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(i cani non latrano ,
la pentola fischia,

sotto le soglie

mormorano voci
e piove)

 

nell'istante del contatto,

incollati ai muri 

in volumi rossi e tondi, 

consegniamo a una tazza bollente
l'implosione della notte.


(nell’ordinarietà degli spifferi, 

ancora piove)

 

 

 

 

 Ferdinando Battaglia - 22/05/2012 18:53:00 [ leggi altri commenti di Ferdinando Battaglia » ]

Sì, è tutto ciò che già è stato detto. E’ una bella "minesta antica", coem è antico l’essere umano e il suo desiderio di felicità. Però che bello: ancora piove!

Ciao Lory

 Luciana Riommi Baldaccini - 22/05/2012 17:28:00 [ leggi altri commenti di Luciana Riommi Baldaccini » ]

"è la vita nel’ordinarietà...": molto bella la tua visione poetica di questa complessa ordinarietà

 Giovanni Degli Esposti - 22/05/2012 16:09:00 [ leggi altri commenti di Giovanni Degli Esposti » ]

A me sembra di non dovermi soffermare sull’immagine del piccolo momento semplice, nella storia di tutti i giorni, ma voglio entrare in quell’intimo di sensazioni più profonde alle quali tu sembri invitarci ad accedere, Loredana... perchè già so che, come sempre nella tua poesia, là risiedono le emozioni tue purissime. E ci inviti con quel continuo gocciolare della parola "e piove"... e ci inviti evocando il mormorio delle voci ordinarie e gli spifferi e i soffi. Ci inviti dove? Forse, io penso, attorno a quella pentola che fischia, unico suono che si eleva sul brusio dell’ordinario e sulla pioggia ("neanche i cani latrano"). E’ quello, in quell’attimo specifico, il motore delle tue emozioni. Un fischio che porta a pensieri sull’ordinarietà delle cose e sulla straordinarietà del nostro esistere, giorno per giorno, in questo "ordinario stare"... e sapere che col nostro piccolo e con le nostre grandi emozioni, forse possiamo cambiare il gusto di quella "minestra antica"

 Silvia De Angelis - 22/05/2012 16:01:00 [ leggi altri commenti di Silvia De Angelis » ]

Nella ripetitività del quotidiano, talvolta insipido, bisogna saper accettare la precarietà dolente di attimi di vita...
Sempre bello leggerti mia cara

 Carla de Falco - 22/05/2012 15:56:00 [ leggi altri commenti di Carla de Falco » ]

bella tutta. anche a me è piaciuta la minestra antica, mentre nella tua pioggia ho letto un pianto.

 Franca Alaimo - 22/05/2012 15:41:00 [ leggi altri commenti di Franca Alaimo » ]

La quotidianità familiare è quella dimensione che ha la ripetitività consolatoria dei riti( da qui l’antica come aggettivo attribuito alla minestra). Già, ma essa non può sottrarre nessuno alle altre voci (ce n’è sempre qualcuna, anche se i cani non latrano, a insinuarsi)e agli spifferi taglienti del dolore che giungono dall’esterno. Non esiste uomo sulla faccia della terra che possa vivere solo per sè. Il nostro mondo sta sempre dentro l’altro più vasto.
Una poesia con tanto pensiero dentro.

 cristina - 22/05/2012 14:48:00 [ leggi altri commenti di cristina » ]

Che bella, Loredana. Magnifica l’apertura che dice tanto, come tanto dice pure quel "e ancora piove" : un sospiro, la constatazione che più di tanto non possiamo fare eppure dobbiamo vivere con la dignità e la fedeltà a noi stessi che ci suggerisce "la pentola" che "fischia una minestra antica". Davvero intenso il tuo poetare. Ciao.

 Giuseppe Terracciano - 22/05/2012 12:15:00 [ leggi altri commenti di Giuseppe Terracciano » ]

Cara Loredana, mi è piaciuta molto. Vi ho respirato un senso di attesa e di ascolto. "minestra antica" a mio modesto parere non rende molto. Molto bella la ripetizione finale. Un abbraccio.

 Roberto Perrino - 22/05/2012 07:55:00 [ leggi altri commenti di Roberto Perrino » ]

<<è la vita nell’ordinarietà>> è lo stesso <<nulla>> di prima, un nulla pieno di vita, di piccole cose e gesti quotidiani, insignificanti se presi ad uno ad uno, ma "costituenti" nel loro insieme. <<non pervenuto>> non è <<inesistente>>.

 Massimo Caccia - 22/05/2012 07:09:00 [ leggi altri commenti di Massimo Caccia » ]

Le cose qualunque acquisiscono un senso, quando descritte in tutta semplicità e poesia. Un attimo sospeso nel vuoto della quotidianità, mi viene da aggiungere. L’attimo che coglie il senso dell’intero quotidiano.

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