - Dicembre 2017 (estratto).

[] La grandezza artistica (del fare poetico) pu mai essere storicamente efficace, pu inserirsi nel processo del divenire?; (la domanda cos posta nel saggio Problematica della poesia da Gottfried Benn), e si pone nella prospettiva evoluzionista interpretata in senso biologico-meccanico, e non invece in senso spirituale. Spirituale vuol dire per Benn: che il cambiamento, lo sviluppo, nel grande e nel piccolo, avviene in senso goethiano, in maniera tale cio che sia una variazione sul fondamento e non una variazione-accrescimento del fondamento.
In campo poetico, la differenza sta nel fatto che nel primo caso lindividualit lirica resta soggetta a una sostanza che, mutandosi, muta il soggetto poetico, mentre, nel secondo caso, lindividualit lirica assoggetta a s il fondamento che, il fatto, scompare nellIo che lo esprime. Il fondamento insomma, resta. [] In effetti, Benn sottolinea la preminenza della libert poetica dellIo lirico sulla meccanicit della sostanza interpretata in senso positivistico. []
Tra le considerazioni pi degna di nota, e massimamente in linea con il pensiero di Nietzsche, troviamo quella secondo cui lIo un tardo stato danimo della natura, e addirittura uno stato danimo fuggevole, ricondotta perci al contesto fortemente nietzschiano allinterno del quale e dal quale nasce la prospettiva poetica di Benn, quella affermazione significa che lIo ha un suo tempo, dal quale emerge, e che esso del pari fatto di tempo, e ci senza alternative, senza ulteriori possibilit che non siano veri e propri inganni, abbagli (non insomma finzioni poetiche volute). [] Tra queste due strettoie, lIo poetico esprime la sostanza, che non per mai un mero niente e che quindi non pu mai semplicemente appartenere allIo che la esprime. [] E tuttavia: quellespressione dellIo, gli appartiene come una cosa, una pertinenza (?) [] La poesia (e la sua espressione dellIo) non viene tanto legata e collegata alla vita spirituale del singolo, quanto piuttosto al suo corpo, come zona autenticamente antica, arcaica, in cui in qualche misura riposa lemozione come dimensione e fatto primario: non frutto di mero stimolo esteriore, dunque, quanto piuttosto di una temporalit interiore, profonda e intensa che nessun cervello pu oltrepassare o trascurare. []
Quella temporalit arcaica gi spirituale, ed al contempo un fatto, irraggiungibile tuttavia dalla scienza intesa in maniera diversa da Goethe. Entra qui in scena, secondo la nostra lettura di Benn, la sua proposta della poesia come un fare che abbia, al contempo, caratteri individuali e universali, aspetti sia di irripetibilit (e quindi in un certo qual modo se non proprio irrazionali quantomeno a-razionali), sia di stile, comunicativamente avvicinabili, questultimo, allambito del sapere. [] Poesia (quindi) come linguaggio e per come conoscenza, una mescolanza allinterno della quale non indisciplina e sregolatezza, bens disciplina e regola sono al centro del processo poetico. [] In questa prospettiva, possibile concludere che il fare poetico un fare ben pi somatico che cerebrale e che esso presenta caratteri di universalit non di rado iscritti nel corpo stesso del poeta non solo.
Affrontando la questione del sorgere e del significato della genialit Benn evidenzia efficacemente come, nella sua prospettiva, lelemento individuale (degenerativo) della genialit si trasformi in qualcosa di universalmente riconosciuto, accertato e celebrato soltanto nella misura in cui luniversalit popolare (oggi diremmo: il pubblico) ne decreta il successo che viene fondato, radicato diremmo noi sul corpo del poeta, vale a dire radicato in quelle profondit arcaiche le quali, sole, garantiscono una universalit non effimera allopera darte espressa dal genio. []
Le poesie vengono fatte, scrive Benn, e intende : le poesie non sono il resoconto, il racconto di stati danimo individuali e passeggeri. Il fare poetico dunque ora al centro della riflessione; il difficile ci che rende rara la poesia, consiste nel fatto che essa non ha tema-argomento ma deve trasformare ci che lesistenza sente in poesia. Se lesistenza sente se stessa solo se stessa, la poesia sar forse anche per certi aspetti ben riuscita, ma non vera in senso ultimo. [] Forse, ma non poco, se consideriamo che quella ricerca consapevole di unapparenza (che non pu mai, naturalmente, essere mera maniera) poggia a sua volta non tanto o soltanto sulla volont artistica del poeta quanto invece sulla potenzialit poetica dellessere. questultima, se cos stanno le cose, che libera la poesia come risultato puro e semplice dalle strettoie del mestiere. Naturalmente, indicare cosa, in una poesia, non va nella direzione suddetta, molto spesso ben pi semplice del contrario.
Si leggano con attenzione, a tal proposito, le pagine che Benn dedica a sottolineare i quattro elementi che (a suo dire) tanto frequentemente compaiono nelle poesie quanto altrettanto frequentemente, segnalano un cortocircuito nella poesia. In conclusione per il punto uno solo e uno soltanto, nella poetica moderna, la poesia del nostro tempo quella in cui la nostra esistenza si ritrova appieno, o almeno pu ritrovarsi lIo che, parlando di se stesso parla daltro, e questo altro non una sua proiezione, ma davvero Altro. E se non , tale parlare,una modificazione, davvero diventa difficile ipotizzarne una pi radicale.

Poesia dunque come variazione, cambiamento, sconfinamento, digressione, erranza.

Queste le tematiche ampiamente trattate dalla Rivista Letteraria da illustri studiosi traduttori e commentatori di saggi filosofici e poetici dei migliori e riconosciuti scrittori di ogni epoca, con particolare riguardo agli autori a noi contemporanei. Nelle sue pagine troviamo, inoltre a Flavio Ermini, Giorgio Bonacini, Vincenzo Vitiello, Carlo Sini, Alejandra Pizarnik, Laura Caccia, Enrico Castelli Gattinara, Alfonso Cariolato, Ranieri Teti, Massimo Don, Henri Michaux, Davide Campi, Mara Cini, Marco Furia, e numerosi altri collaboratori. Ma non tutto, sono regolarmente accolte inoltre le voci dei grandi poeti, come Friedrich Hlderlin, Paul Celan, Emily Dickinson, Giuseppe Ungaretti, Giacomo Leopardi, Marina Cvetaeva, Claude Esteban, Camillo Pennati, Rainer Maria Rilke, Yang Lian, solo per citarne alcuni. Anche se facile immaginare che nei 42 anni dalla fondazione della Rivista siano apparsi, verosimilmente, tutti o quasi sulle sue pagine.

Un pregio questo che attribuisce ad Anterem il primato di una lunga impegnativa produzione letteraria, della quale, Flavio Ermini, da sempre, mantiene alto il vessillo dellimpegno filantropico socio-culturale nel nostro paese. Non c fine al principio va quindi considerata come massima che da sempre distingue e sostiene Flavio Ermini, e va letta come impegno progressivo e conseguente nel duro lavoro di direttore e redattore della Rivista, giunta questanno al suo 95 numero con il quale si voluto in questo articolo, dare una risposta confacente a La poesia non un genere letterario, come abbiamo avuto modo di accertare. Relativamente a un modo dirompente e in qualche modo provocatorio di tornare ad argomentare un dialogo schiuso in illo tempore, ma pur sempre attuale, sul fare poesia e sul lavoro del poeta, con laffrontare tematiche vecchie e nuove inerenti e/o differenti allargomento poetico.

Lo attestano le numerose adesioni alle diverse sezioni del Premio, ed ancor pi le varie pubblicazioni indotte ad esso, come avviene ad esempio con Limina Collezione di scritture, e con Opera Prima che accoglie fra le sue pagine le voci di autori inediti e in parte sconosciuti nella scuderia del Premio intitolato a Lorenzo Montano giunto alla sua XXXII edizione, che la Rivista Anterem indice ogni anno nella ricerca infinita della Poesia dAutore. Autori che si aprono con spirito innovativo a questa parte legittima di infinito, dando maggiore forza al riconoscimento della poesia come forma darte a se stante, capace di affermare luniversalit del suo messaggio, sconosciuto in quanto imperscrutabile, suggestivo quanto pi ispirato. Afferente al pensiero e alla parola, cos come al canto e alla musica, in quanto voce poetica definitivamente liberata dai lacci misteriosi delle afasie di un linguaggio ampiamente superato, appartenuto al passato, per quanto glorioso, ma che oggi pur savvale della bellezza terrena dei sentimenti e dellebbrezza spirituale che inevitabilmente pervade luniverso futuro.

Flavio Ermini (Verona, 1947), poeta e saggista.
Dirige dalla fondazione (1976) la rivista di ricerca letteraria Anterem. Tra le sue ultime pubblicazioni: Poema n. 10. Tra pensiero e poesia, (poesia 2001; edito in Francia nel 2007 da Champ Social), Il compito terreno dei mortali (poesia, 2010; edito in Francia nel 2012 da Lucie ditions), Il matrimonio del cielo con la terra (saggio e poesia, 2010), Il secondo bene (saggio, 2012), Essere il nemico (pamphlet, 2013), Rilke e la natura delloscurit (saggio, 2015), Il giardino conteso (saggio e poesia, 2016), Della fine (prosa poetica, 2016). Collabora allattivit culturale degli Amici della Scala di Milano. Per Moretti&Vitali cura la collana di saggistica Narrazioni della conoscenza. Partecipa a seminari e convegni in molte istituzioni accademiche italiane e straniere. Vive a Verona, dove lavora in ambito editoriale.

Riferimenti bibliografici oltre quelli citati:
Fabio Squeo, Laltrove della mancanza nelle relazioni di esistenza, Bibliotheka Edizioni 2017.
Victor Turner, Antropologia della performance, Il Mulino 1993.
Wikipedia, Enciclopedia libera on-line by Wikimedia Foundation
Giorgio Bonacini, Prefazione a Linarrivabile mosaico di Enzo Campi Anterem Ed. Premio Lorenzo Montano Raccolta inedita 2017.
Zigmunt Bauman, Retrotopia, Laterza Editori 2017.
Gottfried Benn, Lo smalto sul nulla, Problematica della poesia, Adelphi 1992, in
Il lavoro della poesia di Giampiero Moretti, in Anterem n. 95 - Dicembre 2017.
Artur Rimbaud, in Poesia e pensiero in dialogo di Adriano Marchetti, Anterem n. 95 - Dicembre 2017.

Recensioni di Giorgio Mancinelli sul sito larecherche.it:

Flavio Ermini, "Il Giardino Conteso" - Moretti & Vitali, 2016. Pubblicato il 20/04/2016 04.
Flavio Ermini, Serata/Evento dedicata a Rainer Maria Rilke, a 90 anni dalla morte. Pubblicato il 29 dicembre 2016.
ANTEREM 91 apre il 2016 con uno straordinario numero da collezione. Pubblicato il 03/03/2016.
91 E NON LI DIMOSTRA ANTEREM RIVISTA DI LETTERATURA E POESIA . Pubblicato il 30/12/2015
Premio Di Poesia 'Lorenzo Montano' Edizione Del Trentennale. Pubblicato il 10/02/2016

Sitografia:
ANTEREM Rivista di Ricerca Letteraria: www.anteremedizioni.it Premio Lorenzo Montano: premio.montano@antermedizioni.it


 Franca Colozzo - 03/03/2018 11:29:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

@Giorgio Mancinelli.
Egr. dott. Mancinelli, sono onorata di fare la sua conoscenza. Sono stata favorevolmente colpita dal lungo excursus che mi dispiace di aver letto velocemente, data l’ora tarda, e che mi riprometto di approfondire al pi presto per le tematiche da lei sapientemente esposte. Non avendo avuto modo di porle delle domande per le ragioni di cui sopra, mi auguro di risentirla al pi presto e di avere altre occasioni per commentare le sue opere.
Avrei gradito, comunque, un suo parere in calce a quelli di altri autori del sito.
Buon fine settimana. Cordiali saluti. Franca Colozzo



 Franca Colozzo - 02/03/2018 20:18:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

@Giorgio Mancinelli. Rinvio ai commenti pubblicati sotto il mio saggio, dal titolo:"E’ morta la Poesia?", al fine di un’eventuale discussione con altri autori.
Trovo molto articolato ed interessante questo excursus e degno di approfondimenti. Buona serata. Franca Colozzo

Leggi l'informativa riguardo al trattamento dei dati personali
(D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196 e succ. mod.) »
Acconsento Non acconsento
Se ti autentichi il nominativo e la posta elettronica vengono inseriti in automatico.
Nominativo (obbligatorio):
Posta elettronica (obbligatoria):
Inserendo la tua posta elettronica verr data la possibilit all'autore del testo commentato di risponderti.

Ogni commento ritenuto offensivo e, in ogni caso, lesivo della dignit dell'autore del testo commentato, a insindacabile giudizio de LaRecherche.it, sar tolto dalla pubblicazione, senza l'obbligo di questa di darne comunicazione al commentatore. Gli autori possono richiedere che un commento venga rimosso, ma tale richiesta non implica la rimozione del commento, il quale potr essere anche negativo ma non dovr entrare nella sfera privata della vita dell'autore, commenti che usano parolacce in modo offensivo saranno tolti dalla pubblicazione. Il Moderatore de LaRecehrche.it controlla i commenti, ma essendo molti qualcuno pu sfuggire, si richiede pertanto la collaborazione di tutti per una eventuale segnalazione (moderatore@larecherche.it).
Il tuo indirizzo Ip sar memorizzato, in caso di utilizzo indebito di questo servizio potr essere messo a disposizione dell'autorit giudiziaria.