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Manuel Paolino in un’intervista su L’idromele parte prima

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Manuel, ci parli del suo nuovo libro...

 
Quando decisi di dare vita ad un'opera che potesse racchiudere tutta la mia produzione poetica non avevo composto ancora gran parte delle liriche de "L'idromele", eppure sapevo che quel giorno prima o poi sarebbe arrivato. Ho voluto dare una forma liquida al libro, sia per riprendere il significato del titolo, impregnato com'è di una simbologia divina e poetica legata all'ispirazione, sia per mischiare al suo interno tutte le mie composizioni, proprio come se venissero immerse in un fluido, in modo da non offrire saldi punti di riferimento, ma anzi attribuire completa autonomia al lettore, a cui il libro si rivolge fin dall'incipit.
 
Qual è la testimonianza che quest'opera apporta alla realtà poetica?
 
Appare da subito chiara la metafora della bevanda degli dei madre della poesia che si dona qui come un liquido fatto di versi il quale si prefigge di dissetare il lettore. Ma non solo. L'idromele è un vero e proprio ricettacolo poetico, che testimonia l'evoluzione lirica ed estetica di un poeta che vuole trasmettere tutto ciò che ha visto, letto, appreso e sperimentato, attraverso il suo personale punto di vista sulla poesia e sul mondo. Un'opera che risalta uno sguardo mai sazio e lo fa mediante continui riferimenti ad autori, poeti, personaggi, luoghi; un libro nel libro, costituito anche da storie, reali o immaginarie, e dalla presenza di grandi maestri del passato, oltre che dalla continua ricerca poetica e della poesia, trasportata sulla corrente biografica dell'autore, che qui si snoda in multipli sentieri.
 
Perché "Parte Prima"? E in quali estetiche e tematiche si potrebbe trovare immerso il lettore leggendo le sue poesie?
 
Non potevo non dividerlo in due parti, su suggerimento della casa editrice Il seme bianco, e di Michele Caccamo, data la mole. Ed ecco che la "Parte Prima" si manifesta, con la sua magnifica copertina, come la prima metà della mia produzione. Certo, si tratta di un liquido ben definito anche se con una miriade di sfumature: non un mare, né un fiume, ma un liquido intenso, che stringe tra i suoi versi, in un naufragare, in attesa di una rivelazione. Ne consegue un'estetica, che muta, si evolve su uno stesso piano, segue il pensiero, le riflessioni del poeta: poesia pura, ermetismo, simbolismo, e poi ancora surrealismo, in seguito creazionismo e infine un realismo cosciente. E a tutto questo si mischiano, miti antichi e mistero, antichità e storia, religioni; una poesia di maledizioni e illuminazioni che spazia nel mondo e oltre.
 
 
 

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