LaRecherche.it

« indietro :: torna al testo senza commentare

Scrivi un commento al testo di Redazione LaRecherche.it
Due inediti

*

Degli occhi quali specchi,
sistemi di universi in espansione,
si leggano sentieri doltre
con direzione retta
brandello conteso di principio.
Zingare dimore le carezze
le zagare distendono le note.
Percorsi della caccia
esalano vapori di tossiche razzie.
.
Eco battente solfeggiata
voce con sintonia di donna.
Assumo qualit di guastatore
nell'intimo dominio di giornata.
Si limita lazione dirompente
carente in tregua.
Come un concerto a tuba,
fuori dal piatto,
e timpani a ridosso darpa
mi lascio a increspature di materia
sorprese raddoppiate nello spasmo.
.
Dodecafonico ritorno musicale
offre le variazioni in tema dorneblenda
limpressionismo dacquerello a macchie
chiude placato opima raccolta.


*

EPILOGO DI MAGGIO

Del maggio esistenziale
ridotto nella sindrome del tempo
rimane laura nera
e la camelia bianca che indossa la signora.
LAlba dipinta su muri sgretolati
e unafa impenitente che fonde primavera.
Di maggio si dilegua tutto
i petali di rosa,
i dardi che trapassano la storia
i nomi assimilati nella pena.
Indugia solo una tortura:
lattesa lunga un anno
di alacre fioritura.

 Daniele Santoro - 08/11/2010 17:54:00 [ leggi altri commenti di Daniele Santoro » ]

Condivido pienamente l’analisi di Savelli, e in particolare quella relativa al secondo testo; la tonalit elegiaca eppure tragica di Epilogo di Maggio emerge da una serie di lemmi afferenti al campo semantico dellepilogo (aura nera, sindrome, sgretolati), anche se alternati a pochi ma efficaci sprazzi di rinascita, seppure alacre: Alba, per esempio - efficacemente in maiuscolo e a inizio verso - che disegna con primavera del verso successivo un chiasmo di grande effetto e preannunzia il finale fioritura che fa rima - ossimorica? - con tortura; ho trovato suggestivo inoltre il gioco, nascosto ad interno verso, creato dallassonanza tra bianca e alba e dalla paronomasia tra aura, bianca, alba e afa.

 Loredana Savelli - 08/11/2010 16:24:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

La prima sembrerebbe una scrittura rapida che scorre su una musica contemporanea, dove non si cerchi il tema o uno sviluppo formale, ma evocazioni-lampo, sonorit che svaniscono quasi senza lasciare traccia nella mente. Ci mi viene suggerito dall’uso di numerosi termini musicali (note, solfeggiata, dodecafonico, eco, concerto, tuba, arpa, piatto, timpani ecc.). Se fosse vero quello che ho recepito, sarebbe davvero interessante (per me) capire quale musica abbia fornito tale spunto.

Ho trovato la seconda molto delicata, ma con una tonalit tragica: l’aura nera, la camelia bianca, i muri sgretolati, il dileguarsi di tutto e l’attesa della fioritura vissuta come una tortura. Non sempre la primavera concede ci che promette, nonostante i petali di rosa...

 leopoldo attolico - 08/11/2010 11:51:00 [ leggi altri commenti di leopoldo attolico » ]

A differenza del primo testo , "Epilogo di Maggio" non pone "problemi" di decodificazione ed esperisce elegia senza celebrarla , con pochi e significativi tocchi perfettamente risolti .
Complimenti da parte mia .

Per commentare devi autenticarti