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���Misura del sonno��� - Una silloge verbovisiva di F. Federici

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"Misura del sonno" una ricercata cecit nella luce che abbaglia.

Una silloge verbovisiva di Federico Federici in Nuova Limina - Anterem Edizioni 2021.

Sono chiuse le pietre,
linvisibile impenetrabile.

Una dicotomia ineluttabile (se mi concessa), tra lessenza interiore e
lespansione dellanima che, nel silenzio della solitudine, (per presa coscienza), avalla una remissione di colpe senza nemesi, inappellabile nellatto di sottrarsi allapparenza della realt distopica, in quanto rappresentazione di una concretezza immaginaria del futuro. Una cercata forma di cecit in cui lautore sabbandona, in quel mondo estremo (terra di metamorfosi) che sempre appare nel sonno di chi veglia (R.E.M.), collocato in un contesto distante nel tempo e nello spazio

Gli sforzi della luce / sulla forma perfetta dellocchio / e del regolo nero del sonno. / La luce si affaccia alla gemma / e la forza ad aprirsi, a soffrire / senza molte altre qualit / una forza e un impedimento / a formarsi in unaltra maniera / secondo il tempo infinito di una foglia.

Si addensa il silenzio allorecchio / del mondo che si dichiara udibile / mondo indistricabile / delle cose mai dimostrate, taciute. / Si stirano le meningi / verso la rovina del risveglio. / La neve che ti volteggia innanzi / acquieta il canto dei pensieri.

detto che ogni luogo ha il suo destino che si infiltra negli spazi interstiziali del passato, di cui per nessuno conserva n memoria n immagine, tranne lo scrittore e il poeta, avviandosi lungo la strada dei propri desideri mai enunciati, (o chiss, forse dismessi?). qui che si perdono e si ritrovano le tracce appena lasciate, calcate con penna iconografica sul fare di una scrittura nuova quanto antica, che dai primitivi grafemi, sinoltra fin nei sistemi ideografici e pittografici dellodierna computazione verbovisiva (interazione simbolica) messa in atto dallautore

Prendine nota: / reali il vuoto e / il vento / pulviscolare / che attira la luce / nella fessura. [] (linsegnamento / degli ingrandimenti / riguarda anche i ciechi).

Vorticano astratte / miniature di astri / insetti / spiriti / e universi ventosi / agli angoli delle stanze.

Che sia il destino ultimo della scrittura di Federico Federici non detto. Lautore non ne fa menzione, di certo la sua cifra scrittoria, la sua misura del sonno quantomeno meditativa e quindi incommensurabile (in senso verbale-visivo), e/o forse inesprimibile se non considerata aleatoria (in senso sonoro-musicale). Nelluno e nellaltro caso, il processo di codificazione-decodificazione (da parte del lettore/fruitore) innegabilmente qualitativo quanto quantitativo di un pensiero idealizzato attraverso la rappresentazione grafica, senza altra necessaria mediazione se non quella visivo-quantistica evidenziata nel seguente canto

CANTO CXVII
chiaro scuro
sedia scuro
chiaro scuro
quando scrivo
un ()
lintera questione di (ecc.)
locchio: un punto di resistenza a (parole nel canale neurottico ecc.)
questo rumore granuloso + 3:
L I M P I D E Z Z A LIMPIDEZZA
le parole sono materia che si stampa:
geometria dellocchio +
geometria dellorecchio =

nella natura intrinseca allessere umano ricercare i segni della propria esistenza, che nel voler conoscere il proprio destino (ideal fate), rivolge allimplacabile oscurit del sonno i suoi costrutti di luce, onde avvenire a una qualche verit che pur non data, se non quella di nascere e di morire nei flussi e riflussi delle maree, dacque torbide di sangue nel suo venire alla vita, come di lacrime cristalline versate nel suo abbandonarsi alla fine

cos custode il silenzio / dei pensieri vuoti / si approssima il sonno / da lontano al cervello / sui suoi passi falsi.

Sbocciano / gli occhi dal sonno /gemme dopo il temporale / domande / alla soglia dello spirito / dove attecchisce il mondo.

Un respiro profondo. / Si tace. / Nessuno / scolpito / in questo silenzio. / Il filo del sonno / cuce cicatrici di luce.

Sussiste una sorta di immaginaria follia descrittiva in tutto ci, che lascia interdetto il lettore/recensore davanti alle illustrazioni (contenute nel libro), come si fosse in presenza di chi (lautore), navigando nel sonno, a un certo punto lasci il timone spingendo la nave alla deriva. strano come le percezioni saccavallino nel fragore silenzioso delle onde, nella sequenza delle pagine, nei cui spazi bianchi (al confronto coi neri degli inchiostri), irrompono le trame di racconti che, presto detto, sinabissano e riemergono nella lotta estrema contro la solitudine interiore, come a voler riempire il vuoto spazio del mistero

Ci che non si afferra / d corpo al vuoto
finch resta solo / movimento senza traccia

Un leggero morire
accarezza la cosa pensata.

Non la met
n lintero (come di uno scegliere non necessario).

-Da queste lontananze ci parla Federici Dalle distanze sorgive dellessere. Da una profondit originaria. Dalla sua lingua anteriore. Dalle parole di cui si figli. (dalla presentazione di Laura Caccia).

nella misura del sonno che la vibrazione poetica di Federico Federici, facendo leva sullimmaginazione creativa (di colui che osserva), nonch su quella estrema dellascoltatore che legge (la propria voce), sposta il limite della visualizzazione/verbalizzazione dei propri costrutti (intellettuali), portando allevidenza una sua personale quanto ricercata cecit nella luce che tutto abbaglia

i propri sonni come i suoi improvvisi risvegli.


Note dAutore.
La silloge qui presentata in due lingue: italiano e tedesco a fronte, alla stregua di un vero libro darte con numerose riproduzioni illustrate che impreziosiscono i testi ad esse afferenti. Fanno seguito alcune note esplicative riguardo al dove e quando ogni singola composizione venuta alla luce, la sua immanenza in quei luoghi del silenzio imparziale che nutrono i nostri sonni, i labirinti oscuri e i paesaggi luminosi della nostra mente.

Nota del recensore:
Tutti i virgolettati sono di Federico Federici, autore inoltre di arte concettuale, scrittura e fisica. Nel tempo, ha partecipato a mostre e installazioni darte. Tra i suoi libri figurano Lopera racchiusa Premio Lorenzo Montano 2009, Mrogn Premio Elio Pagliarani 2017; Profilo Minore , a cura di Andrea Cortellessa Aragno 2021.

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