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al testo di Carmelo Pirrera
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Hiksos To L. B.
Hotel delle Piramidi noia dei Faraoni, vi capitammo in quel nascer di lune che le vacche non erano più grasse. Siamo gli Hiksos, pastori di nuvole e di un gregge di sogni ingovernabili, ci voltiamo ogni tanto per una nostalgia senza segreti rimasta indietro, pecora più triste.
- Do you speak english?
Non importa, t’ho detto. Non importa. Parleremmo di niente o delle cose che tutti sanno e nessuno conosce veramente.
Hotel delle Piramidi. Non sopravvive ancora a una domenica l’eterno amore, e tu non sopravvivi a un Nilo che trascina via le stelle e che occhi e parole ci rapisce.
Ancora gli occhi, è agli occhi che ritorno per potere domani, ricordando, inventarti da capo, tutta intera.
- What is your name? Where are you from?
Nemmeno questo importa se nella luce frivola del giorno non saprò riconoscerti e tu, tu stessa, divenuta un’altra nulla ricorderai di queste ore.
E’ strano che la luce serva a perderci, e nel fiume dei volti tra parole e rimpianti di silenzio niente più ti somigli o ti rammemori.
Siamo pastori erranti, te l’ho detto, e nelle steppe della solitudine ci smarrimmo talvolta. Ci smarrimmo.
- What is your name?
Non importa, davvero non importa: nella marea d’oblio che ci sommerge, vittime smemorate d’una frode, potrò incontrarti – spero – riconoscerti sentire che sei tu, che non sei un’altra per un sonaglio d’argento che appendo al tuo cuore – stasera.
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