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Il ricordo di nonna Giuseppina

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Io ti rivedo, nonna

nel pallido sembiante,

non ho ricordi, ma

la lunga treccia, delinea

i tratti delicati.

Non ho ricordi e sempre,

i tuoi capelli denotan gli occhi

belli,

i gesti, gli atti.

 

Io ti ricordo nonna,

perché mi dice il nonno:

socchiudi appena gli occhi

e ancor la rivedrai.

 

Come sei bella nonna,

nell’abito nuziale,

le lacrime del sole

irrorano il tuo volto.

 

Figliola, mi ammalai,

ma non volevo dire

al nonno,

ai miei germogli che stavo...

per morire.

 

Come sei bella nonna,

mi appari come in sogno,

qual rosa tra le spose

dal delicato stelo.

 

Pinuccia, io non sapevo...

Un giorno ebbi paura;

io non avevo voglia di avere

il mio ritratto.

Ed era troppo tardi,

quando ne chiesi uno.

Nipote, io non volevo

che un labile abbandono

tradisse i sogni infranti,

svelando le mie pene.

 

Pinuccia, ti vedevo

insieme al papà tuo

guardare fra le ciglia,

la lacrima sospesa

è per la nonna, vero?”

 

Ritorno al mio mistero

per dirti alcune cose:

le foto che non vedi,

risplendono

nel cielo.

 

Quell’unica che volli,

che quasi reclamavo,

fu solo un espediente

perché non stessi male.

Non fu scattata.

 

Pinuccia, ti vedevo

di già nel preesistente

con i tuoi capelli sciolti

e l’abito da sogno.

Mi hai chiesto: ti somiglio?

 

Ti rispondevo: molto.

Ascolta:

apri il mio scrigno;

ti ho lasciato

un ricordo1.

1La Nonna mi lasciava, in ricordo, la sua treccia.

 

** Parlo della nonna Paterna, perché la Materna ha il medesimo nome. **

 

 Salvatore Pizzo - 24/12/2019 18:24:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

Bella ed emozionante la rileggo.
Un abbracio e tantissimi auguri

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