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Porto del ritorno

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àncora mia,
ché tragica essenza
ha questo viaggiare
sconsolato
per me
che fuggo
da sempre fuggo
la paure dell’uomo
andando via
solcando a scia
i mari dell’assenza
milioni di mille
lacrime salate.
Ed altri alti mari
eterna bonaccia
bruciati in faccia
da nudificato sole.
A te io ritorno
e cura chiedo
per questo
cuore inaridito
il tuo perdono,
mulso per l’aedo,
dalla carne
della tua bocca
bevo.
La tua dolce rosa
di rorido muschio
è il porto
a lungo
cercato.

 Roberto Perrino - 21/01/2010 20:37:00 [ leggi altri commenti di Roberto Perrino » ]

Bel testo, un po’ aulico, ma efficace ben costruito e con un finale molto bello, secondo me: l’essere amato come porto, come oasi, come rifugio... Mi piace anche scoprire che aprivi il dizionario a cavolo per recuperare parole inconsuete. Ci fu un periodo (anche io intorno ai 20 anni) in cui riuscivo a comporre liriche sonorissime che accarezzavano le orecchie, ma dal dubbio significato con un metodo simile (un po’ dadaista)... Bellissimi esercizi per affinare l’orecchio. La maggior parte le ho poi fatte bruciare in una pira sacrificale... Spero che invece tu ti ripresenti a questo pubblico presto a deliziarci e impensierirci (in senso buono). ;-)

 Peppe Nut - 21/01/2010 18:04:00 [ leggi altri commenti di Peppe Nut » ]

Cara Lore Sav,
se non ricordo male (’sto pezzo qui è vecchiotto: a 20 anni aprivo il vocabolario a cacchio per prelevare parole seminutili) dovrebbe essere un mescolio di vino e miele. Una roba sopraffina (credo) che io, sempre povero in canna, non potrò mai assaggiare. A meno di non farmelo da me; ma ci rimetterei di sicuro la pellaccia. In ogni caso, se vai su www.etimo.it, scopri anche un’altra bella possibilità del mulso. E infine, grazie :) Senza il tuo commento mi sarei ritirato in buon ordine. Perciò, purtroppo o per fortuna, mi ripresenterò ;)

 Loredana Savelli - 21/01/2010 16:19:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Poesia molto elegante, un estremo gesto d’amore.
(Scusami, che cosa vuol dire "mulso"?)

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