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Cornelia Cinnilla

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CORNELIA CINNILLA Storia Romana in atto unico di Paolo Giuseppe Mazzarello.

 

 

Prologo

Ecoutez publico gentil my voice of trobador Que canta quei che contra o pro natura S'en van caminando soto 'l fuego e 'l bollor. Ei furo ensemble in ta la vida, Or sono a purgar in oposita directory. Amor li tenìa avvinti a lor corrida, Lor poesia, ora, vuele victory. Meglio di me Padre Dante dirà Quel che amor mi spinse a poetar: 'La gente che non vien con noi, offese di ciò per che già Cesar, triunfando, regina contra sé chiamar s'intese'.

 

 

I Roma, 81 aC. Aurelia, madre di Cesare, e Cesare.

CESARE Madre, lo spirito di un uomo sopravvive alla sua morte. Sono il flamen Dialis e devo fare il mio dovere. Però, mi chiedo, cosa mi chiederanno un giorno quelli dei quali oggi devo purificare la casa. AURELIA Poi lo scoprirai, ora sbrigati o farai tardi dalla zia Teofila. Ecco..prendi il berretto, annoda bene i lacci sotto il mento, in cima il ramoscello d'ulivo è storto...aspetta, lo aggiusto. CESARE Quando ho finito mi vedo con Nilla, passiamo a vedere quel tappeto che ci piace per la camera da letto: viene dal regno del re dei re Parti. AURELIA Non costerà troppo? CESARE Ave...ave.

 

II Cesare, Teofila.

CESARE Così sia. TEOFILA Vorrei non fosse così. Mi chiedo se abbiamo fatto tutto il possibile per salvarlo. CESARE Non ti basta il possibile, Teofila, ma è tutto quello che abbiamo. TEOFILA Ora i nipoti mi assaliranno con le pretese d'eredità. Il testamento del povero Gaio Laurenzio, mio diletto marito, è tutto a mio favore. Tuttavia mi attendo i loro assalti. CESARE Sono gli unici assalti che sanno fare. Non basterebbe tutto l'oro di Mitridate a placarli ma si accontenteranno di sette sesterzi ciascuno. TEOFILA Da oggi Roma ha un'altra vedova e le tasse morderanno le carni che non avranno le carezze di un uomo.

 

III Cesare, sua moglie Cornelia Cinnilla, loro figlia Iulia.

CESARE Nilla, oggi compriamo un bel tappeto. Piccola Iulia, lo vuoi un tappeto nuovo? IULIA E' mio, tata? CESARE Si, Iu-Iu. Nilla, aspettiamo a dirle che non tutto è suo. Dovremmo dirlo prima ai custodi del tesoro repubblicano. CORNELIA Cosa? Cesare, ti va' una tazza di vino mielato? Oggi fa' un freddo tale che farebbe a tutti bene, CESARE A Iu-Iu daremo l'aranciata mielata. Nilla, entriamo qui, è un bel posto. CORNELIA Cesare, oggi è l'ultima volta che ci vediamo. Divorziamo. CESARE A me piacque sempre, la nostra confarreatio. CORNELIA Inviti anche Silla? Ha mandato due ceffi a cercarti, sei nella lista di proscrizione, hai l'ordine di divorziare. Sono la figlia di Cinna e siamo in disgrazia. CESARE Essere figlia di Cinna non è una disgrazia. Gran tipo, tuo padre. Un console col brando. CORNELIA Gliel'hanno rotto. Dai, su, io rientro con Iu-Iu. CESARE Tua madre avrebbe piacere di averti con sé , puoi stare da lei. Puoi andare dalle mie sorelle, se preferisci, o restare con mia madre. CORNELIA Andrò da tua madre ma non so quanto potremo restarci. CESARE Ci resterai quanto vorrai. Io me ne andrò a fare un giro. CORNELIA E' pericoloso. CESARE La vita non è pericolosa. Iu-Iu, ora vai con la mamma, tata fa' un viaggio ma poi ritorna. E poi, Nilla, non sei mica da buttare via! IULIA Tata, e il mio tappeto? CESARE Lo andiamo a comperare subito! Intanto Silla non è mica Achille piè veloce. IULIA Μηυον άειδε, θεά, Πηληϊάδεω 'Aχιληος ούλομένην.. Mamma, in senato mi faranno parlare Greco come Molone di Rodi? CORNELIA Sicuro, Iu-Iu: ora, andiamo a prendere questo tappeto. [Escono] [Entrano due vigili ed un ubriaco] I° VIGILE Ci hanno detto che era qui. Dov'è finito Caio Giulio? II° VIGILE Dobbiamo consegnargli la notifica con ricevuta di ritorno. I° VIGILE Ai sensi dell'articolo duo, possiamo lasciarla a persona che conosca il de cuius. Ehi, tu, conosci Caio Giulio Cesare. UBRIACO Certo! I° VIGILE Che alito! Questo qui deve fare la prova dell'anforino. I° VIGILE Caio Giulio è stato rimosso da flamen Dialis. La sua lettiga è in divieto di sosta nei posteggi riservati ai religiosi. UBRIACO Con tutte le multe, dico voi, me li date due denari per farmi un goccetto?

 

IV Aurelia, Cornelia.

AURELIA Prego gli dei per voi. CORNELIA Pregali per tutti noi. AURELIA Ho paura. CORNELIA Perchè se n'è andato? AURELIA Perchè, c'è mai stato? CORNELIA Non riusciamo a realizzare i progetti. AURELIA Sono abituata. CORNELIA Il futuro sembra impossibile. AURELIA Sono io sola a non averlo. CORNELIA Non riesco a distogliere il pensiero dai nostri mali. AURELIA Non riesco a piangere. CORNELIA Dobbiamo abituarci a fare a meno di lui. AURELIA Devo abituarmi a fare a meno di tutto. CORNELIA Il letto è così freddo, in queste notti. AURELIA Dorme la bambina? CORNELIA Si, è nel suo lettino. AURELIA Ho tolto il pane dal forno. CORNELIA E' buono, croccante. Prendi un'oliva? AURELIA Beviamoci su un bicchiere. CORNELIA Lo scaldo e ci metto il miele. AURELIA E' ancora l'uva della nostra vigna, l'ultima vendemmia. CORNELIA Ultima vendemmia in campagna. AURELIA Cesare ha fatto demolire quella casa. CORNELIA Non stava più in piedi. AURELIA Ho comprato un paio di calzari nuovi. CORNELIA Anch'io, meno male che Cesare ci ha lasciato i sesterzi.

 

 

V Servilia, Cornelia.

SERVILIA Ti piace la mia nuova veste? L'abbiamo presa da Verre, è seta di Malta, fa' l'effetto di una carezza mie lunghe gambe. Anche se le tue sono più corte, potresti procurartene una. CORNELIA Per i funerali di Silla, basta la veste vecchia. SERVILIA Oh, ma certo cara! Ora potrà ritornare tuo marito. Dovrai vedertela con le altre in crisi d'astinenza. CORNELIA Io sono sua moglie. SERVILIA Mio figlio Marco Giunio sta crescendo, so cosa vuole dire essere moglie. CORNELIA E cosa vuole dire? SERVILIA Bastare a se stessa. CORNELIA E' un pensiero molto repubblicano. SERVILIA C'è altro? CORNELIA Ci sono gli uomini. SERVILIA La sua bocca mi esplorava..la mia bocca ne ha bisogno.. CORNELIA Tutta me stessa ne ha bisogno. SERVILIA Prima che facciano i consoli nuovi, Isaurico e Pulcro faranno la legge per regolarizzare le liberte. CORNELIA Donne ai saldi! SERVILIA Le liberte non sono donne. CORNELIA Comunque, ho già fatto la spesa. SERVILIA Sta attenta che non te la portino via. CORNELIA Tu non corri questo rischio. SERVILIA Faremo tardi ai funerali di Lucio Cornelio.

 

VI Mitilene, campo di battaglia. Cesare, due legionari.

CESARE Mìtili, vi spacco il cranio. Tu, non scappare, ecco..ti taglio il braccio. Corazze infrante, rumore celeste. I° LEGIONARIO Gh'avemo combatù propio bèn. II° LEGIONARIO Ocio, Cesare! Semo tropo avanti sui nostri. CESARE Quei cunni sono lenti. Portate qui gli scudi, uniteli, ci salgo sopra e li chiamo. I° LEGIONARIO Cesare, abbiamo vinto ed hai guadagnato la corona civica. CESARE Dovrebbero darla ad una che è rimasta a Roma. II° LEGIONARIO Sta attento a non dare qualcosa a chi sta arrivando. [Entra Nicomede IV° di Bitinia] NICOMEDE Cesare, καλός, che bello vederti e conoscerti. La Bitinia è così piccola e tu sembri così grande. CESARE Вασίλευς, grande è il cuore ell'uomo, piccolo il suo pube. Νόος vede molto, 'Еρος vuole poco. NICOMEDE E' così poco quello che voglio da te. CESARE Io voglio che tu mi dia una flotta per concludere l'assedio. NICOMEDE Un povero re orientale non ha grandi mezzi, salvo il suo cuore. CESARE Hai buoni mezzi, piccolo re dal grande cuore. NICOMEDE Tu mi rovini! CESARE Tu non rovinerai me, anche se diranno che lo avrai fatto. NICOMEDE Avrai la tua flotta, τύραννος. CESARE Avremo la gloria di Roma. I° LEGIONARIO Speriamo che tocchi qualcosa anche a noi. II° LEGIONARIO Almeno, questa sera uno potrà toccare qualcosa.

 

VII Roma. Cornelia, Clodio.

CORNELIA I tuoi traffici mi hanno sfiancata. CLODIO Dalle retrovie si manovra piacevolmente. CORNELIA Il piacere accompagnato dal dolore è in scomoda compagnia. CLODIO Tuo marito mi usa. CORNELIA Per questo mi sono fatta usare da te. CLODIO Mio padre è oramai consolare, io rappresento il futuro. CORNELIA Tu rappresenti me. CLODIO In politica e in amore la fortuna è con i populares. CORNELIA (allusiva) Mio marito fa' l'amore col popolo. CLODIO Il console Lepido instaurerà la dittatura. CORNELIA Presto Lepido si installerà in una tomba. CLODIO Perchè non ti fidi di me? CORNELIA Non mi fido di me stessa. CLODIO Ti fidi di tuo marito? CORNELIA Non sei il più adatto a chiederlo. CLODIO (ironico) Cesare pensa di fare condannare Dolabella. CORNELIA Cesare ha già condannato Dolabella. CLODIO Che male c'era a tassare la Macedonia? CORNELIA Lo stesso male di tassare tua madre. CLODIO Temo che resterai senza soldi. CORNELIA Io non resterò priva proprio di niente.

 

VIII Cornelia, Cicerone.

CORNELIA Padre coscritto, ho udito la tua bella orazione. CICERONE A casa già ne odi delle belle, Cornelia minore. CORNELIA La tua cultura ti nutre e sostiene. CICERONE Devo nutrire e sostenere la repubblica. CORNELIA Non è lei che nutre e sostiene te? CICERONE Senza le leggi non si fa' nulla. CORNELIA Con le leggi non si fa' troppo. CICERONE Tu te la fai con troppi. CORNELIA Me la faccio con qualcuno. CICERONE Anche tuo marito, mi sembra. CORNELIA Perchè mi parli di lui? CICERONE La virtù deve essere la tua ispirazione. CORNELIA Quale sarà la mia eccitazione? CICERONE Non chiederlo a me. CORNELIA Non te la chiedo. CICERONE Che cosa, non mi chiedi? Dovrei essere io a chiedertela..cioè.. CORNELIA Se te la dessi, cosa ne faresti? CICERONE Voi confondete i sensi con il senno. CORNELIA Ora usi il plurale. CICERONE Eppure avete studiato il Greco! CORNELIA Lo abbiamo imparato a modo nostro. CICERONE Il vostro modo è contro natura. CORNELIA Se sei con la natura, non puoi prendertela con me. CICERONE La natura è stata indagata. CORNELIA Le conclusioni? CICERONE I puledri vengono domati, l'uomo viene domato. CORNELIA Anche i torelli? Anche la donna?

 

IX Cesare e Lucio Aurelio Cotta, suo zio.

CESARE La malattia di Cinnilla è la mia malattia. COTTA Te ne sei accorto da molto? CESARE Mi porta alla morte ma non morirò per ora. COTTA Tutti si aspettano che tu diventi console ed uccida il senato. CESARE Non posso uccidere la repubblica. COTTA Allora la repubblica ucciderà te. CESARE Nella mia fantasia, lo ha già fatto. Nella realtà, accetterò di essere ucciso da un simulacro di uomo. Se un uomo sarà grande, non offuscherà Cesare. Se un uomo sarà piccolo, la repubblica non mi chiederà che la salvi da lui. Se un uomo rischierà di diventare ancora più piccolo se io vivrò, lo riconoscerò, quando arriverà la mia ora.

 

X Cornelia, Cesare.

CORNELIA Parlando con Cicerone, avevo ragione a dire che la donna non viene domata. Ora viene domato il mio corpo ma io sono una donna. CESARE Sei la donna che ha voluto sposarmi. CORNELIA Sono una donna che parte. CESARE Ho sempre pensato a te. CORNELIA A cosa penserai ora? CESARE A te. CORNELIA Dovevo essere la flaminica Dialis. CESARE Sei qualcosa di più. CORNELIA Anche senza il corpo? CESARE Mai avrei pensato a te senza il corpo. CORNELIA Ma non vedi come sono gonfia? Non temi per nostro figlio dentro di me? CESARE Hai temuto meno cose di quante sono temute dai più. CORNELIA Iu-iu è con Aurelia? CESARE Ci sono io con lei. Con Roma, ci sono due nuovi consoli: si chiamano Crasso e Pompeo. CORNELIA Cicerone farà qualche predica. CESARE Sarà che divento vecchio, ma se la fà uno simpatico, lo sto anche a sentire. Tu non ne hai mai fatte e sei la mia preferita da ascoltare. CORNELIA Non resta molto da fare. CESARE Qualcosa abbiamo fatto, il resto è da fare. Per ora, usciamo da questa casa chè la stagione è cambiata. I Romani hanno ripreso a mangiare all'aperto. A quest'ora, tira un piacevole vento su Roma, qualcuno lo chiama: Ponentino.

Exeunt omnes

 Alessio Romano - 03/08/2009 16:20:00 [ leggi altri commenti di Alessio Romano » ]

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