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Dolce Nera

Ho sempre pensato, dato il mio viscerale trasporto letterario verso lo zio Luigi Pirandello che, come lui, il mio feretro se ne andasse via senza nessun accompagnamento di rito, da solo, in silenzio, su un carro tirato da solo due cavalli stanchi. Ma cos purtroppo non stato! 

La Dolce Nera, ho sempre chiamato cos la morte, giunse imprevista una notte di un giorno qualunque. Non importa il giorno, ne il mese ne tanto meno lanno; molti pensano invece che lanno sia importante, scongiurano sempre che arrivi pi tardi possibile. Perch ? dico io!Il bello della vita proprio questo, le cose impensate e inattese colorano spesso la nostra esistenza, come una cascata fulminea di pietre rotolanti sullasfalto di una strada affogata di auto. 

Cos me ne andai proprio come quando cade un quadro, come scrisse A. Baricco  nel suo Novecentoil quadro, di sorpresa, senza nessun motivo apparente cadde gi; cos la mia vita giunse allepilogo. 

Non mi resi conto di nulla, del resto come potevo? Avvert solo una grande leggerezza e di botto mi ritrovai attorniato da persone a me sconosciute. Fluttuavo tra loro, passavo attraverso loro, ma non capivo il perch di quello strano stato, ne mi posi delle domande. Sentivo solo che quella condizione improvvisa forse era naturale quasi mi divertivo a guardare tutti quegli sconosciuti che brusivano qualcosa che le mie orecchie non riuscivano a percepire. 

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