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A Gressoney

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‘Fiamme scoppiettanti, laceranti
incendiano il vecchio mondo,
poeti crepuscolari!
Sull’orlo dell’abisso senza fondo
ove caddero ad uno ad uno infranti
i vecchi altari,
m’accomiato da voi! Rulla il tamburo.’
(Nino Oxilia)

I. Gressoney est omnis divisa in partes duo. Cesare comprende che le divisioni sono fondamentali. Sant Jean comprende i servizi logistici. La Trinité è il fronte della montagna. On the mountfront, egli valica il passo dei Salati e incombe da quella parte, dove Vercingetorige non lo aspetta. Il capo Gallo ha distrutto le messi a valle ma, di là dal Gabiet e tra le seggiovie, vi sono le provviste. Cesare attacca Stafal sotto una nevicata, i legionari hanno il passo frenato ma il vantaggio di agire indisturbati. Maria Minore guida l’avanguardia e lascia indietro gli ufficiali cadenti perché, intanto, non possono che scendere a valle. Circonvallare è il verbo con il quale s’intende costruire per circoscrivere i problemi locali. All’esterno del vallo, si preparano all’opera le nuove leve, Bebe e Martulina. Esse necessitano d’istruzione e, Daniela Maggiore, si staglia tra le pastoie del centro addestramento reclute. La valorosa centuriona porta le sue conoscenze dalle trascorse campagne a favore dei parvuli. Maria Maggiore non crede che Cesare conosca le centurione, ma fornisce i materiali. La centuriona Federica ha le aste nuove e slargate, essa dice che sono eguali a quelle dell’altra. Leonardo dipingerà Sant’Anna e sua figlia Maria Santissima, perché non potrà fare a meno né dell’una né dell’altra. Monica è la terza e, nel suo silenzio, incarna la scelta dell’età matura.

‘Morto è il Passato e con le baionette
stiamo uccidendo il Presente
per mettere in trono il Futuro…’
(Nino Oxilia)

II. Daniela Minore meritava una nuova meta. Poteva essere la sua Venezia o, sulla scia dei ceti emergenti e come nelle Ultime Sere di Carnovale, la Moscovia. Le Idi di Marzo sciolsero i dubbi, se ancora ve ne fossero. Si divisero, allora, le nazioni sulle religioni. Si apriva lo spazio alle vocazioni e don Ugo poté operare dietro le insegne di Santa Romana Chiesa. ‘At least we’ll die with bag on our back – Almeno moriremo con lo zaino in spalla’, disse il religioso, con modifica minore da Macbeth, pensando alla sua Ascensione al Balmenhorn. La nuova filosofia intorno a Dio mancava della sua narrativa. Dopo il passaggio di Gesù, non era possibile replicare gli eventi. Restava la possibilità di scrivere nello stile dell’Antico Testamento, però bisognava avere compreso la lezione. Decifrare la presenza di Dio nella storia. Elisa era Teodora. Il bello era che nessuno voleva fissare la conversione, sul fuso di New York, delle ore scandite il 29 maggio 1453 a Costantinopoli. Le cannonate a San Romano non furono proprio come quelle alle Twin Towers. ‘Alias Grace’, scrisse Atwood, e fu bene per Beatrice che fece in tempo a scorgere Dickens nelle sue ‘Great Expectations’. Incominciava a tirare la fredda aria del meriggio, e si doveva rientrare o ritornare. All’incontro in vetta al monte Purgatorio, alias Beatrice ricordò a Dante che volle fare di lui un uomo nuovo. Era indispensabile. Greta vestiva all’ultima moda giovanile e non ricordò James Dean. Renée diffuse nell’aere i suoi virtuosi pensieri. Enrica portò alla cottura le sue specialità. In Wonderland, Alice rifletteva che Humpty Dumpty era irrimediabilmente rotto e non poteva essere rimesso insieme. Doveva nascere qualcun altro, sotto le Cinquanta Stelle del nostro Impero.


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