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al testo di Anna Cenni
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Vidi una notte agonizzare languide viole, con nivee sbavature di colore. All'alba la sua bocca si fece profezia inciampando tra radici e frasche del giardino, disse che il tempo ora è rimosso e se si vive tra i fossati non si ambisce ad alte vette. Risposi allora, spogliando di prudenza la mia lingua, che i sogni trafelati anche tra pozze intorbidite sono portati in cima a nuvole sospese, e quando a te poi penserò, un vento caldo mi porterà la voce, la tua, di vela chiara che non saprò dimenticare. Si schiusero così le viole al mio sussurro, e il cielo si scostò svelando una scia di luce, il caos si sciolse in oro rosa e fu di colpo indicibile sostanza.
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