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Di Auschwitz  parliamo... 

per non dimenticare;

eppure più a Sud al di là del mare,

oggi un centro di prigionia ammettiamo.

 

Roma, trecento e venti i deportati

divisi in uomini, donne e bambini,

che fin faranno nessun lo sa;

proprio da lì, alcuni erano scappati.

 

Migliorati non siamo:

gli stessi indifferenti 

a certi accadimenti 

d'altri figli d'Abramo. 

 

 Klara Rubino - 27/01/2019 17:26:00 [ leggi altri commenti di Klara Rubino » ]

Carissimi Dalvatore, Maria e Giovanni ho voglia di ricordare in questo momento il testo della canzone di Bob Dylan

Blowin’ in the wind

Di Bob Dylan

Testo della canzone (lingua originale)


Blowin’ in the wind

 

How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
Yes, ’n’ how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, ’n’ how many times must the cannon balls fly
Before they’re forever banned?
The answer, my friend, is blowin’ in the wind,
The answer is blowin’ in the wind(1).

How many times must a man look up
Before he can see the sky?
Yes, ’n’ how many ears must one man have
Before he can hear people cry?
Yes, ’n’ how many deaths will it take till he knows
That too many people have died?
The answer, my friend, is blowin’ in the wind,
The answer is blowin’ in the wind.

How many years can a mountain exist
Before it’s washed to the sea?
Yes, ’n’ how many years can some people exist
Before they’re allowed to be free?
Yes, ’n’ how many times can a man turn his head,
Pretending he just doesn’t see?
The answer, my friend, is blowin’ in the wind,
The answer is blowin’ in the wind.

 


Testo della canzone (Traduzione in italiano)

Traduzione a cura di Ermanno Tassi


Se ne va nel vento


Quante strade deve percorrere un uomo
prima di essere chiamato uomo?
E quanti mari deve superare una colomba bianca
prima che si addormenti sulla spiaggia?
E per quanto tempo dovranno volare le palle di cannone
prima che vengano bandite per sempre?
la risposta, amico mio, se ne va nel vento,
la risposta se ne va nel vento

Per quanto tempo un uomo deve guardare in alto
prima che riesca a vedere il cielo?
E quanti orecchie deve avere un uomo
prima che ascolti la gente piangere?
E quanti morti ci dovranno essere affinché lui sappia
che troppa gente è morta?
la risposta, amico mio, se ne va nel vento,
la risposta se ne va nel vento

Per quanti anni una montagna può esistere
prima che venga spazzata via dal mare?
E per quanti anni alcuni possono vivere
prima che sia concesso loro di essere liberi
E per quanto tempo può un uomo girare la sua testa
fingendo di non vedere
la risposta, amico mio, se ne va nel vento,
la risposta se ne va nel vento.

 
pubblicati su www.riflessioni.it


Condivido con voi che avete condiviso.

 Giovanni Rossato - 27/01/2019 11:05:00 [ leggi altri commenti di Giovanni Rossato » ]

Si, l’incivilimento umano è per lo più un’apparenza, solo bestie vestite da festa.
Grazie per i tuoi versi.

 Maria Musik - 27/01/2019 09:52:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

Klara, a che serve un Giorno della Memoria se la Memoria viene rimossa dalle ruspe?
Si possono cucire bocche e chiudere gli occhi... ma non a tutti, neanche ai morti.
Grazie!

 Salvatore Pizzo - 25/01/2019 19:36:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

Metti il dito nella ferita, amica mia. E lo metti con avvedutezza: anche di quei richiedenti asilo non si sa la sistemazione e nemmeno il motivo per una simile brutalità, se non per l’icapronirsi di una politica che, contando sulla labilità della memoria in quella zona grigia maggioritaria della società, punta ad averne avvallo per ogni genere di schifezza ed orrore...
Grazie per questi versi

 Giulia Bellucci - 25/01/2019 10:53:00 [ leggi altri commenti di Giulia Bellucci » ]

Buongiorno Klara.
Sì infatti avevo immaginato. Concludevo dicendo che forse era stato voluto così e a me piace così. ogni tanto mi diverto anche io a scrivere qualcosa in metrica, ma non è fondamentale nell’esprimere ciò che si vuole esprimere e tu lo hai fatto benissimo.
Della petizione sapevo già e l’avevo anche firmata e condivisa proprio ieri sulla mia pagina fb.
Ma non so se qualcuno dei miei amici l’ha poi firmata, perchè non so quanti sono sensibili a questi argomenti. Come dicevi tu, da una parte celebriamo, dall’altra ignoriamo volutamente ciò che accade oggi...

 Klara Rubino - 25/01/2019 10:30:00 [ leggi altri commenti di Klara Rubino » ]

C’è una petizione rivolta a Mattarella

https://www.change.org/p/fermiamo-le-deportazioni-ora-quirinale-roberto-fico-giuseppeconteit-pontifex-it-castelnuovodiporto-cara?pt=AVBldGl0aW9uANvW2AAAAAAAXErU8qG30Cs5ZTJkMWEyZQ%3D%3D&source_location=topic_page

 Klara Rubino - 25/01/2019 10:07:00 [ leggi altri commenti di Klara Rubino » ]

Cara Giulia quel verso è un esempio di integrazione, andrebbe lasciato per questo dov’è, col tempo può anche adeguarsi al contesto spontaneamente, tipo così:
" di loro tutti ignorano i destini".
Care Franca e Giulia,
In questa poesia sto parlando di ciò che è iniziato ad accadere tre giorni fa al Centro Accoglienza Richiedenti Asilo ( CARA) di Castelnuovo di Porto, vicino Roma.

Per ragioni di opportunità economica, secondo i rigidi eppur sempre sgangherati conti dello Stato, il ministro ha deciso di chiudere il centro entro il 31/01 corrente anno.
Aperto da un decennio, vi lavorano/ avano in 105 della cooperativa auxilium, ospitava 550 richiedenti asilo in attesa di risposta definitiva, offrendo progetti di sana integrazione.
Ospitava anche bambini, che andavano a scuola, inseriti nel contesto,da un giorno all’altro, per ordine d’una autorità superiore, portati via, non si sa dove; anche un ventenne senegalese, Cissè , che è il bomber della squadra di calcio del paese di Castelnuovo di Porto, un diacono della parrocchia, etc. etc. Ognuno di loro ha una vita, ed è trattato come il manichino di un magazzino da sgomberare.
Ciò che inquieta è proprio l’assenza di una chiara destinazione.
È intollerabile questo, rende oltretutto la decisione presa ingiustificabile, non le si può neanche attribuire una convenienza di natura economica che comunque dovrebbe quanto meno essere mediata con l’opportunità circa il rispetto dei diritti.
Un esempio di uguaglianza e integrazione sostituito da un esempio di sopraffazione autoritaria nei confronti di una determinata categoria di persone, richiedenti asilo.
Bel lavoro!

 Franca Colozzo - 24/01/2019 20:58:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Klara, come recita l’ultimo verso della mia ultima poesia "Penso a te, padre":
...Esser nazisti oggi suona strano.
Eppur ritorna ancora integra l’onta
quando si nega anche un tozzo di pane
al migrante respinto all’altra sponda.

La storia si ripete malgrado tutti i tentativi delle persone di buona volontà di far riemergere alla memoria la lezione del passato. Quest’ultimo cova sempre dentro di noi, nell’egocentrismo insito nell’uomo e nell’opportunismo del momento.
Conviene sempre credere a quei venditori di fumo che adombrano scenari apocalittici anche di fronte a piccoli drappelli di migranti (molti lasciati morire o respinti nei lager della morte, in Libia).
Le pecore belanti accondiscendono sempre al condottiero purché siano lasciate pascolare in pace. Occhio non vede, cuore non duole.
Ti auguro una buona serata.




 Giulia Bellucci - 24/01/2019 18:40:00 [ leggi altri commenti di Giulia Bellucci » ]

Credo che siamo sulla medesima lunghezza d’onda...per quanto concerne il fatto che a volte si fa solo un gran parlare ma poi finisce tutto lì...
Scusa per il termine qua e là, mi aveva ingannato il fatto che la seconda strofa non rispetta lo schema incrociato, per questo ho preferito non azzardare.
Quel decasillabo tronco potresti modificarlo in endecasillabo usando altre parole, ma forse è stato voluto così ...

 Klara Rubino - 24/01/2019 17:20:00 [ leggi altri commenti di Klara Rubino » ]

Ciao Giulia sono rime incrociate diverse x ogni strofa di endecasillabi o settenari; eccezione fa il verso "che fin faranno nessun lo sa" sarebbe stato un endecasillabo tronco se avessi lasciato "fine", ma mi è sembrato che così, prova a pronunciarlo più volte di seguito, richiami la sensazione di un’onda che prima ti solleva e poi ti rimette dove t’ha trovato : si chiama Italia forse x quegli immigrati,
oltre che essere una frecciatina alla falsità del linguaggio poetico a volte.
grazie per il tuo passaggio e sostegno.
Un abbraccio.

 Giulia Bellucci - 24/01/2019 15:25:00 [ leggi altri commenti di Giulia Bellucci » ]

Fai bene a sottolinearlo Klara. Le celebrazioni devono servire affinché non accadano più eventi simili. Ma intanto c’è qualcuno che fa il cuore duro e continua a ripetere che non si smuove dalla sua posizione. Come si può non indignarsi...
Un caro saluto.
Ah, ho apprezzato molto le rime qua e là. Poi ho notato che hai utilizzato settenari e endecasillabi. Spero di non sbagliare, perché la mia analisi è stata proprio ‘a occhio’. Comunque sua complimenti.

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