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Degli occhi quali specchi, sistemi di universi in espansione, si leggano sentieri doltre con direzione retta brandello conteso di principio. Zingare dimore le carezze le zagare distendono le note. Percorsi della caccia esalano vapori di tossiche razzie. . Eco battente solfeggiata voce con sintonia di donna. Assumo qualit di guastatore nell'intimo dominio di giornata. Si limita lazione dirompente carente in tregua. Come un concerto a tuba, fuori dal piatto, e timpani a ridosso darpa mi lascio a increspature di materia sorprese raddoppiate nello spasmo. . Dodecafonico ritorno musicale offre le variazioni in tema dorneblenda limpressionismo dacquerello a macchie chiude placato opima raccolta.
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EPILOGO DI MAGGIO
Del maggio esistenziale ridotto nella sindrome del tempo rimane laura nera e la camelia bianca che indossa la signora. LAlba dipinta su muri sgretolati e unafa impenitente che fonde primavera. Di maggio si dilegua tutto i petali di rosa, i dardi che trapassano la storia i nomi assimilati nella pena. Indugia solo una tortura: lattesa lunga un anno di alacre fioritura.
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Daniele Santoro
- 08/11/2010 17:54:00
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Condivido pienamente lanalisi di Savelli, e in particolare quella relativa al secondo testo; la tonalit elegiaca eppure tragica di Epilogo di Maggio emerge da una serie di lemmi afferenti al campo semantico dellepilogo (aura nera, sindrome, sgretolati), anche se alternati a pochi ma efficaci sprazzi di rinascita, seppure alacre: Alba, per esempio - efficacemente in maiuscolo e a inizio verso - che disegna con primavera del verso successivo un chiasmo di grande effetto e preannunzia il finale fioritura che fa rima - ossimorica? - con tortura; ho trovato suggestivo inoltre il gioco, nascosto ad interno verso, creato dallassonanza tra bianca e alba e dalla paronomasia tra aura, bianca, alba e afa.
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Loredana Savelli
- 08/11/2010 16:24:00
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La prima sembrerebbe una scrittura rapida che scorre su una musica contemporanea, dove non si cerchi il tema o uno sviluppo formale, ma evocazioni-lampo, sonorit che svaniscono quasi senza lasciare traccia nella mente. Ci mi viene suggerito dalluso di numerosi termini musicali (note, solfeggiata, dodecafonico, eco, concerto, tuba, arpa, piatto, timpani ecc.). Se fosse vero quello che ho recepito, sarebbe davvero interessante (per me) capire quale musica abbia fornito tale spunto.
Ho trovato la seconda molto delicata, ma con una tonalit tragica: laura nera, la camelia bianca, i muri sgretolati, il dileguarsi di tutto e lattesa della fioritura vissuta come una tortura. Non sempre la primavera concede ci che promette, nonostante i petali di rosa...
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leopoldo attolico
- 08/11/2010 11:51:00
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A differenza del primo testo , "Epilogo di Maggio" non pone "problemi" di decodificazione ed esperisce elegia senza celebrarla , con pochi e significativi tocchi perfettamente risolti . Complimenti da parte mia .
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