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Capelli

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Mia cara Laura,

ti mando questa breve nota per spiegarti la mia partenza improvvisa. Tutto è iniziato martedì: ho terminato di lavorare prima del previsto ed ho deciso di fermarmi dal parrucchiere per godermi un momento gradevole tutto per me.

C’era posto nel salone di bellezza del centro commerciale, dopo pochi minuti di attesa una ragazza giovane, che avevo già visto, mi ha fatto accomodare al lavatesta.

Mi ha avvolto i capelli con l’asciugamano e mi ha chiesto cosa desiderassi fare: le ho risposto che avevo bisogno di dare più volume ai miei capelli lisci, mi sarebbe piaciuto dare un tono sbarazzino alla mia capigliatura che porto al naturale, lunghi capelli grigio-argento. La parrucchiera ha fatto un cenno di assenso e mi ha detto di star tranquilla, ci avrebbe pensato lei, poi ha cominciato a muovere le forbici velocemente mentre io leggevo la posta sul cellulare. Ho visto le ciocche per terra e alzando gli occhi mi sono resa conto del disastro: i miei capelli lunghi e fluenti erano spariti e nello specchio ho visto una signora anziana con i capelli corti, e, in realtà, la cosa peggiore è che ho riconosciuto mia madre. La ragazza ha notato il mio sguardo perplesso e sorridendo ha cercato di adularmi facendo notare come la nuova acconciatura metteva in risalto l’ovale del viso e gli occhi chiari. Un taglio davvero adatto a me ha ripetuto. Adatto alle mie rughe sul collo e al colorito spento, ho pensato senza risponderle.

Ritagli di capelli bianchi mi cadevano addosso mentre mi faceva la piega. Mi sono guardata attorno e nel salone ho visto le donne con i capelli grigi tutte con il mio stesso taglio corto, come consorelle dello stesso ordine religioso, punite per non essere più giovani e belle.

Mia madre era sempre lì che mi guardava nello specchio, vestita come me, con un’espressione triste sul viso. Sei invecchiata anche tu mi diceva, adesso guarderanno anche te con compassione, non più con desiderio o ammirazione. Truccati pure se vuoi, chi vuoi incantare? Pensavi che la tua intelligenza ti avrebbe salvata, invece sei una donna vecchia come me.

Ho pagato il taglio e la piega alla cassa e sono uscita con un falso sorriso sulle labbra. A casa tuo padre non c’era, meglio così, non sarei riuscita a sostenere il suo sguardo. Ho passato una notte agitata e al mattino mia madre era sempre lì, aveva preso il mio posto. E se lei era lì, io dov’ero? In ufficio le colleghe hanno commentato positivamente il mio nuovo look, ma io ho ribattuto che non mi piacevo e che speravo che i capelli ricrescessero in fretta.

Ero distratta, improvvisamente indifferente alle attività di ogni giorno. La sera ho visto papà, che era tornato dalla trasferta: mi ha sorriso, ma ho intravisto una nota malinconica nel suo modo di guardarmi, ho pensato che si stesse chiedendo anche lui dov’era finita la ragazza di cui si era innamorato.   Durante la notte ho fatto un sogno: ero circondata da farfalle bellissime, si posavano su di me, mi lasciavano addosso tracce di colore blu, argento e oro, poi improvvisamente volavano via e io disperata le cercavo ma non le vedevo più. Mi mancavano i loro colori sfavillanti. Mi sono svegliata con un senso di angoscia e con un desiderio impellente: dovevo andare via, cercare un’altra me più saggia, che non avrebbe vissuto l’età matura come una sconfitta ma come un momento di crescita, di trasformazione positiva.  Mi è venuta un’idea che ho comunicato a papà a colazione: lui mi ha guardato ed ha sorriso, pensava stessi scherzando. Ho insistito e lui, dopo qualche minuto di incertezza, mi ha abbracciato dicendomi: “Perché no? È da tanto che ci stiamo comportando da persone serie, è giusto che ci riprendiamo la nostra libertà!” Così abbiamo deciso, brindando con il cappuccino, che saremo partiti, destinazione Messico. Ho comprato i voli online, abbiamo fatto i bagagli e questa sera eccoci in aeroporto, ti sto scrivendo seduta in una scomoda poltroncina in attesa di essere imbarcati. Sono passati solo tre giorni da quando ho tagliato i capelli.

Lo so, sono stata impulsiva, ho fatto un capriccio come quelli che facevi tu da bambina, ma sono felice, non mi importa se i capelli sono corti o lunghi. Quando ci rivedremo spero di farti una sorpresa: non scorgerai in me tua nonna con la sua rassegnazione, ma una donna luminosa, senza più paura dell’età che avanza e in grado di affrontare il futuro con energia, insieme ad un uomo, tuo papà, che mi ama sempre ed è qui adesso con me che mi guarda e sorride.

Con amore, mille baci,

 mamma     

 

AA.VV. Professione Viaggiatore, Vol. 1, Idrovolante Edizioni, luglio 2020

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