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Antonio De Marchi-Gherini

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[ Intervista a cura di Roberto Maggiani ]


DOMANDA.
Come ti presenteresti a persone che non ti conoscono? Chi è Antonio De Marchi-Gherini?

RISPOSTA.
Un artista tout court, un poeta totale, nell’accezione primigenia del gruppo ’63, e sostenuta fino alla fine, della sua non lunga vita, da Adriano Spatola. La spina nel fianco al conformismo poetico imperante, alla restaurazione lirica e romantica praticata a partire dalla ‘parola innamorata’, dal neo-orfismo ai miti reinventati, mentre fuori tutto un mondo sta crollando e i valori di riferimento sono altri. Quindi non c’è più osmosi, passaggio di notizie, interesse attorno al tema poesia.
La poesia è diventata una specie di convento di clausura dove alcuni adepti si scambiano i ruoli, io scrivo tu mi leggi, poi tu scrivi ed io ti leggo e così via.
Questo crea un mercato asfittico di do ut des, e chi ha più da offrire si impalca a vate, solo perché ha trovato, a furia di sgomitare, la via giusta per arrivare al grande editore e così essere considerato a tutti gli effetti un poeta laureato, mentre altri cento, bravi quanto lui e forse anche di più, stanno a contrattare con una milizia di editori piccoli e medi, dagli appetiti voraci, quanto costa pubblicare la loro opera che quasi nessuno leggerà e non verrà distribuita, né sostenuta con una qualche forma di pubblicità.
Entrate in una libreria qualsiasi di Milano, di Roma o di Como, sempre uguale, trovate uno spazio grande come un armadietto da spogliatoio, lì ammassata troverete tutta la poesia, dalla Commedia di Dante all’ultimo libro di Franco Loi, quando c’é.


DOMANDA.
Ci tratteggi la tua storia artistica? Sei scrittore, poeta visivo e sonoro. Hai prodotto opere visive e grafiche, con tecniche varie, sparse in gallerie alternative e archivi di tutto il mondo. Che cosa è l’arte per te?

RISPOSTA.
Innanzitutto bisogna avere uno smisurato interesse per tutto quello che è arte, scrittura, creatività in senso lato e olistico, insomma la famosa poesia totale di cui parlavo sopra.
Detto questo ho cominciato ad operare con la poesia visiva negli anni ottanta, frequentando saltuariamente Ugo Carrega, Adriano Spatola, Gio’ Ferri, Luciano Caruso, ora purtroppo deceduto, e molti altri, facevo e faccio veloci puntate in città per tenermi aggiornato sui nuovi temi e stilemi dibattuti, poi fatte le mie riflessioni, mi metto all’opera. A volte nascono poesie visive pure, altre volte degli ibridi di testo e immagine condensati, ad esempio Xilolen un testo di fine anni ottanta, che ora è anche un’opera lirica musicata da Franco Ballabeni.
Poi sono debitore di una libertà anarchica, che la mia educazione borghese non mi avrebbe mai permesso, acquisita collaborando con artisti e poeti totali come Carla Bertola e Alberto Vitacchio con la loro ‘Offerta Speciale’ a Torino e con ‘Terra del Fuoco’ di Carmine Lubrano a Napoli, o più didattica e conformista, la mia partecipazione alla ‘fondazione’ di Tracce e Post-scriptum, che comunque mi è servita come prima palestra ‘critica’. Ricordo di aver intervistato Franco Cavallo, un bravo poeta di Napoli, direttore della rivista ‘Altri Termini’, scomparso qualche anno fa e altri. Dall’incontro con questi artisti-poeti sono nate le personali, le microcollettive a tre quattro artisti, le collettive in tutte le parti del globo, e le partecipazioni all’Arte Fiera di Bologna. In seguito ho partecipato anche alla 49° Biennale di Venezia con Bunker Poetico curato da Marco Nereo Rotelli e Adam Vaccaro, (giugno 2001).
Ma quello che ci tengo a dire è che considero l’arte un atto gratuito svincolato da leggi di mercato, possibilmente fruibile da tutti, e che sia anche d’aiuto ai più deboli, non è un caso che gli ultimi lavori di grandi dimensioni li ho fatti per alcuni dipartimenti universitari di Spagna, Francia e U.S.A., che si occupano di disturbi mentali e di arteterapia.


DOMANDA.
Per realizzare le tue opere visive e grafiche quali tecniche utilizzi?

RISPOSTA.
Io parto dal presupposto che in arte ormai sia stato detto tutto, quello che si fa è ripetizione, ma deve essere una ripetizione intelligente dove tu, pur utilizzando idee e strumenti già visti, ci metti del tuo.
Uso molto il collage perché se c’è una macchia di colore, un particolare grafico, un’inezia che trovo su libri, riviste patinate o anche depliants pubblicitari, basta strappare, assemblare, aggiungere le parole o le lettere dell’alfabeto giuste e il gioco è fatto.
Altre volte su veri e propri quadri dipinti a tempera a olio o con i colori acrilici, ma che sembrano insipidi, basta aggiungere un frammento d’immagine, dei graffi, delle ustioni o altro, e il lavoro raggiunge il livello estetico che mi ero proposto e veicola il messaggio che avevo in mente di trasmettere. Chiaramente, a volte, il messaggio è un’opera aperta, nell’accezione, di Umberto Eco, cioè un’opera che lascia libera scelta di interpretazione al fruitore, lettore.
Questa tecnica, comunque, intendo l’idea di opera aperta, è stata applicata anche a diverse pubblicazioni di poesia lineare, ad esempio ‘La passeggiata di Carmen’(1985), ‘La guerra ascellare’ (1989) e buon ultimo ‘L’Altro (L’evanescenza dell’Angelo)’; non è che io parta dicendo adesso faccio un’opera aperta, succede dopo, rileggendola capisco che è carica di polisensi, di multiformi significati che possono essere agganciati e compresi dal lettore in base alla sua cultura ai suoi giudizi e anche pre-giudizi.


DOMANDA.
Scrittura e arti grafiche sono forse necessarie, insieme, per completare un qualche tuo percorso di ricerca? Voglio dire, sono tra loro complementari o l’una potrebbe sostituire l’altra?

RISPOSTA.
Credo di aver in parte già risposto a questa domanda. Il pensiero nasce prima come immagine, poi si genera come verbum, parola; ma non è detto che si possa praticare il processo inverso, utilizzare l’immagine da sola per far sgorgare dalla mente e dal cuore un insieme di parole e immagini ulteriori, evocative di situazioni piacevoli o meno che si sono vissute o che si vogliono trasmettere.
E d’altra parte siamo ancora, ma poi cambierà anche questo, in piena epoca dell’immagine, basta pensare alla rivoluzione di questi ultimi vent’anni, circa l’accelerazione che abbiamo avuto nella comunicazione che quasi è divenuta afona, perché tutto avviene via cellulare, e-mail con allegati di immagini o foto in movimento ecc.
Per finire, torno a dire che immagine, suono, gioco fonetico sulla parola o sul verso, pittura, installazione, scultura…tutto fa parte della poesia totale.


DOMANDA.
Parliamo della tua poesia, quali sono i tuoi incontri importanti, la tua formazione, le tue pubblicazioni, ma soprattutto perché hai iniziato a scrivere?


RISPOSTA.
Pier Paolo Pasolini conosciuto a Bari, alla libreria Laterza nel 1973, qualche anno prima della sua morte, e poi frequentato per un certo periodo in altri incontri pubblici e privati, colpiva in lui, a parte quella particolare voce metallica, l’amore sconfinato per l’arte la poesia e la cultura come strumento di riscatto delle classe operaia; in seguito la lettura e lo studio delle sue opere e di tutto quello che mi passava per le mani, sia in prosa che in poesia. Poi le lezioni di Filosofia Antica di Giovanni Reale all’università cattolica di Milano, un uomo che sapeva, e sa, inculcare l’amore e la passione per il bello, anche partendo da un frammento di sei, sette parole.
Ma qui l’elenco si dovrebbe allungare con Vincenzo Consolo, Stanislao Nievo, Domenico Rea, David Maria Turoldo, Luciano Erba.
Ho iniziato a scrivere verso i trent’anni, un po’ prima a dedicarmi alle arti visive, con le idee, allora un po’ confuse, poi sono entrato nel ‘merito’ e anche la produzione verbo-visiva e grafico scritturale ha assunto una valenza ben precisa.
Ho pubblicato sei raccolte di versi, più un certo numero di plaquettes.

DOMANDA.
Sei uno scrittore, ma prima di tutto un lettore. Quali sono gli autori e i testi sui quali ti sei formato e ti formi, che hanno influenzato e influenzano la tua scrittura?

RISPOSTA.
I primi, i più grandi, e tali resteranno sempre per me, sono gli scrittori russi da Dostoevskij a Cechov, Bulgakov, Pasternak, poi viene il letto e riletto Kafka, tra gli italiani preferisco di gran lunga, ma ho letto di tutto, Federigo Tozzi e sono sempre a caccia di edizioni antiche o ‘novità’ su di lui. Rifiutati perché imposti, ho poi letto e riletto, pure i ‘Promessi Sposi’ di Alessandro Manzoni e credo che ancora tanto avrebbero da insegnare, anche alle nuove generazioni.
Tra i poeti cito nomi scontati che tutti più o meno abbiamo letto, Leopardi, Pascoli, D’Annunzio, Ungaretti, Montale, Quasimodo, Saba, Clemente Rebora, a cavallo tra Otto e Novecento. Tra i contemporanei, il mio poeta preferito è Giorgio Caproni, ma ho letto pure tutto Mario Luzi, Alfonso Gatto, Raboni, Antonio Porta, Tiziano Rossi, Eugenio De Signoribus e Giampiero Neri.
Comunque ripeto, io leggo tutti e di tutto, poi ovviamente, se richiesto, do un giudizio in merito.
Ma non ho Maestri in senso lato, tutti e nessuno, mi hanno formato.
Forse quello che più mi ha mutato dentro è stata la lettura attenta del Vangelo, della Bibbia e dei mistici cristiani, buddisti, come Milarepa, santo, mago e poeta, gli scritti del Dalai Lama e i monaci Sufi.


DOMANDA.
Perché non ti fermi alla parola scritta e manifesti invece una sorta di necessità verso l’interpretazione visiva e sonora della stessa?

RISPOSTA.
Perché mi viene spontaneo. Anche quando scrivo versi lineari, scarabocchio, faccio dei disegnini, e alle volte mi escono carini, così li ingrandisco e li uso come base per opere visive, sulla poesia sonora mi aveva appassionato Adriano Spatola, suo fratello Tiziano, che recitava le poesie urlate, e Luigi Pasotelli, purtroppo anche lui passato a miglior vita, ma insomma non sono più giovane nemmeno io, quindi è normale incappare, ogni tanto, in qualche dipartita.
Circa la poesia visiva vera e propria, voglio ricordare che la poesia arcaica, oltre ad essere cantata, spesso veniva scritta a forma di vaso, di luna, di stella e altre sagome, i cosiddetti calligrammi.
Comunque il libro d’arte e la poesia visiva ti permettono di dire o ampliare suggestioni e concetti, che la sola parola scritta, alle volte, non è in grado di esaurire.
Certo resta sempre aperto il discorso se, questo genere di opere, debbano essere collocate tra le arti grafiche pittoriche o la letteratura, ma il dilemma è risolto nell’idea e pratica della Poesia Totale.


DOMANDA.
Che cosa pensi che caratterizzi la tua scrittura poetica, rispetto ai poeti tuoi contemporanei? Quali sono il filo conduttore e l’aria ispiratrice che fin dai primi versi ti accompagnano? Come si è evoluto il tuo scrivere rispetto alle tue prime raccolte?

RISPOSTA.
Innanzitutto una continua ricerca, non ho paura di perdere la ‘mia voce’ perché dentro me, come dentro tutti, vivono diverse personalità e quindi esprimo in quel dato momento, cioè quando compongo un testo e poi li assemblo per fare una raccolta, quello che per me è più urgente dire, e allora la mia poesia può essere erotica, grottesca, lirica, mistica e memoriale.
E poi una vita e una sola personalità non mi bastano, sono un mutaforma, esercizio che riesce bene agli sciamani siberiani, per restare in letteratura cerco di emulare Antonio Ferdinando Pessoa, e qui ho detto solo una parte minimale dei suoi nomi e cognomi e nulla delle sue svariate personalità, altra cosa che me lo rende vicino, è l’interesse per l’esoterismo occidentale e orientale.
Comunque la voce di ogni poeta è sempre inconfondibile, altrimenti non siamo di fronte a un poeta ma ad un dilettante di versi.
Il filo conduttore è quello di tutti e di sempre, sono le grandi eterne domande che l’uomo si pone e si porrà sempre, perché si nasce, perché si vive, perché si muore e il senso di tutto questo.
Chi azzarda altri temi è solo perché maschera con le parole questi eterni concetti.
Poi inframmezzato ci sono pure gli alti e bassi della vita, i momenti di gioia, di dolore di tenerezza, la voglia di giocare stando attenti a mai soffocare il bambino che è in noi.


DOMANDA.
Pensi che la critica abbia colto il carattere della tua scrittura?

RISPOSTA.
Critica è una parola grossa. Oggi non esiste più una critica che possa definirsi tale. Ci sono solo dei battitori liberi asserviti alle logiche di mercato editoriale che a volte recensiscono, si fa per dire, senza aver letto il libro.
Poi ci sono i ‘buoni di cuore’ che recensiscono o mandano lettere a tutti e così il disastro è completo.
Comunque, per quanto mi riguarda, non mi posso lamentare, ho sempre avuto giudizi per la stragrande maggioranza, altamente positivi, qualche nome: Luciano Erba, Antonio Porta, Adriano Spatola, Gio Ferri, David Maria Turoldo, Domenico Rea, Giorgio Bàrberi Squarotti, Alberto Mario Moriconi, Ciro Vitiello, Antonio Spagnuolo, Rubina Giorgi, Brandolino Brandolini D’Adda, Alberto Cappi, Fabio Simonelli, Andrea Bonanno, Vincenzo Guarracino, Giampiero Neri, Guido Zavanone e molti altri, senza contare i nuovi bravi autori che ho conosciuto frequentando il sito ‘larecherche’ che mi sembra poco fine citare qui, perché giochiamo in casa.
Però sono un grande disordinato e se dovessi andare a cercare tutti gli articoli usciti , le note ecc. temo che troverei sì e no il 50 o 60% di quanto è stato scritto su di me.
In questo, adesso internet, mi dà una mano, perché posso andare a cercare il quotidiano, o la rivista e stampare la pagina, oppure chiedere all’editore il numero arretrato.


DOMANDA.
Come avviene il tuo processo di scrittura, in particolare in versi? In quali ore e luoghi, con quali modalità? Scrivi di getto oppure rivedi i tuoi testi, sia nella forma che nei contenuti?

RISPOSTA.
Sono nato il 21 aprile alle tre di notte, Toro ascendente Acquario, e come tale lavoro quasi esclusivamente di notte, quando tutto tace ed io penso di essere solo al mondo e così rifletto, medito e scrivo.
Solitamente l’incipit mi ronza in testa, poi, quasi sempre il testo mi viene di getto, faccio pochissime correzioni, in questo dovrei adottare un maggior controllo, ma sono fatto così e ho fretta di passare ad altro, perché ho sempre la sensazione che il tempo a disposizione per leggere, scrivere, creare sia poco.
Comunque prima di ‘dare alle stampe’ un mio libro, gli ultimi sono tutti esiti di premi per l’inedito, lascio sedimentare anche un anno o due gli scritti, poi li rileggo, se mi stupiscono e mi paiono ‘belli’ li invio a chi di dovere.


DOMANDA.
Se tu dovessi dare indicazioni introduttive in un corso di scrittura poetica quali punti toccheresti? A livello pratico, quali sono gli indicatori che utilizzi nel valutare, se così ci è permesso dire, un testo poetico? Quali sono, a tuo avviso, le caratteristiche di una buona poesia?

RISPOSTA.
Credo poco o nulla ai corsi di scrittura, anche se qualcuno dice di avervi tratto giovamento. Non ci sono scorciatoie, bisogna applicarsi ad uno studio ‘matto e disperato’, certo nel leggere si deve provare anche piacere, ma alle volte, anche terminare un libro che sembra noioso può arricchire e anche se sembra non averti dato nulla nell’immediato, ti accorgi che col tempo certe idee, certi trucchi del mestiere ti tornano utili.
Quindi leggere, leggere molto, sia autori italiani che stranieri, sia in prosa che in poesia.
Oggi tanti, troppi si mettono a scrivere ma sono culturalmente appena alfabetizzati e questo non basta, anche se si ha il dono della creatività di cui parlavo all’inizio, questo dono è come una pianticella che va coltivata, annaffiata, concimata perché possa diventare un albero maestoso.
Comunque per rimanere in Italia, agli apprendisti poeti, ma lo siamo tutti e per tutta la vita, consiglierei la lettura ripetuta di tutte le poesie di Montale per apprendere il ritmo, la musicalità del verso, quelle di Giorgio Caproni per arricchire la fantasia, la bellezza delle immagini e comprendere la solitudine dell’uomo contemporaneo, Vivian Lamarque per imparare la leggerezza e Tiziano Rossi e Giampiero Neri per cogliere l’essenza delle cose, senza sbrodolare.
Questi, ovviamente, sono i miei gusti, ma si potrebbero trovare altre combinazioni altrettanto utili.
A tutti poi consiglio un libro, ingiustamente passato sotto silenzio o quasi, ‘Che noia la poesia’ di Hans Magnus Enzenberger e Alfonso Berardinelli, Edizioni Einaudi; il primo l’ho conosciuto al premio Lericipea nel 2002 ed ho l’onore di essere in un antologia con lui, è persona squisita e nello stesso tempo sulfurea per la plasticità delle sue idee e i concetti che esprime.
I criteri, invece, per valutare una buona poesia sono vari e personali, dipende da chi è l’autore, non a tutti si può applicare lo stesso metro di giudizio, e si devono pure accantonare i luoghi comuni di certa critica, si valuta il testo come forma e contenuto, se emoziona, se muove qualcosa dentro, se dice qualcosa di nuovo oppure dice cose risapute ma viste da una nuova angolatura, ecco allora posso dire questa è una buona poesia.
Resto comunque dell’opinione che non ci sono grandi poeti, ma grandi poesie, al vaglio del tempo, sulle lunghe distanze, ovviamente, di un poeta anche celeberrimo si salvano dieci, venti poesie e tutto il resto rimane come esercizio. La poesia è una scrittura a togliere, non a mettere, perché resti il puro distillato, quello più dolce, più fragrante.


DOMANDA.
Hai vinto numerosi e importanti Premi letterari e finalista in altrettanti, pensi che i Premi letterari possano aiutare la diffusione della cultura poetica? Perché uno scrittore dovrebbe partecipare a tali Premi? Puoi dare un consiglio per capire a quali partecipare?

RISPOSTA.
La risposta è in parte negativa, forse per la narrativa aiutano a vendere, ma vincere premi di poesia ti gratifica solo al momento e soprattutto se la giuria è autorevole e il premio è consistente, lo reputo una sorta di risarcimento per tutti i libri che compro, qualcuno mi dice che usa quei soldi per pagare la pubblicazione di altre raccolte, gli altri premi sono assegnati a tavolino a poeti già affermati, ma le loro vendite si attestato sempre e comunque in qualche migliaio di copie, quando va bene.
Inoltre i premi non ti aiutano a trovare editori e poi c’è, in qualche caso, la parabola discendente di autori noti che, per una legge non scritta, ma applicata, ad un certo punto non trovano più Garzanti, Mondadori o Einaudi e devono ripartire anche loro da editori a pagamento.
Evito di fare nomi perché è già sgradevole il fatto in sé, ma qualcuno di questi è mio amico e ve ne potrebbe raccontare delle belle sulle ‘mafie’ letterarie, perlopiù locate in quel di Milano e in parte a Roma.
Partecipare ai premi è divertente, ma sarebbe bene evitare, per quanto possibile, quelli che chiedono la famigerata tassa d’iscrizione o la mascherano dicendo che per un anno sei socio della tale o tal’altra associazione.
E’ utile, talvolta, perché si ha la possibilità di incontrare poeti e scrittori noti, e passare con loro una e alle volte, anche due o tre giornate in località turistiche e parlando di gossip letterario, di libri, di autori che piacciono o meno, alle volte nascono delle belle amicizie che poi durano nel tempo.


DOMANDA.
Perché tanti lettori trovano difficile la poesia? Che cosa ne pensi? Qual è la responsabilità dei poeti (se di responsabilità si può parlare); quale quella degli editori; quale quella dei lettori e, non ultima, quella dei librai e dei mezzi di informazione?

RISPOSTA.
La poesia ci ronza in testa. Dico la struttura, la rima, l’armonia. A partire dalle canzoni, per arrivare ai canti liturgici, ai salmi ecc., anche se non si può parlare di poesia pura, di forma mentis, sì.
Ma la poesia non vende e non si legge perché forse ce l’hanno fatta odiare a scuola, oppure perché in poche righe si inizia ed esaurisce una storia e noi siamo abituati al prolisso, al ripetitivo, ci piace farci cullare dal noto, perché rassicura e via dicendo. La vita stessa è una sorta di ripetizione di gesti coatti, anche quando pensiamo o crediamo di fare qualcosa di diverso.
Comunque credo che le responsabilità vadano equamente ripartite fra tutti.
La poesia, a volte, per sua stessa natura non è semplice e nonostante i laudatores, vorrei vedere quanti hanno veramente letto Andrea Zanzotto, Ezra Pound, Dylan Thomas o anche Eliot che è di gran lunga più semplice.
Insomma il discorso è complesso e risposte certe non ne ho.


DOMANDA.
Quali sono i tuoi attuali impegni letterari che cosa ti appassiona di più?

RISPOSTA
Sto lavorando a una serie di racconti e quotidianamente ‘produco’ opere visive e testi lineari che metto in cartellette di diverso colore, poi, dopo la sedimentazione e l’ulteriore decantazione, scelgo cosa pubblicare e cosa no.
Circa l’appassionarmi dipende dai giorni, alle volte ho voglia di piantare tutto, ma poi come un ‘vizio assurdo’, per dirla con Cesare Pavese, riprendo in mano carta, penna, colla e tutto l’armamentario richiesto e riprendo ‘il lavoro usato’.


DOMANDA.
L’ultima tua pubblicazione è stata, su larecherche.it, 'L’Altro (L’evanescenza dell’Angelo)', ci puoi dire come è nata questa raccolta di poesie? Con quale intento. Chi è l’Altro?

RISPOSTA.
E’ nata dalla fretta che mi ha messo un certo Roberto Maggiani, ma sono contento di averlo fatto, anche se mi ha fatto correggere due testi che avrei lasciato così, ma mi sono detto, se non li capisce lui, probabilmente non li capirebbero neanche i venti o trenta lettori che di solito trova la poesia, invece con mia grande gioia ne ho trovato qualche centinaio.
Per la verità anche delle mie raccolte precedenti non ne ho più una copia che è una, ma solitamente io regalo, non vendo. Anche perché come ho detto sopra le ultime pubblicazioni erano fuori commercio, essendo esiti di primi premi per l’inedito.
Detto questo ‘L’Altro (L’evanescenza dell’Angelo)’, sarebbe da considerare una sezione di una raccolta ben più vasta e già pronta, ma poi ho visto che sta bene così, che regge senza ulteriori aggiunte e non sono sicuro se verranno pubblicate, oppure adeguatamente modificate potranno formare un nuovo libro, con altri testi che nel frattempo sono nati, anche se piuttosto diversi come taglio e argomento rispetto a queste che sono datate 2002-2007.
L’Altro è il senza forma, l’idea pura, l’angelo della conoscenza… insomma, quello che banalmente si chiama Dio, ma è qualcosa che non si può ingabbiare… perché evanescente, per capirlo devi diventare anche tu dio, come sostengono i filosofi e i mistici orientali, ma non è cosa facile, direi.
Non si può ottenere la suprema saggezza, senza avere una mente pura e di menti pure, a partire da me, ne vedo in giro pochine, ammesso che sia possibile vedere la mente.


DOMANDA.
Tra le tue scritture quale ti ha dato più soddisfazione?

RISPOSTA.
Alcune poesie, soprattutto due, ‘Battuta di Caccia’, costruita attorno alla memoria di mio padre e ‘Amore in Novembre’, una tipica malinconica sera d’inverno sul lago, con le brume, la pioggia e un amore che segna il passo.
Poi se vogliamo parlare, come tu intendevi nella domanda, anche quando riesco a vendere delle opere visive provo gioia, non per il denaro in sé, ma perché per i più questo è il metro di valore di un’opera d’arte, ed io, senza apparati critici di sostegno, vendo a gente che se ne intende e questo mi gratifica ancora di più.
Anche se devo dire che l’80% della produzione visiva viene offerto in omaggio a musei, gallerie, e dipartimenti universitari che ti gratificano con il catalogo, il sito internet, e, quando necessario, con l’ospitalità gratuita per la mostra e/o delle performance.


DOMANDA.
Ti sei mai cimentato in una opera narrativa?

RISPOSTA.
Non ci ho mai provato, perché sebbene io ami leggere narrativa, saggistica e soprattutto le biografie o gli epistolari, perché amo curiosare la vita altrui, sono troppo pigro per creare un personaggio, dargli vita e seguirlo troppo a lungo, questo nella poesia e affare di qualche minuto, al massimo una mezz’ora.
C’è da dire, però, che l’unico racconto pubblicato ha trovato il plauso e il consenso di Vincenzo Guarracino, che ne ha scritto addirittura sul Corriere di Como, e lui è uno che se ne intende, quindi sarei autorizzato a continuare, ma il racconto lo posso esaurire in qualche ora o mezza giornata, un romanzo richiede tempi più lunghi e, come già detto, al momento non mi appartengono.


DOMANDA.
Hai qualcosa da dire agli autori che pubblicano i loro testi su larecherche.it? Che cosa pensi, più in generale, della libera scrittura in rete?

RISPOSTA.
Si rischia di aprire un contenzioso, ma sono abituato a parlar chiaro. Ci sono testi egregi, come quelli di Gabriela Fantato, Maria Grazia Lenisa, Pietro Citati e altri, che il pubblico del sito non ha capito, mentre certe litanie alla Lucio Battisti sono andate vie come il pane. Secondo me ci vorrebbe un filtro più severo, se si vuole elevare ulteriormente il valore del sito che comunque è già buono.
Sulla scrittura in rete, se curata bene come fate voi, è ottima cosa, e per quanto mi riguarda potrebbe anche sostituire il tradizionale libro cartaceo, certo non può e non deve diventare per il poeta e lo scrittore l’unica via, ma è un’esperienza che consiglierei anche agli scettici più incalliti.


DOMANDA.
Vuoi aggiungere qualcosa? C’è una domanda che non ti hanno mai posto e alla quale vorresti invece dare una risposta?

RISPOSTA.
Innanzitutto devo ringraziare te, Roberto Maggiani e quelli che lavorano con te, per la grande opportunità che mi hai dato di pubblicare, a questo punto direi con ‘successo’, la mia raccolta e perché il sito mi ha permesso di fare nuove conoscenze o di ritrovare qualcuno che avevo perso di vista.
La domanda è: ‘Ma perché continui a scrivere e leggere poesie in un mondo che sta diventando sempre più una giungla di ingiustizie, razzismo, intolleranza e egoismo?’ ‘Perché mi piace continuare a credere nell’utopia che la poesia salverà il mondo.’


Grazie.
Grazie a te e a chi avrà la pazienza di leggere.

 Antonio De Marchi-Gherini - 23/09/2015 23:01:00 [ leggi altri commenti di Antonio De Marchi-Gherini » ]

Walter Siti su ’La Repubblica’ di venerdì 25.09.15, intorno alla ’questione poesia’ dice , tra l’altro , cose che io ho scritto cinque anni fa in questa intervista. Ma che sostengo da sempre.

 Antonio De Marchi-Gherini - 09/07/2014 01:26:00 [ leggi altri commenti di Antonio De Marchi-Gherini » ]

Sono grato a tutti quelli che hanno letto la mia intervista. Il mio discorso sulla poesia certo non è oro, ma buona lega metallica (non Padana), questo sì.

 Antonio De Marchi-Gherini - 02/06/2011 13:03:00 [ leggi altri commenti di Antonio De Marchi-Gherini » ]

Ringrazio P.Z. per il commento.

 p.z. - 27/05/2011 13:39:00 [ leggi altri commenti di p.z. » ]

A questo punto ho letto anche l’intervista, niente da aggiungere al tuo valore poetico.

 d.g.n. - 09/05/2011 11:03:00 [ leggi altri commenti di d.g.n. » ]

Ho letto anche l’intervista. Bella e interessante, hai conosciuto un sacco di personaggi che hanno fatto ’la storia’, almeno quella letteraria. Un caro saluto

 Antonio De Marchi-Gherini - 20/03/2011 20:16:00 [ leggi altri commenti di Antonio De Marchi-Gherini » ]

Ringrazio Franco e Sergio per gli ultimi interventi, entrambi un po’ sopra le righe; uno troppo elogiativo l’altro al rovescio, comunque l’importante è aver letto le mie cogitazioni,di nuovo grazie

 Franco Tarulli - 14/02/2011 23:55:00 [ leggi altri commenti di Franco Tarulli » ]

Bella e interessante. Si vede che l’autore è una persona onesta e poco propenso ai giochini di ’potere’tipici della papalina italica nazione.

 Sergio Spadaro - 24/01/2011 22:01:00 [ leggi altri commenti di Sergio Spadaro » ]

Che le tue origini fossero ’vicine’ al Gruppo ’63 lo sapevo:ma tu hai saputo prendere da lì, e da altre fonti, solo quello che era utile per le tue ricerche. In definitiva nutrimenti, mai imitazioni.
Sul carattere di ’Poesia Totale’ che vuoi che ti dica? La poesia verbo-visiva l’ho studiata (un classico è il libro di Giovanni Pozzi ’ la parola dipinta’) ma ho sempre preferito la concettualità alla visività. Com’è d’altra parte, o dovrebbe essere, per uno statuto del dire che non scinda mai il ’verbum’ dalla ’res’.
Quanto alla parte vera e propria pittorica, o meglio dei collages visivi, non ho mai visto niente di tuo e mi astengo da ogni commento (oltrettutto io sono anche critico d’arte).
L’intervista è in ogni caso una fonte di notizie sulle tue preferenze e sugli scrittori che hai conosciuto. Che sono parecchi:e ciò sembra un versante della tua ’visività’, che diventa anche ’esposizione’ all’altrui attenzione.
A differenza di te io sono molto riservato. Ma le tendenze caratteriali di ciascuno sono innate.
In generale ,dall’intervista può anche venire fuori un aspetto che forse nessuno finora ti ha fatto notare. Cioè il possesso di una personalità un po’ troppo ’ estetistica ’, ove non venisse opportunamente controllata.
Non voglio contrapporre l’essere all’apparire in maniera esclusivistica. Ma guai a quell’apparire che non sappia anche consistere.
Nulla da obiettare, infine, per le tue spinte mistiche, che in parte conoscevo.

 Caterina Australi - 15/01/2011 23:03:00 [ leggi altri commenti di Caterina Australi » ]

L’intervista è un insieme di opinioni e le tue su poeti e poesia le conosco da tempo. Qui le hai esposte in maniera radicale, ti sarai fatto qualche amico ma, ammesso che i ’laureati’ leggano su questo sito, anche molti nemici.
Ad ogni buon conto non preoccuparti molto, nel caos sociale di questi anni, credo proprio che la poesia, gli scrittori e la letteratura in genere, stia diventanto sempre più un fatto per iniziati. Intendo la cultura e la letteratura con le relative maiuscole, auguri, con affetto

 antonio de marchi-gherini - 23/11/2010 18:29:00 [ leggi altri commenti di antonio de marchi-gherini » ]

Esistono anche le mail ’private’. Non mi sembra il caso di utilizzare questi spazi, comunque eseguirò, ciao a.

 s.r. - 20/11/2010 20:37:00 [ leggi altri commenti di s.r. » ]

Ho letto che hai vinto un altro premio, bravo. Se mi vieni a trovare portami le poesie, le leggerò volentieri.

 don Gigi - 07/11/2010 14:59:00 [ leggi altri commenti di don Gigi » ]

Una lettura interessante. Priva di esibizionismi professorali e valinoquenti sproloqui da intellettuale. Onestà nelle idee e chiarezza delle intenzioni, bravo.

 s.r. - 02/11/2010 19:11:00 [ leggi altri commenti di s.r. » ]

Ho letto con attenzione l’intervista che mi hai inviato, conoscendoti non mi aspettavo niente di diverso di ciò che hai detto. E apprezzo, comunque il tuo ,e quello di altri autori,spirito fidente nelle arti e nella letteratura con i tempi che corrono.

 Oronzo Liuzzi - 16/10/2010 21:14:00 [ leggi altri commenti di Oronzo Liuzzi » ]

Complimenti Antonio. Condivido pienamente le tue idee.Un caro saluto, Oronzo

 d.r. - 02/10/2010 20:13:00 [ leggi altri commenti di d.r. » ]

Intervista curiosa. Non sapevo dell’esistenza dei poeti totali, ma oggi l’arte pura non esiste più e quindi ben vengano le analisi argute e le contaminazioni dell’autore che già conoscevo per altre strade.

 p.b. - 12/09/2010 13:00:00 [ leggi altri commenti di p.b. » ]

Dietro il tuo invito l’ho riletta con piacere; certo che i tempi non sono proprizi ad un discorso serio e costruttivo sulla poesia, ciao

 a.d.m.g. - 03/09/2010 13:55:00 [ leggi altri commenti di a.d.m.g. » ]

Cara Stefania e Mario,
un grazie sentito per i vostri interventi sia al libro che all’intervista, un abbraccio affettuoso e arrivederci presto, Antonio

 Stefania - 29/08/2010 11:23:00 [ leggi altri commenti di Stefania » ]

Ho letto anche l’intervista, l’avevo detto che sei un abile e intelligente conversatore, sai parlare di tutto con cognizione di causa, auguri e un abbraccio

 Antonio De Marchi-Gherini - 27/08/2010 17:48:00 [ leggi altri commenti di Antonio De Marchi-Gherini » ]

Caro Matteo,
il guaio oggi è che si naviga a vista e la scuola, a tutti i livelli, e a differenza delle nazioni più progredite civilmente, è l’ultimo pensiero della classe politica italica. Inoltre gli insegnanti sono stanchi e demoralizzati sia perchè ormai globalmente invecchiati, siamo a 52 anni come media, sia per la scarsa considerazione che godono in un mondo di urlatori, nani e ballerine e ci metterei pure i calciatori multimiliardari. Complimenti di nuovo e speriamo che il suo libro conosca una più grande diffusione, auguri

 Bocchetti Matteo Alfredo - 25/08/2010 17:40:00 [ leggi altri commenti di Bocchetti Matteo Alfredo » ]

Sono l’autore de " Perché non va il maestro unico ". La ringrazio del giudizio da Lei espresso. Spero solo che la mia concezione di scuola ( già realizzata nel circolo Didattico che ho diretto ) si diffonda...E’ anche questa una strada par far crescere la vera Democrazia in Italia.Grazie di nuovo.

 Franz Kafka - 08/08/2010 20:10:00 [ leggi altri commenti di Franz Kafka » ]

Il poeta é sempre più piccolo e più debole della media degli uomini. Per questo sente con più forza degli altri la pesantezza della sua presenza nel mondo.

 g.p. - 19/07/2010 15:50:00 [ leggi altri commenti di g.p. » ]

Intervista abbastanza inusuale, fuori dagli schemi.Non saprei formulare un giudizio sereno; oggi é tutto così caotico. Complimenti comunque alla mancanza di peli sulla lingua e auguri!

 Giovanni Alther - 14/07/2010 13:18:00 [ leggi altri commenti di Giovanni Alther » ]

Intervista interessante,poeta ottimo. Mi sono piaciute di più le poesie nella raccolta di Proust, veramente coinvolgenti con ritmi e assonanze notevoli. Ciò non toglie che anche ’l’Altro’ non abbia una sua validità, diciamo più vicina a certi noti ermetici pubblicati da grossi editori, come Cesare Viviani, Tiziano Rossi e un po’ Giampiero Neri e anche Milo De Angelis, anche se i temi trattati da quest’ultimo non sono ’teologici’.

 s.r. - 13/07/2010 11:29:00 [ leggi altri commenti di s.r. » ]

Poeta ecclettico, ma di grande intensità. Mi ricorda un po’ Alfonso Gatto che giocava con tutte le possibilità che offriva il verso e la parola. Non posso esprimermi sulle sue opere grafico pittoriche perchè non le conosco. Un autore, comunque la si veda, onesto e grande lavoratore e da quel che trapela, e manca a tanti supposti poeti e scrittori, grande lettore.

 Paolo Tronti - 04/07/2010 20:49:00 [ leggi altri commenti di Paolo Tronti » ]

Dall’intervista, dopo aver letto la raccolta, mi aspettavo un ’baciapile’, nel senso buono, cioè un mistico, invece trovo un uomo onesto nelle intenzioni e nello scrivere. Se tutti i letterati fossero come lei ci sarebbe meno ipocrisia e pula in giro. Complimenti.

 Luigi Ghezzi - 01/07/2010 22:56:00 [ leggi altri commenti di Luigi Ghezzi » ]

Gradirei che venissero corretti i miei errori di trascrizione, purtroppo ho superato abbondantemente la sessantina e la vista, come diciamo in longobardia ...fa Batista!

 Antonio De Marchi-Gherini - 29/06/2010 23:09:00 [ leggi altri commenti di Antonio De Marchi-Gherini » ]

Dopo cinque giorni di oscuramento, un virus micidiale mi aveva azzerato entrambi i computer, apro ora alle 23.04 e leggo, con grande commozione, uno scritto della figlia di Maria Grazia lenisa, con la quale ho intrattenuto un lungo carteggio, fin quando mi parlò della sua malattia al fegato che la stava portando via, non so cosa dire. La commozione è troppo forte. Voglio manifestare alla figlia tutto il mio affetto e la grande stima per la mamma, che ha avuto grandi riconoscimenti, ma che non sono nemmeno la metà di quanto le sarebbe spettato. Un abbraccio affettuoso e sincero, tuo

 Luigi Ghezzi - 29/06/2010 23:03:00 [ leggi altri commenti di Luigi Ghezzi » ]

Forte questo De marchi. Altro che le seghe mentali e le menate delle camere motuarie di certa poesia che vuole accreditarsi come ’nuova’.

 Marzia Alunni - 28/06/2010 21:30:00 [ leggi altri commenti di Marzia Alunni » ]

Complimenti per l’intervista armoniosa e competente, sia nella parte personale che nei riferimenti ad ampio raggio. Una menzione particolare a Roberto Maggiani la cui affinità con il poeta Antonio De Marchi Gherini è ben visibile. Ringrazio entrambi per le parole di apprezzamento nei confronti di mia madre, Maria Grazia Lenisa. Sono molto gradite perchè Lenisa ha dedicato parte di sé al lavoro degli altri scrittori, credendoci veramente, ed è bello che non sia dimenticata.

 Giancarlo Gherardi - 21/06/2010 22:57:00 [ leggi altri commenti di Giancarlo Gherardi » ]

Ho riletto l’intervista più di una volta. Certo non si può dare un giudizio critico su un’intervista, ma mi sembra che le cose che Lei dice siano condivisibili. Comunque credo che le cose andranno avanti come sono sempre andate e cioè, al di là di tutte le questioni poste, sia pur legittime, la poesia é e resterà sempre un hortus clausus che pochi ortolani coltivano e altrettanto pochi ne colgono i gustosi frutti e primizie. I miei più cordiali auguri per la sua attività

 antonio de marchi-gherini - 31/05/2010 20:36:00 [ leggi altri commenti di antonio de marchi-gherini » ]

Gentilissimo Alfredo Matteo Bocchetti,
La ringrazio per quando ha scritto. In effetti questo sarebbe il mio intendimento, ma purtroppo le cose, soprattutto di questi tempi, sembrano andare in altra direzione. Cordialmente, Antonio

 Bocchetti matteo Alfredo - 30/05/2010 07:54:00 [ leggi altri commenti di Bocchetti matteo Alfredo » ]

Complimenti!...ho conosciuto un intellettuale che pensa con la sua testa e dimostra coraggio....! Il mondo può migliorare..! Complimenti!!!

 Antonio De Marchi-Gherini - 20/05/2010 01:15:00 [ leggi altri commenti di Antonio De Marchi-Gherini » ]

Caro o cara,
g.f., già quelli che si firmano con sigle, a meno che siano molto noti, e allora lo posso accettare, mi danno sui nervi. Comunque vorrei sapere che significato lei dà alla parola ’retorica’.

 g.f. - 19/05/2010 18:56:00 [ leggi altri commenti di g.f. » ]

Intervista piacevole, un po’ retorica, ma sostanzialmente onesta.

 Antonio De Marchi-Gherini - 13/05/2010 00:32:00 [ leggi altri commenti di Antonio De Marchi-Gherini » ]

Caro Trivella,
leggo solo oggi il suo commento, la ringrazio per i complimenti al ’critico’, ma sinceramente tengo più alla mia poesia, lineare, visiva, sonora e ai miei quadri, che sono di tutto un po’...insomma preferisco il momento creativo a quello ’analitico scompositivo’ di un lavoro, mio o di altri.

 Alberto Trivella - 07/05/2010 10:22:00 [ leggi altri commenti di Alberto Trivella » ]

Apprezzo molto l’autore, anche e soprattutto per la sua attività di critico. E’ un fine analista che sa andare in profondità e vedere oltre il testo qual è l’animus del poeta o dello scrittore. Anzi, se devo essere sincero, senza nulla togliere alla sua poesia, lo preferisco in qualità e veste di critico letterario e di polemista, peccato non abbia un giornale, o sede più popolare ove esprimere le sue riflessioni.

 Pierangelo Livieri - 04/05/2010 20:45:00 [ leggi altri commenti di Pierangelo Livieri » ]

Un’intervista ponderata, con qualche punta polemica, ma qual é quel letterato o scrittore che non polemizza con l’entourage; il tasso di litigiosità in Italia é altissimo, De Marchi si mantiene dentro limiti accettabili e dice parecchie cose sensate che i poeti o presunti tali dovrebbero leggere con attenzione.

 Angela Ciffalì - 27/04/2010 23:20:00 [ leggi altri commenti di Angela Ciffalì » ]

E’ da un po’ che non entravo nel sito.Stasera ho trovato una ’vecchia’ poesia di Antonio, che ho commentato perché sempre attuale, anche se credo l’abbia scritta circa quindici anni fa.Non avevo letto l’intervista che ho trovata onesta e chiara com’è Antonio. [...]

 p.b. - 25/04/2010 18:42:00 [ leggi altri commenti di p.b. » ]

Cercavo l’intervista ma era sparita, in compenso ho trovato quella che mi hai inviato ieri di Pasolini. Volevo dire che mi é piaciuta anche se non mi hai detto niente di nuovo che già non sapessi.
Questo é l’ambiente, queste le ’regole’, prendere o lasciare. Mi sembra che tu ci prenda e quindi accontentati di quello che arriva, il resto é nelle mani di Dio. Stammi bene tuo

 Antonio De Marchi-Gherini - 24/04/2010 22:52:00 [ leggi altri commenti di Antonio De Marchi-Gherini » ]

Volevo ringraziare tutti quelli che hanno letto la mia intervista e soprattutto quelli che l’hanno commentata, anche quelli che sono andati sopra le righe. Se qualcuno ha inteso ’vendicarsi’ o peggio sfottere con interventi ambigui sappia che il mio rancore dura massino ventiquattr’ore. Quello karmico,che non dipende da me, purtroppo é più lungo e più razionale dei poeti, che, ormai é assodato, sono leggermente psicolabili. Ma questo ci sta per chi gioca con i principi primi e ultimi della commedia umana che si chiama vita.

 Loredana Bianchi - 24/04/2010 20:59:00 [ leggi altri commenti di Loredana Bianchi » ]

Sono d’accordo con te Gisella, però secondo me, la troppa chiarezza gli attirerà un sacco di inimicizie o perlomeno dei problemi, non credi?

 Gisella M. - 24/04/2010 14:18:00 [ leggi altri commenti di Gisella M. » ]

Più la rileggo, caro Antonio, più mi rendo conto di quante piccole perle di saggezza hai disseminato nel percorso. Speriamo che i poeti e i ’novizi’, sappiano fare tesoro. Le fregature interessate sono sempre dietro l’angolo.

 Antonio De Marchi-Gherini - 21/04/2010 19:55:00 [ leggi altri commenti di Antonio De Marchi-Gherini » ]

Non si deve pensare ai premi come a un monolite. Tante e variegate sono le strutture che organizzano premi di poesie. In Italia sono numerosissimi, quelli che contano una decina. E quelli che Lei chiama ’baroni’ non credo leggano nel nostro sito. E mi scusi Roberto se dico nostro, ma ormai mi sento un po’ di casa.
Comunque ero consapevole dicendo certe cose di farmi dei nemici e probabilmente di vincere qualche premio in meno, ma se Lei ha letto attentamente capirà anche che per chi scrive poesia, non sono la cosa più importante, anche se danno conferme e soddisfazioni. Pochi, però, sono quelli onesti, intendo quelli che chiedono testi anonimi e tali restano fine al termine dei lavori delle varie giurie. Altro discorso per la poesia edita, qui il discorso richiederebbe un approfondimento maggiore, ma credo di aver detto le cose essenziali nell’intervista. Grazie e auguri!

 Carmen Negrini - 20/04/2010 21:42:00 [ leggi altri commenti di Carmen Negrini » ]

Bella intervista. Utile per i poeti apprendisti. Però dicendo queste cose come ha fatto a vincere tutti quei premi. Non credo che i baroni della letteratura amino molto questi discorsi.Comunque a me é servita molto.

 Angelo Catelli - 19/04/2010 00:33:00 [ leggi altri commenti di Angelo Catelli » ]

Un ’intervista onesta, anche se fin troppo chiara. Di pulito in Italia c’é ben poco e anche la letteratura non è esente da queste pecche.
Credo però che il guaio nostro abbia due ragioni specifiche:la lingua italiana é conosciuta da pochi e la poesia, che tendenzialmente leggono solo i poeti o gli apprendisti poeti,ha una circolazione carbonara (bene dice De Marchi al proposito); l’altro é che comunque nel Bel Paese pullulano i creativi ma scarseggiano i lettori, anche della prosa. Comunque auguri e complimenti all’autore e al sito davvero ben curato.

 Antonio De Marchi-Gherini - 16/04/2010 17:11:00 [ leggi altri commenti di Antonio De Marchi-Gherini » ]

Caro r.g.
che io ti conosca é fuor di dubbio, come é fuor di dubbio la tua volgarità nell’esprimerti. Devo dirti la verità: comincio ad essere stanco di questo che mi sembrava un bel gioco.
Ho colto anch’io ’vendette’, battute, recensioni o commenti ad hoc...parlare a nuora perché suocera intenda, ma che ti devo dire questa é l’arte oggi.
Io non serbo rancore a nessuno, recentemente ho ’commentato’ tre poeti piuttosto noti che non hanno scritto un rigo né al mio libro, né alla mia intervista, ma ognuno é libero di pensarla come vuole, poi il tempo e il karma faranno il resto. Cosa ti fa pensare che i poeti o gli scrittori siano diversi dagli altri, svegliati, ragazzo, poi scegli se stare al gioco oppure darti ad altro. Tanto fuori il mondo, bello o brutto che sia, va avanti con o senza la milizia grafomane che brulica in Italia e che, quando va bene, trova lettori solo in sé stessa.
Piuttosto leggi con calma il mio libro e, se ti é possibile, lascia un commento privo di volgarità, che certo non merita un bravo ragazzo e poeta come Roberto Maggiani che, gratia et amore dei, si fa in quattro per tenere in vita un sito che io reputo tra i migliori nel suo genere,ciao.

 r.g. - 16/04/2010 13:35:00 [ leggi altri commenti di r.g. » ]

Bene, ma mi sembra anche questo un sito di saputelli che aspettano solo di essere promossi sul campo. Mi pare che abbondino i leccaculo gli pseudo critici e i vanitosi, per non parlare di chi apre la bocca e gli dà fiato. Scusami la schietteza, ma ti conosco e volevo metterti in guardia. Ciao e auguri!

 Giulia Niccolai - 13/04/2010 10:56:00 [ leggi altri commenti di Giulia Niccolai » ]

11 april’10
Caro Antonio,
grazie dei tuoi gentilissimi auguri e d’avermi segnalato le tue recenti poesie sul sito internet.
Le ho apprezzate per la loro profondità e per gli argomenti esistenziali che ci riguardano tutti.
Hai voluto trattare le vere e proprie ragioni dell’essere al mondo e sei riuscito a farlo con eleganza e sincerità senza essere banale o scontato.
Complimenti per il tuo lavoro, con i miei affettuosi saluti,
Giulia

 Gisella M. - 12/04/2010 19:13:00 [ leggi altri commenti di Gisella M. » ]

Ottima intervista. Ma già c’era malaffare con i Craxi, Andreotti e Forlani: il mitico Caf. Ora con questi piduisti, collusi con la mafia, ubriaconi leghisti e razzisti d’antan, credete che la poesia possa avere spazi ulteriori. Forse per il soprano Loi e l’uccellaccio Rondoni, ben ammanicati con Lega e Comunione e Liberazione saranno anche tempi positivi, ma per la vera poesia...quella dei Garcia Lorca, Alberti, Pasolini,Zaninetti, Ferri, De Marchi Gherini...che spazio c’é?

 Antonio De Marchi-Gherini - 09/04/2010 20:49:00 [ leggi altri commenti di Antonio De Marchi-Gherini » ]

Mi conforta l’intervento del grande Poeta e Critico, amico da oltre trent’anni, Giorgio Ferrari, più noto ,come nome de plume, come Gio’ Ferri.
All’anonimo radicale rispondo che é tutto vero quello che dice, ma senza scomodare le gerarchie vaticane, basta analizzare i loro emissari di Comunione e Liberazione ( da Cosa?) presenti anche in questi sito con un’intervista, ma io sono volterriano e aperto a qualsiasi tipo di confronto.Statemi bene che siamo sempre un cenobio.
E se proprio devo riferirmi a un cristiano-cattolico, la mia stella polare é e rimane David Maria Turoldo.Se ci fosse ancora lui certe nefandezze politiche non passerebbero sotto silenzio

 anonimo radicale - 09/04/2010 11:03:00 [ leggi altri commenti di anonimo radicale » ]

Bella, veritiera e perfettamente inutile. In Italia non cambierà mai niente. C’é la peste del Vaticano, tutti i baciapile, i raccomandati di destra e quelli di sinistra.
Poi fate attenzione anche ai vostri attuali compagni di strada...alle prima occasione buona vi lasceranno e passeranno dall’altra parte della barricata.

 Gio Ferri - 08/04/2010 20:24:00 [ leggi altri commenti di Gio Ferri » ]

Caro Antonio,
ho letto l’intervista su la recherche. Credo che sicuramente avrei risposto come hai risposto tu( salvo che sono dei Pesci e non del Toro ascendente Acquario!)
Con l’attenzione e la calma che meritano i tuoi lavori ora vado a leggermi ’L’Altro’.
Auguri e un abbraccio.

 Leila Baiardo - 06/04/2010 21:22:00 [ leggi altri commenti di Leila Baiardo » ]

Sono tornata indietro di molti anni. Anch’io, benchè non facendone parte, ho conosciuto i "ragazzi" del Gruppo 63’e in particolare Elio Pagliarani con cui ho avuto un catastrofico flirt. Ma non ho seguito le loro orme letterarie. Non ho amato molto la loro poesia nonostante trovassi distensiva la sua accessibilità (ne ero uscita distrutta a morte, dalla poesia ermetica).
Mi piace che abbiamo un passato in comune. Non ci avvicina solo La rechereche. Anzi, cerca e ricerca, chissà quante cose ci avvicinano. Ti saluto e ti abbraccio, Leila.
p.s. Bella la tua intervista e sono perfettamente d’accordo con te.

 Dario Campione - 06/04/2010 17:13:00 [ leggi altri commenti di Dario Campione » ]

Diceva Paul Valery che le poesie non si scrivono con i sentimenti ma con le parole. Il punto è che talvolta le parole sono sentimenti. Credo che Antonio sappia usare le parole perché "invaso" da sentimenti. Non sempre "buoni", peraltro, né politically correct. L’indignazione o la rabbia civile, ad esempio, sono parte essenziale della sua vita e delle sue opere. In questo c’è molto Pasolini: l’idea che le parole descrivono il mondo e, nello stesso tempo, provano a cambiarlo.

 Eugenio Nastasi - 06/04/2010 11:08:00 [ leggi altri commenti di Eugenio Nastasi » ]

Dal botta e risposta tra due che di poesia e arte se ne intendono, viene fuori la verticale progressione di un poeta-totale e l’incessante stimolo a confabulare dell’intervistatore. De Marchi- Gherini, che ho voluto conoscere a un Premio siciliano e col quale intrattengo una solidale intesa, è prima di tutto un atleta della ricerca intellettuale continua, un poeta in progress, un’anima che non si accontenta e tenta sempre nuove piste per cordate verticistiche anche ardite, un ottimo interlocutore e tutto questo viene fuori bene dall’intervista-confessione confezionatagli da Maggiani.
Se l’intervistato me lo consente, rafforzerei la raccomandazione per chi voglia buttarsi bene nella "tempesta perfetta" della scrittura poetica, a leggere, leggere, leggere più prosa che poesia magari, di tutto e di più, dai classici greci agli autori del medio e lontano oriente, dal fumetto all’"enigma dei numeri primi", dall’aforisma ai Karamazov, dalla mistica speculativa alle biografie dei pittori-scultori-architetti e sotto tanta, tanta musica per dare il ritmo a quanto poi si scriverà.
Condivido, infine , quel che sostiene su la qualità dei testi in circolazione su larecherche per avere in lettura il meglio di quanto si riesce a produrre, cercando di non minimizzare la consolidata scrittura di autori di sicuro spessore.

 s.r. - 06/04/2010 01:14:00 [ leggi altri commenti di s.r. » ]

L’amico Antonio dice cose sacrosante, non entro nel merito del suo ’laboratorio poetico’, ognuno ha il suo e le sue preferenze, come, d’altra parte, pure lui dice. Ma attardarsi a spiegare utilità o inutilità dei premi, mafie letterarie, poesia che non ha pubblico, ecc. sono cose abbastanza risapute. Chi ha fretta e vuol avere successo,e magari sotto sotto, pure i soldi, si studi bene Camilleri, Carofiglio, Vitali e qualche altro. Ci provi, e se poi riesce, si butti; se é in accordo con la sua coscienza può aspirare a qualcosa di gratificante. La poesia, comunque la si giri e rigiri, sarà sempre ’la musa povera’ e come tale frequentata solo da ’straccioni’, che se autentici, però hanno un grande animo, per nulla paragonabile a quello utilitaristico degli autori menzionati sopra.

 Mario Benetti - 05/04/2010 13:05:00 [ leggi altri commenti di Mario Benetti » ]

Già che c’ero ho voluto leggere anche l’intervista. Ecco la conferma a quanto dico nel commentare L’ALTRO(L’evanescenza dell’Angelo);spero tu abbia capito chi sono, ...il tuo vecchio professore di Storia dell’Arte.

 Giampaolo - 03/04/2010 16:41:00 [ leggi altri commenti di Giampaolo » ]

Bellissima e chiarissima, anzi consiglio agli amici che hanno capito il concetto di Poesia Totale, di procurassi l’ultimo numero di Testuale di Gio Ferri. Lì c’é un lungo articolo di Maurizio Spatola, l’altro fratello, oltre a Tiziano di Adriano Spatola, ricordo che lo scorso anno é ricorso, con celebrazioni al Mulino di Bazzano,il decimo anniversario della scomparsa del grande poeta.

 eugenio - 02/04/2010 20:41:00 [ leggi altri commenti di eugenio » ]

Interessante e buon viatico per chi, come me, si sta avviando alla scrittura poetica. TRA LE RIGHE HO APPRESO MOLTI INSEGNAMENTI E SULLE RIGHE, HO CAPITO CHE NON DEVO FARMI SOVERCHIE ILLUSIONI.

 Antonio De Marchi-Gherini - 01/04/2010 12:10:00 [ leggi altri commenti di Antonio De Marchi-Gherini » ]

Non riesco a comprendere che cosa significhi scrivere tante cose, alcune inesatte e poi non avere il coraggio di firmarsi, allora tanto valeva scrivermi privatamente.
Credo che il mio pensiero sui premi sia chiaro. Vi pregherei di rileggerlo...poi partecipate a tutti i premi che volete, con tasse di lettura o meno. Pochi sono i momenti in cui si festeggia un poeta e la poesia, il premio é uno di questi, ma dura quello che dura, poi tutto finisce lì. Quelli ritenuti laureanti, sono in mano alle case editrici, quindi se non siete ’pubblicati bene, scordateveli. Per il resto in bocca al lupo e buon divertimento, senza sarcasmo alcuno.

 Anonimo - 01/04/2010 01:34:00 [ leggi altri commenti di Anonimo » ]

Il poeta Antonio De Marchi Gherini é una vecchia conoscenza, ricordo di avere letto suoi testi anche su riviste palermitane fin dal 1984, é anche una persona onesta e gran lavoratore. Quando era in contatto con me era dirigente del vecchio P.C.I. Pur venendo da una famiglia borghese e di tutt’altre simpatie politiche. Lo ricordo in giro per l’Italia con David Maria Turoldo e anche a Pavia con altri. Insomma lo conosco.Ma c’é una cosa che non mi convince, ha vinto tantissimi premi e ne parla male. Allora che smetta di parteciparvi e lasci il posto a chi ai premi ci tiene.Non ne abbia a male se non mi firmo, ma credo che lui abbia capito chi sono.Dalle mie mani ha ricevuto uno dei premi più importanti in termini di valore come Giuria e come vile pecunia.

 Rosanna Giannino - 31/03/2010 23:34:00 [ leggi altri commenti di Rosanna Giannino » ]

Che bella sorpresa oggi fra le mail: un augurio di un poeta! E che poeta! Ho iniziato a leggere alcune delle tue poesie e mi sono piaciute molto per la loro raffinata eleganza.
Complimenti sinceri e auguri anche a te!

 Loredana Bianchi - 26/03/2010 02:39:00 [ leggi altri commenti di Loredana Bianchi » ]

Anche l’intervista non smentisce l’idea che mi sono fatta del poeta Antonio De Marchi Gherini; certo molte cose mi sfuggono, perché non conosco alcuni poeti che lui cita, ma dalle sue risposte si vede che é un artista che si abbevera alle fonti della Verità e il suo ultimo libro, per chi lo sa comprendere, ha altissimi contenuti di spiritualità.

 Anonimo - 24/03/2010 10:42:00 [ leggi altri commenti di Anonimo » ]

Bella, illuminante, senza peli sulla lingua. Dovrebbero leggerla i sedicendi grandi poeti italiani contemporanei.

 Franco Egidio Ballabeni - 24/03/2010 00:26:00 [ leggi altri commenti di Franco Egidio Ballabeni » ]

Bella e sincera come sempre sa essere Antonio.E come sempre si farà un gran numero di nemici.
Un’altra delle sue frasi chiave sulla poesia é: l’unica attività culturale ’commerciale’ dove l’offerta supera di gran lunga la domanda e per questo i conti non torneranno mai.Però aggiunge pure che la poesia, quando vale, impiega anni ad entrare in circolo, ma poi ci resta per decenni,basti pensare a Ungaretti, Quasimodo, Montale e via discorrendo, andando all’indietro Leopardi, Carducci, Pascoli, D’Annunzio, mentre i romanzi, poniamo del suo amico Andrea Vitali, che lui chiama il Camilleri del nord,potrebbero essere dimenticati nel giro di due, tre generazioni.

 Antonio De Marchi-Gherini - 23/03/2010 23:41:00 [ leggi altri commenti di Antonio De Marchi-Gherini » ]

Per chi non lo sapesse Lorenzo Mullon é un poeta di strada; un autentico poeta che confeziona dei coloratissimi libriccini che vende a quelli che incontra. Lo conobbi qualche anno fa mentre ero in gita con una scolaresca, al Parco Sempione di Milano.Da allora nacque un’autentica amicizia, scrive delle splendide poesie che ricordano un po’ i poeti greci arcaici e un po’ Sandro Penna, ma Lorenzo Mullon é Lorenzo Mullon, un poeta autentico, istintivo, dolcissimo.Niente a che fare con tutti i poeti veri o presunti che ho conosciuto finora.

 Lorenzo Mullon - 23/03/2010 20:37:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

Scusate se intervengo nuovamente, però mi frullano in mente delle domande.
Cosa c’è di male nel romanticismo, nella dolcezza, nell’essere gentili?
Un giorno, tanti anni fa, Francesco Leonetti mi apostrofò dicendo:"Ho letto le sue poesie, lei è un innamorato della parola innamorata". Cosa dovrei essere, un amante della parola che odia?
È vero, troppi politici usano il sorriso per ingannare la gente, ma per questo dobbiamo fare la faccia dura, diventare aggressivi e cancellare il sorriso?
Basta camminare in città, scendere in metropolitana e vedi tutti con la faccia scura, sempre incazzati, vestiti di nero (quando ero bambino quei rarissimi che si vestivano di nero li prendevamo in giro, li chiamavamo "becchini") dentro macchine nere con i vetri rigorosamente oscurati... un mondo senza colori, senza emozioni, senza verità.
A me questa società rancorosa fredda e snob non piace proprio. Cosa dovrei fare, cedere alla tentazione del tanto peggio tanto meglio, finire nel sarcasmo autolesionista?
Preferisco ricercare nella magia della parola quegli spiragli di aria fresca e cieli stellati per stupirmi e per meravigliarmi ancora. Alla faccia degli invidiosi e dei negativi che godono nell’intristire gli altri.

 Lorenzo Mullon - 23/03/2010 13:17:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

Chiedo scusa per l’opinione fuori dal coro, però mi sembrano poesie molto romantiche queste di Antonio De Marchi-Gherini. Ma attenzione, ognuno nelle cose vede se stesso, e nella mia percezione (valida solo per il sottoscritto) il romanticismo non è né banale né scontato ma attualissimo. Attualissimo perché associo, forse sbagliando, il termine romantico al sogno e alla sua capacità di aprire ad altre dimensioni, reali quanto e piú di questa. Tanto reali da provare a rovesciarle dentro questo mondo, rischiando anche sulla propria pelle. E mi dispiace per chi non le può frequentare queste dimensioni altre, e magari finisce per ricoprire le peggiori mansioni nelle stanze del potere, allora sì mascherandosi da "romantico", ma nei fatti deluso cinico e senza nessuna tensione ideale.
Ecco, se non piace la parola romantico (consiglio però lo sforzo di non buttare via il bambino insieme all’acqua sporca), se non piace allora userei proprio questa tensione per descrivere in positivo le poesie de "L’Altro". Con l’augurio che portino a nuove scoperte, non formali e non intellettuali ma legate all’esperienza.
Lorenzo Mullon, poeta ambulante

 Liliana Ugolini - 23/03/2010 09:55:00 [ leggi altri commenti di Liliana Ugolini » ]

Bene, dici cose interessanti. Complimenti per il lungo percorso dentro la poesia.

 Franca Alaimo - 21/03/2010 15:50:00 [ leggi altri commenti di Franca Alaimo » ]

Che dire di un’intervista? Non si può certo lasciare un commento in senso stretto, ma soltanto fare sedimentare certe sue affermazioni. Di Antonio mi piace il suo sentirsi totus poeta, qualsiasi cosa faccia, la fame di leggere e fare che lo porta ad essere onnivoro di ogni espressione di beltà. La sincerità e, soprattutto, il suo costante navigare attorno alle cose che riguardano lo spirito, cioè l’uomo con la "sapiente cecità" che ci caratterizza.
Da qualche tempo mi invia i pensieri quotidiani di maestri dello spirito. Certe sue letture sono le mie, certe sue convinzioni,pure.
L’intervista ha confermato il mio personale sentimento del suo essere uomo-poeta. Lo voglio ringraziare, qui, di fronte a tutti i lettori di La recherche. Ciao, Antonio!

 Loredana Savelli - 21/03/2010 07:07:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Altra riflessione che mi è risuonata: "Resto comunque dell’opinione che non ci sono grandi poeti, ma grandi poesie, al vaglio del tempo, sulle lunghe distanze, ovviamente, di un poeta anche celeberrimo si salvano dieci, venti poesie e tutto il resto rimane come esercizio. La poesia è una scrittura a togliere, non a mettere, perché resti il puro distillato, quello più dolce, più fragrante."
Anche questo è consolante. Un incoraggiamento a scrivere, ma con umiltà, sapendo che i momenti veramente felici saranno pochi. Se è vero per i poeti "laureati", quanto più lo sarà per i semplici amatori!

 Loredana Savelli - 20/03/2010 23:14:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Ho avuto la "pazienza" di leggere e ho incontrato una persona autentica e molto ricca. Tra le tante interessanti riflessioni, una in particolare ho meditato: "la poesia ci ronza in testa. Dico la struttura, la rima, l’armonia. A partire dalle canzoni, per arrivare ai canti liturgici, ai salmi ecc., anche se non si può parlare di poesia pura, di forma mentis, sì." Questo è consolante. Per chi non possiede il mestiere, ma forse soltanto una vaga forma mentis o più probabilmente una "stranezza emotiva" (alludo anche a me stessa), essere riconosciuti poeti, benchè "impuri", è gratificante e invoglia ad accostarsi con sempre maggiore entusiasmo e consapevolezza a questo linguaggio. Antonio De Marchi-Gherini ha dato prova di essere una persona appassionata, un profondo conoscitore senza essere pedante, ma soprattutto una persona intellettualmente onesta che onora il suo lavoro con semplicità e con la coscienza dignitosa del pioniere.

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