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Capovolte Parole

 

 

Capovolgo parole taciute  

per rimarcarle con vigore  

al vento che attraversa il mare  

fino a raggiungere la città perduta  

nel tuo cuore chiuso in un angolo  

senza spiragli di allegria e serenità.  

Vorrei forzare la serratura di ferro  

della tua ragione arrugginita  

dall'egoismo che ti copre e ti scalda  

lasciandoti macerare in un bagno  

di lacrime e lamenti senza rimorsi,  

che ti ridestino dal sonno convulso  

che ti scuote lasciandoti cadere  

in fondo al buio senza speranza.  

Vorrei capovolgere il tuo dolore  

ferito dalla crudeltà del destino,  

in una cicatrice da portare fiero  

sulla pelle del cuore che, guarito,  

assapora la vita 

nella sua complessità,  

ammirata dal vertice della tua anima,  

libera come un rapace ribelle  

che sovrasta incondizionato  

su quegli obiettivi che fanno  

respirare ancora 

il senso di conquista.  

Capovolgo ancora i tuoi silenzi  

sotto il cielo immobile del tuo lutto  

trasformandoli in parole che scavino  

tunnel fino a raggiungere il cuore,  

perché è da lì che rinascerai ancora  

senza morire ancora sotto  

il braccio della scura maschera  

della depressione, che a passo svelto  

ti lascia bere al calice del suo veleno.  

 

Laura Lapietra ©

 

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