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Il papa che viene ’quasi dalla fine del mondo’

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Il papa che viene "quasi dalla fine del mondo"

 

13-03-2013 di Alberto Barlocci fonte: Città Nuova

 

Figlio di una coppia di immigrati italiani, Jorge Mario Bergoglio ha tanti primati: primo papa latino-americano, primo ad assumere il nome di Francesco, primo tra i gesuiti ad essere eletto vescovo di Roma. Ha chiesto la benedizione del popolo per il suo mandato


Papa Francesco I, appena uscito dal balcone di san Pietro
 
Dietro il nome del gesuita argentino Jorge Mario Bergoglio, papa Francesco I, ci sono vari primati: non solo è il primo papa latino-americano, ma anche il primo ad assumere in nome di Francesco ed il primo dei figli di Ignazio di Loyola a diventare vescovo di Roma.
 
Nato a Buenos Aires nel 1936, il 17 dicembre, figlio di una coppia di italiani, Mario e Regina, lui ferroviere e lei casalinga.
Bergoglio era arcivescovo di Buenos Aires dal 1998, ed era stato nominato coadiutore della stessa diocesi l'anno precedente. È stato presidente della Conferenza Episcopale argentina ben due volte. È stato nominato cardinale da Giovanni Paolo II nel 2001.
 
Apprezzato come pastore, Bergoglio ha mantenuto sempre una linea diretta con i sacerdoti della diocesi, che ha sempre seguito con particolare dedizione. È conosciuto per i suoi modi semplici e austeri, preferiva muoversi senza auto, utilizzando i mezzi pubblici. È nota la sua sensibilità per la questione sociale. Da buon latinoamericano, ha nel sangue la questione della giustizia e la scelta preferenziale per i poveri, che ha sottolineato continuamente durante la sua azione pastorale.
 
Si dice che durante il conclave che elesse a Benedetto XVI, alcune decine di voti confluirono sulla sua persona.
Bisognerà attendere le sue prime dichiarazioni. Ma certo colpisce nelle parole pronunciate dal balcone della basilica di San Pietro, l'aver messo l'accento sul fatto di essere vescovo della chiesa di Roma, colui che "nella carità" presiede a tutte le altre chiese.
 
Un accento che non sarà certo sfuggito ai leaders delle altre chiese cristiane e che da tutta la sensazione di aver voluto aggiungere una sfumatura ecumenica a un evento così eminentemente cattolico. Papa Bergoglio è apparso senza tiara, si è espresso in modo semplice ed accorato, chiedendo con umiltà, prima di impartire a sua volta la benedizione papale "urbi et orbi", alla folla di pregare il Signore di benedire il loro vescovo. Ed ha sottolineato l'inizio di un cammino di un vescovo col suo popolo. Conoscendo chi ha pronunciato queste parole, direi che presto ne coglieremo maggiormente il senso nel corso del suo pontificato.
 
 

 

 Franco Fabiano - 13/08/2014 09:15:00 [ leggi altri commenti di Franco Fabiano » ]

Caro Ferdinando, l’articolo proposto, dedicato alla figura del nuovo Pontefice, descrive in modo esaustivo quali erano le premesse (poi verificatesi) di questa scelta operata dal Conclave. Il rinnovamento portato dal Vescovo di Roma alla Chiesa universale non si limita alla pura formalit dei modi semplici con i quali si pone agli interlocutori (Capi di Stato o comuni fedeli), n si pu circoscrivere soltanto alla concezione di essenzialit, quasi spartana, della vita sua quotidiana. Il rinnovamento riguarda la stessa idea della Chiesa, il desiderio (come raccontano i Vangeli) di essere autentico testimone della figura di Cristo, il primo e l’ultimo, l’alfa e l’omega. Ges aveva questa semplicit nel porgersi alle persone che lo incontravano, non innalzava s stesso n erigeva barriere con quanti si confrontava. L’immagine che ne scaturisce dovrebbe spiegare, secondo me, quali differenze talora si percepiscono tra la professione di fede annunciata e la concretezza delle azioni che dovrebbero farne seguito. Spesso stridente la relazione tra quanto si afferma e ci che invece si compie, ovvero dare veramente forza alle parole con i propri gesti inequivocabili.
Il nuovo Pontefice una benedizione per tutti noi, credenti e non credenti, seguaci di questa o quella religione. Egli un esempio. Il mondo attuale, in effetti, necessita di esempi altamente edificanti, senza ambiguit, senza inutili formalismi.
La scelta del nome Francesco, inoltre, stata provvidenziale. Nessun altro successore di Cristo, in questi due millenni, ebbe la forza o la convinzione di assumerne il nome: sarebbe potuto sembrare, forse, di volerne assumere anche l’ingombrante identit.
Papa Bergoglio, al di l delle parole che vorrebbero descriverlo, innanzitutto testimone vivente del Vangelo, pastore di anime, guida irreprensibile che restituisce dignit ad un’istituzione in passato poco credibile. Infatti, ancor prima dell’analisi del suo magistero, la sua stessa vita a parlarci. In questo ambito sono le azioni ad avere voce.

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