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al testo di LauraLapietra
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Quando il sole, nel terso cielo, declina il suo sguardo cocente nel suo dorato seno, e le verdi foglie tremule, al lieve sibilo, sussurrano il loro addio ai nembi che ovattano, l’estate dai fiori si dissolve in un respiro di seta grigia, che, come un sogno che svanisce al primo chiarore che risveglia, porta via il suo bagaglio spensierato. L’aria s’intesse di gocce di ricordi e promesse in gomitoli da sfilare. Ogni zefiro porta con sé il suo aroma lontano tra sospiri di quei giorni colmi di luce e risa accese tra colori mai sbiaditi, mentre il mare, placido tra scogli, culla memorie ospiti nel cuore. L’orizzonte arrossisce ancora in sfumature d’ambra, dove il giorno cede il passo ai pennelli della fresca notte, e i cieli dolcemente si adornano di stelle tremolanti nell’infinito, custodi dei segreti d’estate che parte. Nei giardini ormai quieti, al canto malinconico dei grilli, il saggio araldo dell’autunno carezza i capelli nel suo cammino, raccontando delle leggere piogge. È un ritmo eterno di stagioni nel cerchio del tempo che soffia rincorse di effimero splendore, che trasforma e poi svanisce nel ventaglio dei cicli che svelano gli occhi degli anni maturi, alle iridi dei nostri animi sempre verdi.
Laura Lapietra ©
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