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Abel

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mio fratello è innocente.

 

dite al cane guardiano

a guardia delle vostre convenzioni

di lasciarlo andare al suo agro

 

a ingobbirsi con i piedi nel limo

come sempre l'ho visto fare

prima d’ogni albore.

 

io sono la bestia beneamata

la vittima per attitudine

che non s’oppose a quell'atto dìsparo

 

né confortai il carnale

comparendo con la canestra colma

compiacendomi del favore

ch’ebbe invece la mia grassa e belante offerta.

 

mio fratello è innocente

perché io stesso avrei detto:

– andiamo in campagna!

 

cosa cercate nei miei pensieri

degno di voce?

 

ho un sapere ovino – io –

ignoro l’esegesi delle Scritture

il belato è la lingua che intendo

mungo e so arricciare il labbro quando è tempo

 

io:

vittima che non fu mai fratello

del malchiamato fratricida.

 

che il mio sangue sia stato gradito

– gustato

come l’ultima sigaretta.

 

 

(da: Luminol - 2018)

 Klara Rubino - 23/01/2020 10:19:00 [ leggi altri commenti di Klara Rubino » ]

Grazie Giovanni Abbate, cercherò luminol, perché la profondità del tuo pensiero mi può aiutare a crescere.
Ho apprezzato molto certe scelte lessicali, tra loro coerenti,che riportano ad un tempo arcano e a luoghi agresti e pastorali.
Sintetizzarei il messaggio con alcuni dei tuoi versi, particolarmente significativi:

"io:
vittima che non fu mai fratello
la Vittima per attitudine
che non s’oppose...
né confortai...
compiacendomi del favore
Ignoro l’esegesi delle scritture.

Io stesso avrei detto - andiamo in campagna!-"

Stiamo attenti pertanto quando giudichiamo gli altri seguendo superficialmente le convenzioni, perché a guardarci ben dentro...giudichiamo anche noi stessi, dato che non siamo spesso così diversi, ci illudiamo di esserlo!

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