LaRecherche.it

« indietro :: torna al testo senza commentare

Scrivi un commento al testo di Giuseppe Paolo Mazzarello
Studi sull’isteria d’Impero Romano - XIII

- Se sei un utente registrato il tuo commento sar subito visibile, basta che tu lo scriva dopo esserti autenticato.
- Se sei un utente non registrato riceverai una e-mail all'indirizzo che devi obbligatoriamente indicare nell'apposito campo sottostante, cliccando su un link apposito, presente all'interno della e-mail, dovrai richiedere/autorizzare la pubblicazione del commento; il quale sar letto dalla Redazione e messo in pubblicazione solo se ritenuto pertinente, potranno passare alcuni giorni. Sar inviato un avviso di pubblicazione all'e-mail del commentatore.
Il modo pi veloce per commentare quello di registrarsi e autenticarsi.
Gentili commentatori, possibile impostare, dal pannello utente, al quale si accede tramite autenticazione, l'opzione di ricezione di una e-mail di avviso, all'indirizzo registrato, quando qualcuno commenta un testo anche da te commentato, tale servizio funziona solo se firmi i tuoi commenti con lo stesso nominativo con cui sei registrato: [ imposta ora ]. Questo messaggio appare se non sei autenticato, possibile che tu abbia gi impostato tale servizio: [ autenticati ]
Studi sull'isteria d'Impero: Poveri Imperatori!
Del Dr. Giuseppe Paolo Mazzarello

'[Cesare] anche di notte consultava i messaggi dei luogotenenti o prendeva i primi appunti per una sua opera, in due volumi, 'De analogia', dedicata a Cicerone, in cui affrontava sottili questioni grammaticali. Un lavoro da linguista compiuto nel fragore della guerra. I suoi primi lettori erano i generali che lo attorniavano'
Antonio Spinosa

Il 29 Giugno 2009, alla sera del nostro onomastico, ci siamo regalati una visione televisiva, in attesa di pagare nuovi canoni senza la possibilit di vedere pi nulla. Le riprese dell'istituto Luce ci hanno ricordato quanto spazio politico italiano dell'ultimo dopoguerra sia stato occupato dai partiti nelle loro varie diaspore. I loro focolari hanno riscaldato la macchina pubblica, ramo operativo d'azienda nella nazionale societ per azioni. Le buone riforme hanno bisogno di buone risorse. Impieg le seconde a favore delle prime, Cesare, con la sua 'Lex Iulia Agraria'. Che cosa abbiano impiegato altri, riscontrabile nella continuit storica Italiana dal medio evo ai giorni nostri.
Compose e cant Giorgio Gaber: 'Povera gente, che rimanda al domani qualcosa/ che mai non verr'. C'era stato un legame tra un oggetto ed il suo valore, ora le due cose non corrispondevano. Diocleziano aveva stabilito il valore della moneta sul peso dell'oro o dell'argento in essa contenuto, per questo si chiam 'pound'. A quella in oro diede al il valore 60. Nel corso del suo regno lo vari a 70. Si adegu, ma fu importante conoscere il valore delle cose in un dato momento. Il rischio, come era occorso, era che una moneta potesse valere 60 o 70 senza sapere quanto oro contenesse. E' quello che accade oggi. Allora, cosa inutile attendere: un cattivo corso od una buona riforma monetaria? La soluzione di un male non scaturisce dalle nostre decisioni. Bisogna prenderle, ma solo il corso della storia a modificare la realt. Tutti si affannano a prendere decisioni, che ricalcano quelle gi prese, pochi accettano il corso della Storia per quello che . Una catena di avvenimenti che prende lo spunto da ed influisce sulla vita interiore delle moltitudini, Nessuno ammette che cambiare il proprio destino non sia solo esercizio di volont, non si rinuncia volentieri all'idea di onnipotenza. Abbiamo tutta una serie di compromessi e compensazioni per eludere la fatidica realt. Neppure Freud voleva cambiare vita, oggi direbbe che le banche vanno rifinanziate, due anni prima di morire lui stesso contrasse un mutuo con Barclays per mettere su casa a Maresfield Gardens. Nella sua casa antica erano arrivati i nazisti, non gli restavano altre possibilit, le altre possibilit restano a noi. L'arrivo del nuovo non controllabile. Se uno sa chi , resta integro anche se accadono molte cose, se si vuole anche dopo la morte. In AD 406 Onorio aveva dovuto ratificare la separazione della Britannia: Londra era marittima come Ravenna ma aveva altri programmi. Franchi e Sassoni sbarcavano sull'isola, Britanni erano gi emigrati in Gallia a seguito dei programmi di Diocleziano e grati per il 'pound'. C'era un moto continuo al di qua e al di l della Manica, in contrasto col fatto che oggi questi popoli limitrofi si ignorano. Le popolazioni del Marocco non poterono certo ignorare la missione Vandala col pervenuta in AD 429 quando nacque Valentiniano. I Vandali erano partiti dalle terre ad occidente della Vistola, dalla Polonia, dicendo: 'Unser herz zeigt nach dem Sden' 'Il nostro cuore volge al Sud'. In Africa erano scesi dalla Spagna, si trovavano bene ai climi caldi, i soldati del Nord combattono bene al Sud ed a guerra finita non se ne vanno pi. Gli Africani non se ne lamentarono, si abbronzarono tutti insieme e gli autoctoni ortodossi sopportarono qualche molestia dei sopravvenuti ariani, un po' di Cristiana rassegnazione non guasta. I Vandali fecero anche una puntata in Italia, che non costava molta fatica, ed in AD 455 Genserico li guid al bis del sacco di Roma. Massimo Petronio, dalla posizione di marito offeso, si era trovato in quella di imperatore d'Occidente. Soldati e popolo non lo volevano e fecero i Vandali anche loro uccidendolo nel corso di quello stesso anno. Alle varie latitudini, le attitudini sono simili. Un secolo dopo, come popolo individuale, i Vandali non esistevano pi. Esistevano i popoli che erano stati trasformati dalla loro penetrazione.

Nessun commento

Leggi l'informativa riguardo al trattamento dei dati personali
(D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196 e succ. mod.) »
Acconsento Non acconsento
Se ti autentichi il nominativo e la posta elettronica vengono inseriti in automatico.
Nominativo (obbligatorio):
Posta elettronica (obbligatoria):
Inserendo la tua posta elettronica verr data la possibilit all'autore del testo commentato di risponderti.

Ogni commento ritenuto offensivo e, in ogni caso, lesivo della dignit dell'autore del testo commentato, a insindacabile giudizio de LaRecherche.it, sar tolto dalla pubblicazione, senza l'obbligo di questa di darne comunicazione al commentatore. Gli autori possono richiedere che un commento venga rimosso, ma tale richiesta non implica la rimozione del commento, il quale potr essere anche negativo ma non dovr entrare nella sfera privata della vita dell'autore, commenti che usano parolacce in modo offensivo saranno tolti dalla pubblicazione. Il Moderatore de LaRecehrche.it controlla i commenti, ma essendo molti qualcuno pu sfuggire, si richiede pertanto la collaborazione di tutti per una eventuale segnalazione (moderatore@larecherche.it).
Il tuo indirizzo Ip sar memorizzato, in caso di utilizzo indebito di questo servizio potr essere messo a disposizione dell'autorit giudiziaria.